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Le Guide Cos’è la cessione del quinto dello stipendio: i diritti di lavoratori e pensionati

Le Guide Pubblicato il 27 marzo 2014

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> Le Guide Pubblicato il 27 marzo 2014

Ecco come funziona la cessione del quinto: durata, pignoramenti, garanzie, scopo, Taeg, tutele per il debitore finanziato, estinzione anticipata.

La cosiddetta “cessione del quinto” è un sistema che consente al lavoratore dipendente (sia esso nel settore pubblico o privato) o al pensionato di ottenere un prestito personale da una banca o da una finanziaria, senza bisogno di concedere garanzie personali (fideiussioni) o reali (ipoteche). Infatti, il creditore si accontenta di un ordine – impartito dal debitore o dal pensionato al proprio datore di lavoro o all’ente previdenziale – di trattenere, dallo stipendio o dalla pensione mensile, un quinto sull’importo netto e di versarlo direttamente al creditore indicato.

In questo modo, il rimborso delle rate del prestito avviene con l’automatica cessione di una quota dello stipendio o della pensione in favore del finanziatore, quota che viene trattenuta direttamente in busta paga e che, appunto, non può superare il 20% del netto mensile (da cui, appunto, il nome “cessione del quinto”).

Scopo

Tale prestito non è “finalizzato”: ciò significa che il denaro mutuato non è vincolato a determinate finalità e quindi non rivolto all’acquisto di specifici beni o servizi (come, invece, succede con determinate forme di mutuo quale il “mutuo edilizio”).

Durata

Il finanziamento può avere una durata massima di 10 anni (120 mesi) e una minima di 36 mesi.

Altre cessioni

La cessione può coesistere con altri prestiti con modalità di rimborso simili: in questo caso l’importo massimo erogabile è ulteriormente estendibile e la somma delle rate può raggiungere una quota dello stipendio/pensione pari al 40% del netto mensile.

In ogni caso, la legge vieta di contrarre una nuova cessione del quinto prima che siano trascorsi almeno due quinti dell’intera durata del prestito precedente.

Garanzie

Poiché la garanzia del prestito risiede esclusivamente nella stabilità del posto di lavoro, la legge prevede l’obbligo di assistere la cessione del quinto con delle garanzie:

1) la stipula da parte del cliente di una polizza assicurativa per:

– il rischio vita: serve a tutelare il finanziatore qualora il lavoratore o il pensionato debitore deceda prima della restituzione dell’intero importo;

– e/o rischio impiego che tuteli il finanziatore nel caso di perdita del lavoro.

2) la concessine al finanziatore del privilegio sul Tfr (per i dipendenti privati).

Cautele per il debitore finanziato

Posto che la stipula di tali contratti è spesso delegata da banche e finanziarie alle loro reti di vendita composte da agenti o meditatori creditizi, è necessario sempre:

– verificare preventivamente che il modulo contrattuale sia stato compilato in ogni parte e, in particolare, che siano indicate la banca o la finanziaria per conto dei quali opera l’agente o il mediatore creditizio che lo propongono e la compagnia di assicurazione che rilascia la polizza;

– verificare la presenza di eventuali costi aggiuntivi a carico dei clienti. A tal fine, per comprendere qual è l’onere reale del contratto, prima di firmare, il cliente dovrà controllarne il Taeg (Tasso annuo effettivo globale), che esprime il costo complessivo del finanziamento e che può utilizzare per paragonare altri contratti simili. È importante verificare se nel Taeg sia compreso anche il costo della polizza assicurativa.

Ovviamente, il contratto di finanziamento, per finalità legate alla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari, deve essere chiaro e contenere il tasso d’interesse (tasso annuo nominale o Tan), previsto fisso dal legislatore per tutta la durata del finanziamento, e la struttura dei costi dell’operazione, sintetizzati dal tasso annuo effettivo globale (Taeg), indicatore convenzionale del costo totale del credito espresso in percentuale annua, comprendente tutti i costi, tra cui quelli relativi ai premi assicurativi. Tale tasso non potrà superare il tasso soglia rilevato trimestralmente dal ministero dell’Economia, secondo un calcolo predeterminato dalla stessa legge e dalle sue norme regolamentari di attuazione.

Nel caso invece in cui sia pattuito un tasso superiore al tasso soglia la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.

In sintesi, il lavoratore dovrà vedere se il tasso applicato è superiore a quello trimestralmente predeterminato dalla legge quale tasso usurario, nel qual caso non dovranno essere corrisposti gli interessi sul capitale.

Estinzione anticipata

L’estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto, se non prevista contrattualmente (cosa improbabile), non dà luogo ad alcun rimborso spese; semmai, possono esserci delle penali che compensano il mancato guadagno della banca in termini di interessi previsti.

Come per altre tipologie di finanziamenti, il cliente può rimborsare l’intero importo finanziato prima della scadenza del contratto o recedere senza penalità, ottenendo un’equa riduzione del costo complessivo del credito, ottenendo il rimborso delle quote di commissioni trattenute anticipatamente dall’importo finanziato ma non ancora maturate (come parte del premio versato e non goduto sulle polizze assicurative).

Nei casi di estinzione anticipata di cessioni del quinto, assistiti da una copertura assicurativa collocata dal soggetto finanziatore e il cui premio sia stato pagato anticipatamente in soluzione unica, l’intermediario restituisce al cliente la parte di premio pagato relativo al periodo residuo per il quale il rischio è cessato.

In caso di pignoramento

L’esistenza di un pignoramento, o di una cessione del quinto di stipendio, non impedisce un successivo pignoramento da parte di creditori, nemmeno da parte di Equitalia. E ciò perché sullo stipendio (e sugli altri crediti da lavoro dipendente) è ammesso il concorso di più pignoramenti consecutivamente, ad opera di più creditori, entro il limite massimo del 50% dello stipendio medesimo. È errato quindi pensare di attuare una cessione del quinto per evitare il pignoramento, da parte dei creditori, del quinto dello stipendio o della pensione. La giurisprudenza, infatti, concorda nel consentire successivi pignoramenti in presenza di cessione del quinto.

note

[1] Accordo Abi-Ania del 22 ottobre 2008 (“Linee guida per le polizze assicurative connesse a mutui e altri contratti di finanziamento”) e Art. 49 del Regolamento Isvap n. 35/2010.

Autore immagine: 123rf.com


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3 Commenti

  1. Mi vedo rifiutata la cessione del quinto da due finaziarie per “mancanza di credibilità della mia dita”, ma nello stesso sono già due anni e mezzo che ho in corso la cessione del quinto rimborsato mensilmente senza ritardi dalla stessa dita. Come diffendermi ed otterne diritto-giustizia?

    1. L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale ed in tempi certi.

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  2. Ho una cessione di 1/5 dello stipendio ed un prestito delega di 1/5. In caso di pignoramento cosa succede?

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