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Lo sai che? Se pago le tasse con l’F24 in banca sono davvero tranquillo e libero?

Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2014

La consegna dell’F24 in banca libera il contribuente oppure è necessario accertarsi che il denaro arrivi concretamente al fisco? La giurisprudenza appare divisa, ma la Cassazione no.

Al contribuente potrebbe sembrare una questione pacifica mettersi “la coscienza a posto” consegnando l’F24 per il pagamento delle tasse alla propria banca affinché questa poi provveda al bonifico in favore dello Stato. A quel punto, l’Istituto di Credito gestisce la delega e dovrebbe far arrivare i soldi all’erario: se non lo dovesse fare, per qualsiasi ragione, che colpa potrebbe imputarsi al cittadino?

Eppure c’è qualche giudice che non la pensa così. Solo ieri, infatti, era stata pubblicata la notizia di una sentenza della Commissione Tributaria di Firenze [1] secondo cui, in tema di dichiarazione dei redditi, l’F24 quietanzato dalla banca non libera il contribuente dal debito con il fisco se il flusso di denaro non è, di fatto, pervenuto nelle casse dell’Erario.

Secondo i giudici toscani, infatti, tale modello contiene solo una delega all’istituto di credito per il pagamento, ma non ha la funzione di sostituire al debitore contribuente un altro debitore (l’istituto bancario). Pertanto, in caso di mancato ricevimento da parte del fisco della somma dovuta, l’obbligazione tributaria del contribuente nei confronti dell’Amministrazione finanziaria rimane integra e il contribuente deve comunque adempiere i propri obblighi nei confronti del fisco, salvo poi rivalersi, se del caso, contro la banca.

Alla formalistica logica di questa sentenza, però, oggi ha dato una risposta di segno contrario la Cassazione che, con una sentenza di poche ore fa [2], ha rovesciato questo ragionamento.

Secondo la Suprema Corte, il contribuente può dimostrare l’estinzione di un debito fiscale semplicemente dando prova di aver portato in banca l’F24.

Ad imporlo – secondo quest’ultima sentenza – sarebbe il principio della tutela del legittimo affidamento del cittadino, previsto espressamente dallo Statuto dei contribuenti [3]: principio immanente in tutti i rapporti con lo Stato nelle sue diverse articolazioni.

note

[1] C.T.R. Firenze, sent. n. 47/2013.

[2] Cass. sent. n. 7154 del 26.03.14.

[3] Art. 10, comma primo, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente).

Autore immagine: 123rf.com


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