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Lo sai che? Delle infiltrazioni d’acqua ne risponde il condominio se il costruttore è fallito

Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2014

Ho avuto delle infiltrazioni di acqua nel mio appartamento dovute a vizi di costruzione del tetto condominiale; poiché sia il costruttore che il venditore sono falliti, ho chiesto il risarcimento al condominio, ma l’amministratore ha detto che i danni li devo pagare io, salvo che l’assemblea decida il contrario (solo in tale ipotesi verrebbero ripartiti per tutti i condomini). Vorrei arrivare all’assemblea condominiale con riferimenti legali esatti per poter avere risarcimento danni.

 

Il codice civile [1] prevede in modo assai chiaro che le spese necessarie per la conservazione ed il godimento delle parti comuni (come ad esempio il tetto) siano sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno e cioè sulla base della tabella generale millesimale.

Sono considerate spese necessarie per la conservazione (e che quindi si ripartiscono fra tutti i condomini in base ai millesimi) quelle finalizzate alla manutenzione e riparazione ordinaria o straordinaria dei beni comuni ed anche quelle per rifondere i danni subiti dai singoli condomini nelle loro unità immobiliari e causati da beni comuni (in tal senso si è pronunciata la Corte di Cassazione [2].

 

Le considerazioni appena fatte non cambierebbero in nessun modo anche se fosse accertato (come sembra leggendo la domanda) che le infiltrazioni siano state causate da un difetto di costruzione del tetto condominiale.

In tal caso, infatti, anche se fosse possibile chiedere il risarcimento dei danni e la riparazione del tetto al costruttore-venditore (ma nel caso specifico pare che questa via sia poco praticabile essendo falliti entrambi), ciò non escluderebbe comunque la responsabilità del condominio che è tenuto, anche in questi casi di difetti di costruzione o progettazione, a risarcire i danni e riparare il bene comune da cui il danno si è propagato alla proprietà esclusiva.

Questa ultima conclusione è stata chiaramente delineata da altra sentenza della Corte di Cassazione [3].

In definitiva, se l’assemblea non dovesse deliberare di ripartire (in proporzione sulla base della tabella generale di proprietà) fra tutti i condomini (compreso l’interessato) le spese per la riparazione del tetto e quelle per provvedere a risarcirle i danni subìti, il danneggiato potrebbe agire dinanzi al Tribunale per ottenere da tutti gli altri condomini il risarcimento dei danni e la riparazione del tetto condominiale.

note

[1] Art. 1123 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 23.308 dell’8.11.2007.

[3] Cass. sent. n. 17.268/2012.

Autore immagine: 123rf.com


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