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Come inquadrare un apprendista?

20 Agosto 2021
Come inquadrare un apprendista?

Uno dei principali vantaggi del datore di lavoro che decide di stipulare un contratto di apprendistato è la possibilità di sottoinquadrare il lavoratore.

Hai terminato da poco l’università e vuoi entrare nel mondo del lavoro. Hai ricevuto un’offerta di impiego da un’azienda che ti propone l’assunzione con contratto di apprendistato. Ma come inquadrare un apprendista? In particolare, è corretta la richiesta aziendale di inquadrarti in un livello inferiore rispetto alla qualifica che deve essere acquisita alla fine del periodo di formazione?

Innanzitutto, devi sapere che il contratto di apprendistato rappresenta un’importante opportunità di inserimento lavorativo per i giovani che devono trovare una prima occupazione. Proprio per incentivare questo strumento la legge prevede significative agevolazioni per i datori di lavoro che stipulano questo contratto.

Ma in cosa consiste il vantaggio dell’impresa nel sottoinquadrare il lavoratore? Come inquadrare un apprendista? Come vedremo, la legge prevede che i contratti collettivi di lavoro possono prevedere il sottoinquadramento dell’apprendista rispetto alla qualifica finale di destinazione oppure il pagamento della retribuzione in percentuale rispetto a quella percepita da un lavoratore assunto con contratto di lavoro subordinato. Ma andiamo per ordine.

Contratto di apprendistato: cos’è?

Il contratto di apprendistato [1] è una particolare tipologia contrattuale che consente al giovane apprendista di trovare una prima occupazione che gli permette di formarsi e di acquisire determinate competenze professionali. In questo contratto, a differenza di un normale rapporto di lavoro, il datore di lavoro, oltre ad erogare all’apprendista la retribuzione mensile, si impegna anche a fornirgli una apposita formazione a proprie spese.

Contratto di apprendistato: le tipologie

Nel nostro ordinamento, ci sono tre tipologie di apprendistato:

  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
  • apprendistato professionalizzante;
  • apprendistato di alta formazione e ricerca.

Nella prima e nella terza tipologia, il contratto di apprendistato si inserisce in un percorso di studio intrapreso dall’apprendista (il diploma, nel caso dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale oppure il dottorato di ricerca o il master nel caso dell’apprendistato di alta formazione e ricerca).

L’apprendistato professionalizzante (che è il più diffuso), invece, consente al lavoratore di acquisire una qualifica professionale di destinazione.

Contratto di apprendistato: gli obblighi del datore di lavoro

Nel contratto di apprendistato il principale obbligo del datore di lavoro è erogare all’apprendista la formazione pattuita nel contratto che è necessaria a conseguire:

  • un titolo di studio (apprendistato per la qualifica e il diploma professionale);
  • una qualifica professionale (apprendistato professionalizzante);
  • esperienze funzionali a raggiungere titoli di studio di livello universitario o di alta formazione (apprendistato di alta formazione).

Considerata la centralità della formazione, il contratto, che deve essere stipulato per iscritto, deve contenere il piano formativo individuale e l’individuazione del tutor aziendale, ossia, il soggetto che dovrà affiancare l’apprendista nel percorso di crescita.

Contratto di apprendistato: come inquadrare l’apprendista?

Per favorire questa tipologia di contratto, particolarmente utile per contrastare la disoccupazione giovanile, la legge riserva ai datori di lavoro diversi vantaggi tra cui:

  • la possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del Ccnl ai lavoratori addetti a mansioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al cui conseguimento è finalizzato il contratto; oppure
  • stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio.

In entrambi i casi si tratta di una evidente agevolazione che consente al datore di lavoro di risparmiare sul costo del lavoro. Per capire quale delle due opzioni può essere utilizzata occorre verificare cosa prevede il Ccnl.

Contratto di apprendistato: cosa prevede il Ccnl Commercio?

Il Ccnl Commercio, ad esempio, prevede i seguenti livelli di inquadramento professionale e il conseguente trattamento economico per gli apprendisti:

  • 2 livelli inferiori a quello in cui è inquadrata la mansione professionale per cui è svolto l’apprendistato per la prima metà del periodo di apprendistato;
  • 1 livello inferiore a quello in cui è inquadrata la mansione professionale per cui è svolto l’apprendistato per la seconda metà del periodo di apprendistato.

Alla fine dell’apprendistato il livello di inquadramento sarà quello corrispondente alla qualifica eventualmente conseguita.

Facciamo un esempio. Se vieni assunto con contratto di apprendistato professionalizzante per acquisire la qualifica di contabile/impiegato amministrativo, che è inquadrata al 3° livello del Ccnl Commercio, il tuo inquadramento sarà il seguente:

  • il primo anno e mezzo sarai inquadrato al 5° livello;
  • il secondo anno e mezzo sarai inquadrato al 4° livello;
  • alla fine del triennio di formazione sarai inquadrato al 3° livello poiché avrai acquisito pienamente le competenze della qualifica di destinazione.

Contratto di apprendistato: come contestare l’inquadramento?

Il sottoinquadramento dell’apprendista è legittimo se il contratto di apprendistato è genuino. Se, invece, tale tipologia contrattuale nasconde un normale rapporto di lavoro subordinato e il datore di lavoro non eroga al dipendente la formazione necessaria, l’apprendistato è illegittimo. In questo caso, il lavoratore potrà chiedere al giudice di accertare la sussistenza di un normale rapporto di lavoro subordinato e di condannare il datore di lavoro a pagare le differenze retributive maturate a causa del sottoinquadramento.

note

[1] Art. 41 ss., D.lgs. 81/2015.


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