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Abbandonare un cane: cosa si rischia?

29 Aprile 2021 | Autore:
Abbandonare un cane: cosa si rischia?

Gli animali domestici sono tutelati penalmente dall’abbandono compiuto dai loro proprietari. Tale condotta costituisce reato ed è punita con severità dai giudici.

La crudeltà verso gli animali non ha limiti. Quelli che dovrebbero essere i nostri amici a quattro zampe vengono spesso tenuti in cattive condizioni, maltrattati, talvolta uccisi. Ma il fenomeno più diffuso e frequente è l’abbandono. Molti cuccioli che crescono vengono messi fuori di casa; gente che parte in vacanza se ne disfa lasciandoli sull’autostrada o nelle campagne; alcuni cacciatori si liberano dei cani non più utili.

In questo articolo ti spiegheremo cosa si rischia ad abbandonare un cane. La legge prevede un reato specifico per queste situazioni. E la pena è molto severa. Gli animali domestici sono esseri senzienti, capaci di provare dolore e sofferenze, fisiche e psichiche, ed è giusto punire chi glieli arreca. I giudici non sono tolleranti verso tali comportamenti.

In un recente caso, la Corte di Cassazione [1] ha confermato la condanna ad un uomo che aveva abbandonato un cane in campagna. Si era giustificato dicendo che lo aveva portato a fare una passeggiata ed era scappato. L’animale è stato ritrovato morto, quattro giorni dopo. I giudici di piazza Cavour non hanno creduto alla versione dell’imputato: il cane era microchippato ed è stato facile constatare, controllando i suoi movimenti, che non era sfuggito alla custodia dell’uomo che, guarda caso, era stato zitto anziché attivarsi per cercarlo o denunciarne la scomparsa.

Certo, le sanzioni penali non sono da sole sufficienti a scoraggiare comportamenti di inciviltà e assenza di pietà verso gli animali. Ma fino a quando non ci sarà una migliore coscienza umana, bisogna ancora ricorrere alle pene previste dal Codice penale: ad abbandonare un cane si rischia l’arresto fino a un anno, o un’ammenda da mille a diecimila euro.

Il reato di abbandono di animali

Il Codice penale [2] punisce «chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività»: dunque, non solo cani e gatti, ma anche uccelli, conigli, criceti, rettili e animali da cortile o d’allevamento, come gli ovini e i bovini. Si tratta di una contravvenzione, perciò non occorre il dolo ma è sufficiente la semplice colpa.

La condotta di abbandono è descritta in modo volutamente generico per lasciare spazio a tutti i fenomeni che possono verificarsi nella pratica. Inoltre, questo reato è residuale rispetto a quelli più gravi di maltrattamento o uccisione di animali [3] e si compie con il semplice abbandono al di fuori dell’abituale luogo di custodia domestica.

Il reato di abbandono di animali è perseguibile d’ufficio: quindi, chiunque assiste all’episodio – ad esempio, notando che un cane viene lasciato in autostrada – può segnalare il fatto alle autorità competenti o sporgere direttamente denuncia.

Abbandono di animali: quando si realizza

Il reato di abbandono di animali può essere commesso sia da chi ha la precisa volontà di disfarsene, sia da chi li trascura e se ne disinteressa per un periodo di tempo apprezzabile, come chi lascia il cane nell’auto parcheggiata sotto il sole mentre va a fare commissioni o acquisti commerciali.

L’abbandono di animali non si configura soltanto quando essi vengono portati in un luogo esterno a quello di detenzione abituale, ma anche quando vengono lasciati soli nell’abitazione per periodi protratti e privi di cibo, cure e attenzioni. Così la giurisprudenza ha affermato che è reato abbandonare un gatto in casa quando i proprietari partono per le vacanze estive e non incaricano nessuno di prendersi cura di lui.

Anche la detenzione di un animale in condizioni inadeguate è equiparata all’abbandono ed è punita con la medesima pena. La norma incriminatrice [4], infatti, sanziona penalmente allo stesso modo anche chi «detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze». Così è vietato tenere il cane alla catena per lunghi periodi, privandolo della necessaria libertà di movimento.

Le condotte illecite più frequenti sono, comunque, quelle di chi porta il cane o gli altri animali domestici in un luogo aperto o isolato, spesso distante da casa, in modo che si smarrisca, perda l’orientamento e non riesca più a trovare la via di ritorno. Chi compie atti del genere è evidentemente privo di sentimenti di pietà e solidarietà verso gli animali. Non si cura di provocare loro dolori ed afflizione. La norma penale interviene proprio per reprimere questi atteggiamenti e per tutelare il benessere degli animali.

Abbandono di animali: cosa fare?

Poiché la condotta di abbandono di animali costituisce reato, se rilevi un episodio del genere puoi sporgere denuncia presso un qualsiasi organo di polizia giudiziaria (Polizia di Stato, Carabinieri, ecc.) oppure direttamente alla procura della Repubblica.

Se l’animale è abbandonato in un’abitazione, o sul balcone o nel giardino, puoi anche segnalare il fatto all’Azienda sanitaria locale per gli interventi necessari in materia di salute pubblica ed igiene e per attivare il servizio veterinario.

Altri organismi che possono essere coinvolti in queste vicende di abbandono sono le associazioni di tutela degli animali e le guardie zoofile, che sono pubblici ufficiali ed hanno poteri di polizia giudiziaria. Per saperne di più, leggi l’articolo “Cane abbandonato: chi chiamare?“.


note

[1] Cass. sent. n. 15672 del 27.04.2021.

[2] Art. 727 Cod. pen.

[3] Art. 544 ter Cod. pen.

[4] Art. 727, comma 2, Cod. pen.


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