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Lavoratori all’estero: le retribuzioni convenzionali

20 Agosto 2021 | Autore:
Lavoratori all’estero: le retribuzioni convenzionali

Come calcolare gli importi per determinare le tasse e i contributi dovuti dai lavoratori italiani che svolgono l’attività in un Paese extracomunitario.

Per particolari categorie di lavoratori, come coloro che svolgono l’attività al di fuori del territorio italiano, tasse e contributi non devono essere calcolati sull’effettivo ammontare della retribuzione corrisposta, ma ci si deve riferire alla retribuzione convenzionale. Nel dettaglio, per i lavoratori all’estero, le retribuzioni convenzionali devono essere prese a riferimento qualora l’attività sia svolta in Paesi extracomunitari non legati all’Italia da accordi di sicurezza sociale.

Sono soggetti al calcolo della contribuzione sulla base di retribuzioni convenzionali [1] i lavoratori italiani, i lavoratori cittadini degli altri Stati membri dell’Unione Europea, i lavoratori extracomunitari, titolari di un regolare permesso di soggiorno e di un contratto di lavoro in Italia, inviati dal proprio datore di lavoro in un Paese extracomunitario [2].

Le retribuzioni convenzionali trovano applicazione, in via residuale, anche nei confronti dei lavoratori operanti in Paesi convenzionati, ma solo riguardo alle assicurazioni non contemplate dagli accordi di sicurezza sociale [3]. Questi importi costituiscono la base di riferimento per liquidare le pensioni, le indennità di malattia e maternità ed il trattamento ordinario di disoccupazione per i lavoratori rimpatriati.

Per il 2021, le retribuzioni convenzionali dei lavoratori all’estero sono riportate nelle tabelle allegate al decreto ministeriale in materia [4].

Quali sono i Paesi convenzionati con l’Italia?

L’Italia ha stipulato convenzioni in materia di sicurezza sociale con i seguenti Paesi extracomunitari: Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Capoverde, Israele, Jersey e Isole del Canale (Guernsey, Alderney, Herm e Iethou), ex Jugoslavia (Bosnia-Erzegovina, Macedonia, ecc), Principato di Monaco, Tunisia, Uruguay, USA e Venezuela, Stato Città del Vaticano, Corea e Turchia.

Come funzionano le retribuzioni convenzionali?

Le tabelle per l’individuazione della retribuzione convenzionale [5] sono suddivise sulla base delle seguenti voci:

  • qualifica: operai e impiegati, dirigenti, giornalisti;
  • settore (es. industria, credito, commercio…);
  • fascia d’inquadramento (es operai 4° livello, impiegati di concetto…);
  • fascia di retribuzione nazionale (ad es. da 2.040,61 a 2.160,41).

In base alla suddivisione, è possibile individuare la retribuzione convenzionale corrispondente, come emerge dalla seguente tabella.

In buona sostanza, la retribuzione convenzionale imponibile è determinata sulla base del raffronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente. I valori devono essere arrotondati all’unità di euro.

Qual è la retribuzione nazionale di riferimento?

A quali voci di paga ci si deve riferire riguardo alla “retribuzione nazionale”? Al riguardo, il ministero del Lavoro [6] ha chiarito che, ai fini dell’attuazione della disposizione relativa alle fasce di retribuzione, per “retribuzione nazionale” deve intendersi il trattamento previsto per il lavoratore dal contratto collettivo, comprensivo di eventuali importi riconosciuti per accordo tra le parti, con esclusione dell’indennità estero.

L’importo così calcolato deve poi essere diviso per 12 e, raffrontando il risultato del calcolo con le tabelle del settore corrispondente, deve essere individuata la fascia retributiva da prendere a riferimento ai fini degli adempimenti contributivi e fiscali.

I valori convenzionali mensili possono essere ragguagliati a giornata solo in caso di assunzione, cessazione del rapporto, trasferimento nel corso del mese; in tal caso, l’imponibile mensile deve essere diviso per 26 giornate e, successivamente, si moltiplica il valore ottenuto per il numero dei giorni, domeniche escluse, comprese nella frazione di mese interessata.

Come si calcola la retribuzione convenzionale per l’indennità sostitutiva del preavviso?

Anche l’indennità sostitutiva del preavviso deve essere calcolata secondo il sistema convenzionale, ai fini degli obblighi contributivi. Questa indennità non deve però essere cumulata con l’ultima mensilità di retribuzione, ma la fascia di retribuzione convenzionale corrispondente si determina:

  • dividendo l’importo dell’indennità per il numero dei mesi ai quali il preavviso si riferisce;
  • confrontando il valore ottenuto con le fasce di retribuzioni convenzionali, per individuare la fascia corrispondente;
  • sull’importo del valore convenzionale corrispondente all’indennità di preavviso deve essere poi applicata l’aliquota contributiva;
  • per determinare l’ammontare dei contributi dovuti sull’intera indennità, la contribuzione relativa al valore convenzionale va moltiplicata per il numero dei mesi cui il preavviso si riferisce;
  • i contributi così determinati vanno aggiunti a quelli relativi all’ultimo periodo di paga, ma, ai fini dell’accredito nell’estratto conto Inps del lavoratore, devono essere attribuiti al periodo cui si riferiscono [7].

Che cosa succede se variano le retribuzioni convenzionali?

In ipotesi specifiche, le retribuzioni convenzionali possono variare. Questo può accadere, ad esempio, nel caso in cui il lavoratore cambi qualifica nel corso del mese e vari il trattamento economico individuale da contratto collettivo: in questo caso, è necessario utilizzare la retribuzione convenzionale corrispondente al mutamento intervenuto, con la stessa decorrenza della nuova qualifica o della variazione del trattamento economico individuale.

Se, invece, il lavoratore matura dei compensi variabili nel corso dell’anno, come straordinari e premi, non inclusi all’inizio dell’anno nel calcolo della retribuzione globale annuale di riferimento, è necessario:

  • rideterminare l’importo della retribuzione globale annua, includendo nel calcolo i compensi variabili;
  • dividere il valore così ottenuto per 12 mensilità;
  • se dal ricalcolo varia la fascia di riferimento, è necessario procedere al conguaglio per i periodi pregressi, a partire dal mese di gennaio dell’anno in corso.

note

[1] Nota Min. Lavoro 4103/2011.

[2] Messaggio INPS 995/2012.

[3] Circ. Inps 87/1994.

[4] DM 23.3.2021; Circ. Inps. 64/2021; Circ. Inail 12/2021; Circ. Inpgi 6/2021.

[5] Allegato 2 alla Circ. Inps. 64/2021.

[6] Ministero del Lavoro, Circ. 72/1990.

[7] Circ. Inps 263/1997.

Autore immagine: pixabay.com


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