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Come funziona il nuovo condono delle cartelle esattoriali

29 Aprile 2021
Come funziona il nuovo condono delle cartelle esattoriali

Sanatoria cartelle fino a 5mila euro iscritte a ruolo dal 2000 al 2010.

Il governo Draghi ha cancellato i carichi affidati agli Agenti per la Riscossione esattoriale, iscritti a ruolo tra il 1°gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, di importo residuo fino a 5 mila euro (oltre al capitale vanno conteggiati gli interessi e le sanzioni). Si tratta di 11 anni di debiti per i contribuenti che non hanno pagato le cartelle esattoriali. Vediamo più da vicino come funziona il nuovo condono delle cartelle esattoriali.

Limiti di reddito per il condono cartelle esattoriali 

A beneficiare del nuovo condono sono solo i contribuenti, persone fisiche, che hanno percepito, nel 2019, un reddito imponibile non superiore a 30mila euro e i soggetti diversi dalle persone fisiche (ad es. società) che hanno percepito, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, un reddito imponibile non superiore a 30mila euro.

Saranno cancellati anche gli importi eventualmente presenti nei piani in corso di pagamento per la rottamazione ter ed il saldo e stralcio.

Beneficiari condono cartelle esattoriali fino a 5mila euro

Per le persone fisiche che hanno presentato il modello Redditi 2020, per l’anno 2019, l’importo da verificare, se non supera il limite di 30mila euro, è quello indicato nel rigo RN4 «reddito imponibile».

Chi non può beneficiare del condono cartelle esattoriali 

Sono esclusi dal condono i carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:

  • risorse proprie tradizionali;
  • Iva riscossa all’importazione;
  • somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Come beneficiare del condono

Il condono è automatico e non richiede istanze. Sarà lo stesso Agente per la Riscossione a provvedere alla cancellazione. In caso contrario, qualora il contribuente dovesse ricevere la notifica di una cartella rientrante nel condono potrà rivolgersi allo stesso Esattore, in via di autotutela, per ottenerne la cancellazione. Diversamente, potrà ricorrere al giudice. 

È inoltre stabilito che le modalità e le date dell’annullamento dei debiti saranno disposte con un Dm del ministero dell’Economia e delle Finanze, da emanare entro 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto Sostegni. Restano definitivamente acquisite le somme versate prima della data dell’annullamento.

Fino alla data stabilita dal citato Dm, è sospesa la riscossione di tutti i debiti risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 di importo residuo fino a 5mila euro, calcolato al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del decreto Sostegni, e sono sospesi i relativi termini di prescrizione.

Cosa rientra nel condono

Sono cancellati tutti i debiti iscritti a ruolo tra il 1°gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, di importo residuo fino a 5 mila euro, compresi capitale, sanzioni e interessi. 

Per «singolo carico» si intende il singolo debito iscritto a ruolo. Una cartella, però, potrebbe contenere più debiti iscritti a ruolo (ad esempio multe, bollo auto, Iva, ecc.). In tal modo, ben potrebbe essere che venga annullata un’intera cartella di valore complessivo superiore a 5mila euro ma le cui singole voci invece rientrano nella partita del condono. 

Ad esempio, se in una cartella sono indicati più debiti, perché riguardano contestazioni del Fisco per imposte dovute per più anni, si considera sempre la singola partita. Ne consegue che, sussistendo il requisito del reddito imponibile nel 2019 non superiore a 30mila euro, può essere cancellato automaticamente il “singolo carico” che, alla data del 23 marzo 2021, ha un importo residuo fino a 5mila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, così come possono essere cancellati anche gli altri carichi a ruolo, di importo non superiore a 5mila euro, anche se il totale dei debiti indicati nella cartella supera i 5mila euro.



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