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Se il padre non paga gli alimenti chi paga?

28 Aprile 2021
Se il padre non paga gli alimenti chi paga?

Mantenimento ai figli: che fare se uno dei due genitori è inadempiente e l’altro non ha le possibilità economiche per provvedere alle loro necessità quotidiane?

Se il padre non paga gli alimenti, chi paga? La madre che vive coi figli e che deve provvedere alle spese quotidiane si rivolge, di norma, a un avvocato lasciando che sia questi ad adire le vie legali.

Senonché, il più delle volte, il procedimento di recupero del credito si sblocca solo nel momento in cui viene depositata la denuncia alla Procura della Repubblica per violazione degli obblighi di assistenza familiare: la condanna è pressoché automatica se i figli sono minorenni.

Prima che la giustizia faccia il suo corso, è necessario attendere mesi, se non anni. Il problema pratico è dunque tutt’altro che risolto. Di qui la necessità di ricorrere a soluzioni pratiche che possano quantomeno consentire, nel frattempo, di sopravvivere. Ed allora, chi ha la possibilità, bussa alla porta dei nonni. Ma non tutti si dimostrano disponibili ed allora anche nei confronti di questi ultimi sarà necessario verificare se è possibile ottenere, da un giudice, un provvedimento coercitivo. Insomma, di nuovo la medesima domanda di partenza: se il padre non paga gli alimenti, chi paga? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Quando non c’è una sentenza di condanna del giudice

Per entrambi i genitori, l’obbligo di mantenere i figli scatta sin dalla nascita di questi ultimi, a prescindere quindi dall’esistenza di una sentenza del giudice che determini l’importo esatto. 

Pertanto, se anche i genitori – sposati o non sposati – dovessero lasciarsi, entrambi saranno tenuti a contribuire ai bisogni della prole. Bisogni che non sono costituiti solo dallo stretto necessario per vivere, ma anche dalle relazioni sociali, dall’istruzione, dallo sport e dal tempo libero.

Padre e madre che intendono separarsi dovranno quindi tentare un accordo che definisca l’ammontare del mantenimento per i figli. Se questo accordo non viene trovato, ciascuno dei due può far ricorso al tribunale affinché sia il giudice a definire l’entità del contributo mensile.

Il fatto di non versare alcun mantenimento, nel frattempo, costituisce un illecito penale, passibile di denuncia. Tant’è vero che il giudice, nel momento in cui condanna il genitore non convivente a versare l’assegno di mantenimento all’ex, lo fa con effetto retroattivo, ossia a partire dalla data di deposito della domanda giudiziale.

Al di là della denuncia, che porta solo alla punizione del colpevole, è necessario anche adire il giudice civile affinché fissi la misura del mantenimento e ordini il versamento degli arretrati. 

Se c’è una sentenza di condanna del giudice 

Quando c’è una sentenza del giudice che condanna il genitore non convivente con i figli a versare all’altro genitore l’assegno di mantenimento, è più facile definire l’entità del credito da riscuotere. 

Così, ad esempio, se il padre non dovesse pagare il mantenimento, la madre potrebbe:

  • avviare un pignoramento dei beni (stipendio, conto corrente, immobili, quote societarie, ecc.); 
  • sporgere denuncia ai carabinieri, alla polizia oppure alla Procura della Repubblica.

Se il padre non paga gli alimenti chi li deve pagare?

Non sempre il pignoramento dà buon esito e, spesso, ci si scontra dinanzi alle tasche vuote di un nullatenente. Cosa prevede la legge in questi casi? È possibile rivolgere la richiesta di pagamento degli alimenti ai nonni. Ma solo a determinate condizioni, peraltro molto stringenti. Le vedremo qui di seguito.

Innanzitutto, è bene dire che i nonni non sono tenuti a versare il mantenimento in luogo del genitore inadempiente, ma solo gli alimenti, che è una misura di gran lunga inferiore: si tratta dello stretto necessario per vivere. Quindi, la madre non potrebbe pretendere dai genitori del proprio ex marito o compagno le stesse somme che quest’ultimo non le ha versato, ma solo l’importo necessario per la sussistenza.

In secondo luogo, si possono chiedere gli alimenti ai nonni solo se entrambi i genitori non sono in grado di provvedere al mantenimento dei propri figli e questi ultimi pertanto si trovano in una condizione di grave necessità economica (si pensi alla madre che non ha i soldi per pagare le spese mediche, la scuola o anche l’affitto di una casa ove far dormire i figli). 

Ciò apre le porte a due possibilità:

  • se il padre non paga il mantenimento non per mancanza di redditi, ma per proprio volere o negligenza, la madre può solo rivalersi contro quest’ultimo con la procedura giudiziaria di recupero dei crediti e avviare eventualmente un pignoramento. Non potrà quindi pretendere il mantenimento dai nonni; 
  • se la madre ha un proprio reddito che, per quanto esiguo, le consente comunque di garantire ai figli la sopravvivenza, non può pretendere gli alimenti dai suoceri o dai propri genitori neanche se l’ex è inadempiente.

Altro aspetto non meno importante: se entrambi i genitori non fossero in grado di mantenere i figli, a dover versare gli alimenti sono tutti i nonni, ciascuno in misura proporzionale alle proprie capacità economiche. Quindi, non è previsto un obbligo di pari entità. Questo potrebbe voler significare che, ad esempio, la madre potrebbe pretendere il mantenimento solo dai propri genitori se questi hanno una pensione mentre quelli del padre no. 

Qualora i nonni non dovessero essere più in vita o non dovessero avere le capacità economiche per versare gli alimenti, sarebbero tenuti a farlo – alle stesse condizioni sopra viste – gli zii (ossia i fratelli e le sorelle dei rispettivi genitori).

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