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È legale filmare gli agenti delle forze dell’ordine?

20 Agosto 2021 | Autore:
È legale filmare gli agenti delle forze dell’ordine?

Videoripresa di poliziotti e carabinieri mentre sono in servizio: è lecita la divulgazione pubblica? Quando si viola la privacy?

Per motivi di sicurezza e di ordine pubblico, gli enti locali possono installare telecamere di videosorveglianza lungo le strade. Lo scopo è ovviamente quello di prevenire la commissione di crimini e, nel caso in cui vengano commessi, di perseguirli legalmente. Posto che le autorità pubbliche possono avvalersi di tali mezzi, è valido anche il principio contrario? È possibile cioè riprendere la polizia mentre è in servizio? È legale filmare gli agenti delle forze dell’ordine? Con questo articolo ci metteremo nei panni del comune cittadino che, per tutelare le proprie ragioni, vuole riprendere l’operato della polizia giudiziaria.

Mettiamo il caso che, mentre stai passeggiando in strada con un amico, si avvicinino alcuni carabinieri che ti chiedono di vuotare le tasche perché hanno il sospetto che nascondi della droga. In un caso del genere, potresti riprendere gli agenti che perquisiscono? Oppure, immagina un comune controllo da parte della polizia stradale.

A seguire, vedremo se è legale filmare gli agenti delle forze dell’ordine oppure se tale condotta costituisce un illecito per via della violazione della privacy. Prosegui nella lettura se l’argomento ti interessa: troverai le risposte che cerchi.

Fotografare e riprendere le forze armate: è lecito?

Filmare gli agenti delle forze dell’ordine, scattare fotografie e registrare audio è perfettamente legale, purché tutto sia fatto entro determinati limiti.

Secondo l’Autorità garante per la protezione dei dati personali (Garante privacy), «I funzionari pubblici e i pubblici ufficiali, compresi i rappresentanti delle forze di polizia impegnati in operazioni di controllo o presenti in manifestazioni o avvenimenti pubblici, possono essere fotografati e filmati, a meno che non vi sia un espresso divieto dell’Autorità pubblica» [1].

In pratica, a meno che non vi sia un provvedimento amministrativo esplicito che vieti di filmare o fotografare la polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, ecc.) mentre è in servizio, tale condotta è assolutamente lecita. Ovviamente, ciò non significa che si possa fare tutto quello che si vuole con le riprese effettuate. Infatti, una cosa è filmare le autorità, altro è diffondere il video così ottenuto. Approfondiamo questo aspetto.

Video delle forze dell’ordine: si può pubblicare?

Secondo il Garante, alle foto e ai video delle forze dell’ordine si applicano le consuete norme a tutela della privacy: valgono, cioè, i limiti imposti alla diffusione dei dati personali di qualunque cittadino.

Tutto ciò significa che non è possibile riprendere il volto degli agenti delle forze dell’ordine o altri tratti che siano idonei a identificarli, per poi divulgare la ripresa.

Queste regole sono comuni a quelle dettate dalla legge per le riprese e le fotografie effettuate in luogo pubblico, come ad esempio in piazza, per strada, durante una manifestazione aperta a tutti (un comizio politico, ecc.).

Peraltro, nulla vieta di filmare gli agenti delle forze dell’ordine mentre effettuano un controllo (ad esempio, una perquisizione) in casa propria: è, infatti, lecito fare una ripresa nel proprio domicilio privato. Se, invece, si tratta di un luogo di privata dimora altrui, allora la ripresa non sarà legale senza il consenso del proprietario di casa.

Nel caso in cui non sia possibile effettuare un filmato che escluda i tratti distintivi dell’agente ripreso e si voglia ugualmente pubblicare il video, si dovrà necessariamente procedere a coprire tali elementi, magari intervenendo sull’immagine oscurando il volto e rendendo irriconoscibile la voce.

Diritto di cronaca: si può pubblicare il video della polizia?

Abbiamo detto che è legale filmare gli agenti delle forze dell’ordine, purché la ripresa avvenga in un luogo pubblico o nella propria privata dimora. La divulgazione è ugualmente ammessa, purché non siano riconoscibili gli agenti coinvolti nell’operazione.

Questi limiti subiscono una contrazione nel caso in cui la videoripresa sia effettuata per scopi di cronaca, cioè per divulgare una notizia che può essere di interesse pubblico per via della sua rilevanza.

A tal fine, non occorre che colui che ha effettuato la ripresa sia un giornalista professionista: è sufficiente che l’intento sia quello di diffondere una notizia o un’informazione che abbia un interesse pubblico.

La diffusione del filmato degli agenti delle forze dell’ordine è protetta dal diritto di cronaca quando serve a divulgare una notizia o un’informazione di interesse generale, senza ledere il decoro e la dignità dei soggetti ripresi.

Dunque, non è possibile diffondere video o foto in cui siano identificabili i soggetti, a meno che i dati non siano necessari all’attività giornalistica, ai fini di una corretta informazione, e solo se le immagini sono di interesse generale. Si deve sempre e comunque evitare di mostrare particolari che nulla aggiungono al senso della notizia.

È legale filmare gli agenti per tutelarsi?

È possibile riprendere gli agenti delle forze dell’ordine senza doversi preoccupare di oscurare/sfocare i volti tutte le volte in cui il video sia stato girato per tutelare i propri diritti.

In questo caso, non si tratta di diffondere la ripresa in pubblico, bensì di utilizzare il materiale così ottenuto (foto, video, audio, ecc.) per proteggersi, magari in tribunale. E così, sarà perfettamente legale girare il video di un poliziotto che abusa del proprio potere per poi produrlo in giudizio, magari per difendere sé stesso da una falsa accusa oppure per incriminare l’autore di un reato.


note

[1] Garante della privacy, nota 14755 del 5 giugno 2012.

Autore immagine: canva.com/


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