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Che succede se incasso un assegno bancario dopo molto tempo dall’emissione?

26 marzo 2014


Che succede se incasso un assegno bancario dopo molto tempo dall’emissione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 marzo 2014



In caso di presentazione dopo otto giorni dalla data di emissione l’emittente potrebbe revocare l’ordine di pagamento alla propria banca e quest’ultima impedire al creditore di incassare la somma.

Per quanto, di questi tempi, ottenere un pagamento è già un grosso privilegio e, certo, chi riceve un assegno non aspetterà molto tempo prima di versarlo sul proprio conto o di cambiarlo, in banca, con denaro contante, potrebbe tuttavia accadere che – per dimenticanza o altre ragioni – si lasci trascorrere qualche giorno di troppo dalla data di emissione (la data di emissione è quella indicata in alto a destra del titolo e coincide, di norma, con il momento della consegna del titolo al creditore). E allora, in tali casi, ci si potrebbe chiedere quali possano essere le conseguenze di tale inerzia per il creditore.

Per esempio: nel caso di un assegno datato 1 gennaio, lo si potrebbe incassare il 1 marzo?

 

Secondo quanto previsto dalla nostra legge [1], l’assegno bancario deve essere presentato per il pagamento nel termine di otto giorni se è pagabile nello stesso Comune in cui è stato emesso; di quindici giorni se è pagabile in altro Comune della Repubblica. Se la presentazione al pagamento dell’assegno avviene entro tali termini la stessa è considerata “tempestiva”. Pertanto, nessun problema potrebbe essere sollevato al creditore.

Ma che accade se si superano i termini di cui sopra?

La presentazione anche se compiuta oltre i termini non comporta automaticamente il rifiuto di pagamento da parte della banca, ma implica solo l’eventuale possibilità che il traente (cioè colui che ha emesso l’assegno) possa revocare l’ordine di pagamento dato alla propria banca (ordine implicito nell’emissione dell’assegno). In altre parole, il rischio è che il debitore “ci ripensi” e dica alla propria banca di non pagare più l’assegno. Pertanto, solo in tale ultimo caso, la banca dovrà rifiutare il pagamento del titolo.

In mancanza, invece, di tale ordine impartito dal correntista, la banca può pagare anche dopo lo spirare del termine [2].

Diverso discorso è, invece, per il caso dell’assegno postdatato. L’assegno bancario postdatato (di cui abbiamo già parlato più analiticamente nell’articolo: “Assegno postdatato: garanzia per i creditori, validità ed efficacia”) viene, di norma, utilizzato per supplire a una momentanea carenza di fondi e, nello stesso tempo, consegnare una garanzia al creditore. Tuttavia, posto che, per legge, l’assegno postdatato può essere pagato in qualsiasi momento in cui il prenditore lo porti in banca (infatti, l’assegno è un titolo pagabile “a vista” e la data futura è solo un elemento irregolare che non rende nullo tutto il titolo), esso si configura come uno strumento assai rischioso: chi lo emette, infatti, potrebbe non disporre delle somme per coprirlo al momento dell’incasso, con conseguente applicazioni di sanzioni a suo carico. Per maggiori chiarimenti sul tema, consigliamo di leggere la guida sull’assegno postdatato.

Se l’assegno viene portato in banca, per l’incasso, dopo oltre 8 giorni dalla data di emissione (15 giorni se pagabile in un Comune diverso), la banca potrebbe rifiutare il pagamento solo nell’ipotesi in cui l’emittente del titolo (il debitore) glielo abbia espressamente chiesto (revocando, cioè, l’ordine di pagamento contenuto nel titolo medesimo).

note

 [1] Art. 32 del Regio Decreto 21 dicembre 1933, n. 1736.

[2] Art. 35 del Regio Decreto 1736/1933.

Autore immagine: 123rf.com

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9 Commenti

  1. Ho un assegno bancario del 2012. Non incassato per dimenticanza.
    Che probabilitá ho di incassarlo?
    Grazie per una risposta
    Domenico Procopio

    1. Do pienamente ragione a chantal 09/09/2017: questa pagina sarebbe veramente interessante se si potessero leggere le risposte; così invece non dice nulla e non invita nemmeno ad accedere all’eventuale servizio

  2. anche io sono in una situazione simile ho dimenticato di incassare degli assegni trovati oggi dopo 2 anni . mi piacerebbe sapere cosa si puo fare.

  3. Un assegno emesso il 16/05 mi è stato confermato come ultimo pagamento ,onde evitare iscrizione al CAI ,il 01/08 ,ma effettivamente non sono trascorsi 60 giorni .
    Inoltre un altro assegno emesso il 17/05 con la stessa scadenza del 01/08
    È possibile ??

  4. Ho dimenticato da incassare dégli assegni dal 2013 trovati oggi dopo 3 anni ,mi piacerebbe sapere cosa si po fare?

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