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Quali pagamenti è meglio fare con bonifico o carta?

28 Aprile 2021
Quali pagamenti è meglio fare con bonifico o carta?

Quando è meglio non pagare in contanti: tutte le volte in cui l’uso di strumenti tracciabili è opportuno o richiesto dalla legge. 

Quali pagamenti è meglio fare con bonifico o carta? Esistono situazioni in cui l’uso del contante è fortemente sconsigliato o addirittura vietato. In alcuni casi, infatti, esso non dà diritto ai benefici fiscali (pensate all’acquisto dei farmaci o degli elettrodomestici), in altri esso non garantisce la prova dell’avvenuto pagamento sicché, in caso di successive contestazioni e in assenza di una quietanza scritta, sarà impossibile fornire le prove dell’adempimento. 

Ecco perché è bene conoscere cosa stabilisce la legge in tali ipotesi e quali pagamenti è meglio fare con bonifico o carta di credito o bancomat. Ne parleremo qui di seguito.

Quando è un diritto e quando è un dovere pagare con carta o bancomat

Ciò che non sono riuscite a fare le leggi, l’ha fatto l’emergenza sanitaria Covid: l’ancestrale difficoltà a separarsi dai contanti è stata superata dall’uso delle carte e dei pagamenti elettronici proprio per l’impossibilità di raggiungere materialmente i negozi. Ed ora, con i pagamenti online, tutti dispongono di una carta di credito prepagata, di un bancomat, di un conto PayPal o di un sistema di home-banking. Insomma, anche gli italiani, come il resto dell’Europa, stanno abbandonando il caro e vecchio cash. 

Ma c’è ancora qualche negoziante che, alla vista della carta, storce gli occhi e inventa la tradizionale scusa: «il servizio oggi non funziona, è offline». E allora che fare? 

La legge dà il diritto a ciascuno di noi di pagare con carta di credito o bancomat per acquisti da 5 euro in su e, dall’altro lato, ci obbliga a farlo da 2.000 euro a salire. Peraltro questo limite, dal 1 gennaio 2022, passa a 1.000 euro, abbassando notevolmente la soglia sull’uso dei contanti. 

Quindi, sintetizzando, è facoltà di ogni cittadino pagare con strumenti elettronici a partire da 5 euro, ma è un obbligo da 2.000 euro in poi. 

Tanto per fare un esempio, per un semplice caffè il barista può imporvi gli spiccioli, ma se ci aggiungete anche il cornetto e il pacchetto di gomme potete tornare a usare la carta. 

Il punto è che se il negoziante non accetta la carta laddove dovrebbe, non potete denunciarlo alla Finanza, perché ancora non sono previste sanzioni per questa condotta; tutt’al più, potete rifiutarvi di pagare in quel momento e tornare il giorno dopo per saldare il conto, magari dopo che avrete prelevato al bancomat. 

Quali pagamenti non fare mai con i contanti?

Alcune volte, i pagamenti con bonifico o carta sono solo opportuni, in altri sono obbligatori. 

In cima alla lista ci sono i pagamenti superiori alla soglia di tracciabilità che passano a 1.000 euro dal 1° gennaio 2022: come anticipato, per questi è obbligatorio pagare con bonifico, carta o bancomat, pena sanzioni che vanno da 1.000 euro a 50.000 euro. Fino a 999,99 euro si possono usare i contanti senza alcun rischio (fino al 31.12.21 la soglia è di 1.999,99 euro).

Poi, non bisogna usare i contanti tutte le volte in cui si vuole scaricare la spesa dalle tasse, usufruendo delle detrazioni e deduzioni fiscali. In questo caso, il mancato uso dello strumento elettronico non implica sanzioni ma solo la perdita dell’agevolazione fiscale. 

In ultimo, è consigliabile – e non obbligatorio – non pagare in contanti quando è necessario precostituirsi la prova di un pagamento; si pensi al versamento dello stipendio alla colf e alla badante o alla restituzione di un prestito ricevuto da un amico o da un parente. Oppure si pensi a un oggetto che potrebbe necessitare di un intervento in garanzia nel caso di guasto. Chi vuole usare i contanti può farlo – sempre a patto che non superi la soglia della tracciabilità – a condizione che si faccia rilasciare una quietanza di pagamento che funga appunto da dimostrazione dell’adempimento in luogo dell’estratto conto e che, così, superi il problema della prova.

Quali pagamenti è meglio fare con bonifico o carta?

Una volta individuate le categorie generali in cui è necessario o semplicemente opportuno pagare con bonifico o carta, vediamo ora quali sono le ipotesi specifiche:

  • spese mediche: le detrazioni del 19% sulle spese mediche possono essere usate solo se si paga con carta di credito o bancomat. Il contante può ancora essere usato per i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale;
  • ristrutturazioni casa e acquisto mobili: la legge riconosce le detrazioni fiscali per chi fa ristrutturazioni in casa e acquista beni mobili a condizione che ne sia data prova con bonifico parlante, ossia un bonifico riportante i dati fiscali delle parti e la tipologia della spesa. In tal caso, per non perdere le agevolazioni fiscali è necessario pagare con strumenti elettronici;
  • pagamento di elettrodomestici e prodotti tecnologici: il pagamento elettronico fornisce la prova dell’acquisto anche per chi perde lo scontrino, consentendo così la possibilità di attivare la garanzia se necessaria la riparazione. Ricordiamo che il difetto deve essere denunciato al venditore entro 60 giorni dalla scoperta e che la garanzia per i consumatori è di 2 anni;
  • prestiti: chi deve fare un prestito o deve restituire un prestito ricevuto, farà bene a tracciare il pagamento con strumenti elettronici, in modo da dimostrare lo spostamento del denaro nel caso di contestazioni tra le parti. In alternativa, è possibile farsi rilasciare una quietanza dall’altra parte;
  • pagamenti rateali: spesso, è difficile ricostruire i pagamenti  dilazionati nel tempo. Si pensi al conto del dentista o dell’avvocato. A meno di farsi firmare una quietanza di pagamento e di custodirla con cura, l’unico modo per verificare l’estinzione del debito sarà una traccia contabile;
  • pagamenti da 1.000 euro in su (2.000 euro fino al 31.12.2021): come visto, in questo caso, è obbligatorio usare gli strumenti elettronici;
  • affitto: per dimostrare il pagamento del canone di locazione è sempre meglio utilizzare strumenti elettronici che, anche a distanza di molti anni, garantiscono la prova dell’adempimento;
  • condominio: vale quanto detto per il canone di locazione; anche qui, lo strumento tracciabile consente di risalire al versamento anche dopo molto tempo;
  • regali tra familiari: per evitare accertamenti fiscali sul tenore di vita di un contribuente, tutte le volte in cui si regala del denaro a una persona è sempre bene metterlo per iscritto (con una scrittura registrata o una Pec) e far transitare i soldi sul conto corrente con apposita causale «donazione»;
  • stipendio badante e colf: il lavoro domestico non va pagato con bonifico bancario come negli altri casi di lavoro dipendente; ciò nonostante, è opportuno farlo per evitare successive recriminazioni e richieste di arretrati in realtà già versati.


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