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Le Guide Come ottenere l’annullamento del matrimonio dal tribunale ecclesiastico

Le Guide Pubblicato il 27 marzo 2014

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> Le Guide Pubblicato il 27 marzo 2014

Per ottenere la nullità del vincolo matrimoniale è necessario rivolgersi al Tribunale ecclesiastico; dopo bisogna presentare un ricorso alla Corte d’Appello per ottenere la delibazione di sentenza ecclesiastica perché la sentenza di nullità abbia efficacia nel territorio italiano.

Sicuramente a molti sarà capitato di sentir parlare di “annullamento del matrimonio“. In realtà si tratta di un’espressione sbagliata; è più corretto, infatti, parlare di “nullità del matrimonio“.

Ricorrendo, infatti, al Tribunale ecclesiastico i coniugi possono ottenere la nullità a causa di vizi del consenso preesistenti o contestuali al momento del consenso (di questi “vizi” parleremo tra breve).

Qual è il Tribunale competente per decidere sulla nullità del matrimonio”?

Il coniuge che intende chiedere la nullità del matrimonio deve rivolgersi al Tribunale ecclesiastico del luogo della celebrazione del matrimonio o del domicilio della parte convenuta; eventualmente anche quello del domicilio della parte attrice o del luogo in cui si trovano la maggior parte delle prove.

La causa di nullità del matrimonio inizia presentando un ricorso (cosiddetto “libello”) in cui vanno spiegati i motivi della richiesta.

Durante il giudizio vengono ascoltati i coniugi e dei testimoni che possano riportare fatti significativi circa il motivo di nullità addotto.

Se il motivo di nullità attiene a problemi psicologici o psichici, il Tribunale si avvarrà dell’opera di un perito.

Al termine dell’istruttoria, si ha una prima sentenza, che può essere o affermativa (cioè dichiara la “nullità del matrimonio”) o negativa (cioè: “non dichiara la nullità del matrimonio”).

Se la sentenza è affermativa, la causa passa al secondo grado, cioè al Tribunale ecclesiastico di Appello. Se la sentenza viene confermata  diviene esecutiva e, quindi, il matrimonio per la chiesa è nullo e le parti possono passare a nuove nozze davanti alla Chiesa.

Se invece si ha una sentenza affermativa in primo grado e negativa in secondo grado la causa giunge al Tribunale Apostolico della Rota Romana (che è il terzo grado di giudizio).

La sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio ha efficacia immediata nel Territorio italiano?

La risposta è no. Infatti, una volta che il tribunale ecclesiastico emette la sentenza di nullità del matrimonio, quest’ultima non ha efficacia nello Stato italiano, ma è necessario attivare un ulteriore procedimento detto “delibazione“. Il procedimento di delibazione si svolge dinanzi alla Corte d’Appello nel cui distretto è compreso il Comune ove fu trascritto il matrimonio concordatario.

Che cosa si intende per delibazione?

La delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio canonico fa venir meno retroattivamente (cioè all’origine) i suoi effetti civili fin dal giorno della sua celebrazione.

È bene precisare che, con la delibazione della sentenza, rimangono comunque validi gli eventuali rapporti di filiazione e tutti gli obblighi giuridici ad essi collegati.

La delibazione fa venir meno anche l’esigenza della domanda di divorzio, qualora esso non sia già giudizialmente intervenuto tra le parti.

Se, invece, tra le parti è già intervenuto il divorzio, è sempre possibile la delibazione della sentenza ecclesiastica; di conseguenza gli effetti personali e patrimoniali già eventualmente statuiti (in sede di divorzio) restano comunque fermi ed efficaci.

Cosa deve dimostrare il coniuge che chiede la nullità del matrimonio?

Il coniuge che si rivolge ad un Tribunale ecclesiastico deve dimostrare che il consenso prestato alla celebrazione delle nozze da parte dell’altro coniuge sia stato in qualche modo viziato.

I vizi del consenso sono:

1. Incapacità per carenza di sufficiente uso della ragione

2. Incapacità per difetto di discrezione di giudizio

3. Incapacità per cause di natura psichica

4. Ignoranza circa l’essenza del matrimonio dell’altro coniuge.

5. Errore circa l’identità fisica del coniuge o circa sue specifiche qualità

6. Dolo. Il dolo è un inganno provocato per ottenere dall’altra parte il consenso al matrimonio. L’inganno viene posto in essere proprio per estorcere un consenso nuziale.

7. Simulazione del consenso matrimoniale. Si ha simulazione quando non c’è corrispondenza tra quanto manifestato esternamente e la volontà interna della persona (è il caso chi si sposa non per amore ma per interessi).

In merito alla “ignoranza circa l’essenza del matrimonio” è di qualche giorno fa una interessante sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Corte non si può delibare una sentenza di nullità del vincolo matrimoniale solo sulla base dello spirito libertino dell’uomo, poco propenso a “scommettere” sulle nozze durate peraltro pochissimo tempo.

Quanto costa una causa di nullità del matrimonio?

Il Tribunale Ecclesiastico richiede per le spese processuali un contributo di euro 525 alla parte attrice.

La parte convenuta, se nomina un patrono di fiducia, deve versare un contributo di euro 262,50. Non è tenuta, invece, a versare alcun contributo se partecipa all’istruttoria senza patrocinio.

L’onorario per gli avvocati, salva la possibilità per ragioni economiche del gratuito patrocinio, è compreso tra un minimo di euro 1.575 e un massimo di euro 2.992 qualora l’appello termini con un decreto di conferma.

Ulteriori informazioni in merito possono essere rilasciate dai singoli Tribunali Ecclesiastici.

note

[1] Cass. sent. n. 6032 del il 14.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com

Non è proprio un gioco da ragazzi ottenere la nullità del matrimonio.

Una volta ottenuta la sentenza di nullità del matrimonio perché questa abbia efficacia nello Stato italiano (cioè perché vengano meno gli effetti civili dal giorno della celebrazione ) è necessario incardinare un’altra causa detta di “delibazione”. È cioè necessario presentare un ricorso presso la Corte di Appello competente per territorio.

In parole semplici, ottenere una sentenza di nullità del matrimonio dal Tribunale ecclesiastico significa rendere nullo il precedente matrimonio; quindi, ci si può risposare in chiesa con un’altra persona.

La nullità riguarda solo il matrimonio religioso e non quello civile; perché venga dichiarato nullo anche quello civile è necessario incardinare una causa di “delibazione” davanti alla Corte di Appello territorialmente competente.


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