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Anche i risparmi passano sotto la lente del redditometro

26 marzo 2014


Anche i risparmi passano sotto la lente del redditometro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 marzo 2014



Sotto controllo tanto il denaro speso quanto quello non speso: con l’Anagrafe dei conti l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare liste selettive dei contribuenti a rischio “evasione”.

Verrebbe quasi da chiedersi se convenga spendere il denaro o conservarlo in banca. Perché il nuovo redditometro non controlla la ricchezza dei contribuenti solo sulla base delle spese da questi sostenute e, quindi, del complessivo tenore di vita, ma anche sulla scorta del denaro risparmiato sul conto corrente. Sicché, anche non spendendo alcunché, non è detto che ci si possa sottrarre all’accertamento del fisco. Paradossalmente, il contribuente che viva di stenti, ma con un saldo conto di importi rilevanti potrebbe essere considerato un evasore.

Questo perché, grazie all’Anagrafe tributaria – il nuovo cervellone a disposizione del fisco, collegato “in presa diretta” con le banche – le Agenzie delle Entrate del territorio potranno verificare non solo la movimentazione in entrata e uscita dal conto, ma anche il saldo finale annuale, ossia la quota di denaro rimasta “immobile” sul conto medesimo.

Come evidenzia una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate [1], la quota di risparmio è uno degli elementi fondamentali che determina la compatibilità fiscale e reddituale del contribuente verificato: insomma, essa serve per verificare se quanto dichiarato dal contribuente corrisponda davvero a realtà.

Nella fase del controllo, l’anagrafe dei rapporti diventerà la fonte di partenza delle vere e proprie indagini finanziarie, che forniranno al fisco il contenuto dei singoli movimenti dei conti bancari o delle singole operazioni finanziarie del contribuente. Il ricorso alle indagini finanziarie, però, potrà essere possibile solo se l’amministrazione determinerà effettivamente che la posizione del contribuente è fiscalmente anomala rispettando così tutte le garanzie costituzionali esistenti.

Le informazioni contenute nell’anagrafe dei rapporti finanziari consentiranno al redditometro di valutare correttamente la quota annuale di risparmio. Questa valutazione potrà essere molto utile anche nella successiva fase di controllo per verificare la correttezza delle giustificazioni logiche fornite dal contribuente in sede di contraddittorio.

Da ciò si comprende come Redditometro e Anagrafe dei conti siano strettamente legati tra loro e si alimentino reciprocamente, consentendo al fisco una lotta all’evasione più mirata ed efficace.

Con l’Anagrafe dei conti, l’Agenzia potrà conoscere, in via diretta, i dati identificativi del singolo rapporto finanziario a disposizione del contribuente non solo quando titolare, ma anche come cointestatario o delegato. Inoltre, saranno a disposizione i saldi iniziali e finali per ciascun anno dei singoli rapporti e i dati relativi, per ogni rapporto, agli importi totali delle movimentazioni distinte tra dare e avere su base annua.

I rapporti interessati dalla comunicazione comprendono i conti correnti, le cassette di sicurezza, le carte di credito e di debito, gli acquisti e vendita di oro e metalli preziosi e le operazioni fuori conto.

Avvalendosi delle informazioni acquisite in tale modo ed con apposite elaborazioni informatiche di massa, l’Agenzia delle Entrate è ora in grado di individuare specifici indici di controllo dei contribuenti.

note

[1] Ag. Entrate circolare n. 24/E/2013

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. e per quelli che avevano un congruo risparmio e nell’anno 2012 hanno intestato a terzi i propri soldi e risultno nullatenenti ci sono controlli?

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