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Dire maleducato è un insulto?

28 Aprile 2021
Dire maleducato è un insulto?

Diffamazione e ingiuria: quando c’è lesione della reputazione altrui e come evitare la condanna penale quando si dà del maleducato a un’altra persona. 

Insultare una persona e dirle «sei un maleducato» può considerarsi un’offesa? Andare a dire in giro di qualcuno che non ha alcuna educazione potrebbe rientrare nel campo della diffamazione? La questione è già approdata, in più occasioni, dinanzi alla Cassazione. 

È vero, di questi tempi, con il linguaggio forte e sprezzante a cui ci hanno abituato i media, dire maleducato è forse l’ultimo degli insulti dinanzi al quale potersi offendere. Ma è anche vero che, come più volte la giurisprudenza ci ha insegnato, ciò che conta non è tanto il termine utilizzato – che ben potrebbe anche non essere una parolaccia – ma l’intento di chi l’ha proferita di ledere l’altrui onore e reputazione. Ed allora, alla luce di ciò, il campionario delle espressioni si allarga enormemente fino a ricomprendere epiteti come «mantenuta», «buffone», «pagliaccio», «burattino» ed anche – secondo alcuni giudici – l’uso di emoticons dal chiaro senso dispregiativo. 

Ritorniamo a noi: dire maleducato è un insulto? Ecco cosa ha detto la Cassazione.

In una recente pronuncia [1], la Corte – pur arrivando ad assolvere l’imputato per intervenuta prescrizione – ha incidentalmente detto che l’espressione «sei un maleducato, non hai educazione» ha un «indubbio contenuto ingiurioso». 

Oggi, sappiamo che l’ingiuria non è più un reato ma un semplice illecito civile che può tutt’al più giustificare una richiesta di risarcimento del danno. Ma tant’è: il principio affermato dalla Cassazione può tornare utile in altri contesti come, ad esempio, quando la parte offesa non è presente e si parla male di lei alle spalle: in tal caso, infatti, si commette diffamazione che, invece, a differenza dell’ingiuria, è ancora un illecito penale. Di qui l’estensione della regola: andare a dire di una persona, dinanzi ad altre ma in sua assenza, che è maleducata è un insulto che può costare una querela per diffamazione.

Ma l’interpretazione che la Cassazione ha dato della parola «maleducato» è tutt’altro che univoca. Se si cerca meglio negli archivi della giurisprudenza, ci si accorge infatti che, in altre occasioni, la Suprema Corte ha ritenuto tale espressione priva di contenuto ingiurioso e diffamatorio. La pronuncia risale al 1980 [2] e il caso si riferisce alla reazione stizzita avuta da un cittadino nei confronti dell’operato del pubblico ufficiale: di qui l’incriminazione per oltraggio a pubblico ufficiale. Ebbene, in tale contesto, i giudici hanno ritenuto che la mancanza di riguardo non era tale da integrare gli estremi del reato. L’oltraggio può essere escluso dalla critica per un atto illegittimo o comunque meritevole di censura. Nella fattispecie, quindi, è stato ritenuto esercizio del diritto di critica l’uso della parola: “maleducato” proprio per via della palese illegittimità che il pubblico ufficiale aveva commesso. 

Proprio a riguardo di ciò, c’è da fare un’importantissima precisazione: il Codice penale giustifica l’offesa quando proferita come reazione a un’altra offesa. Quindi, se una persona dice a un’altra «sei maleducato» perché questa è stata effettivamente maleducata, perché si è espressa in modo offensivo e ingiurioso, perché ha fatto gesti non ortodossi o ha tenuto altri comportamenti socialmente biasimevoli, allora la reazione verbale – pur ammettendo che possa ritenersi offensivo dire di una persona che è maleducata – non può essere oggetto di punizione, né civile, né penale. 


Una sentenza del 2006 della Cassazione ha affermato che dire «sei maleducato» è un’ingiuria. Nel 1980 la stessa Cassazione aveva però ritenuto il contrario. Insulto o non insulto, però, una cosa è certa: se dite di una persona che «è maleducata» perché questa si è effettivamente comportata con voi da maleducata non rischiate una querela: e questo perché il codice penale giustifica chi diffama o ingiuria un’altra persona per reazione a un torto subito. 

note

[1] Cass. sent. n.9799/2006.

[2] Cass. sent. del 19/11/1980


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3 Commenti

  1. Ho capito che l’ingiuria non è un reato ma resta pur sempre un illecito, quindi se offendi devi pagare. Ma mi sembra un tantino esagerato che qualcuno possa dire che “maleducato” è un’ingiuria. Cioè se uno è scostumato è chiaro ed evidente a tutti, è solo una constatazione e se uno si reputa offeso piuttosto che ricorrere al tribunale dovrebbe farsi un’analisi di coscienza e modificare il proprio comportamento

  2. Forse, non hai letto bene Silvana, ma alla fine dell’articolo è chiaramente specificato che dire maleducato non comporta alcuna punizione né di carattere penale né civile, perché l’ingiuria non è reato e poi questa affermazione se è seguita ad un comportamento maleducato non è proprio punibile come illecito

  3. Evidentemente, presa dall’assurdità della questione avrà tratto subito delle conclusioni. L’articolo è molto chiaro e spiega qual è l’orientamento della Cassazione anche nelle precedenti pronunce. Infatti, sembrava assurdo che un’affermazione del genere potesse essere punita anche a livello civile. Se così fosse stato allora sai quanti non sarebbero usciti impuniti dal tribunale. E poi, ad oggi, anche le ingiurie più gravi spesso si lasciano passare proprio per evitare di affollare le aule

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