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È obbligatorio aprire un conto corrente del condominio?

29 Aprile 2021
È obbligatorio aprire un conto corrente del condominio?

Quando il conto corrente del condominio non è obbligatorio e cosa rischia l’amministratore che non lo apre. 

Un nostro lettore ci chiede se è obbligatorio aprire un conto corrente del condominio ed, eventualmente, quando se ne può fare a meno. Cerchiamo di fare chiarezza sul punto. 

Come noto, la materia è stata modificata dalla riforma del diritto condominiale entrata in vigore nel 2012, che ha previsto, in capo all’amministratore, l’obbligo di far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o dai terzi su uno specifico conto corrente, bancario o postale, intestato al condominio. 

Ciascun condomino ha il diritto di chiedere all’amministratore di prendere visione e/o la copia, a proprie spese, degli estratti conto. L’amministratore non può rifiutare. In caso di rifiuto, il richiedente può rivolgersi direttamente alla banca (esibendo copia della raccomandata con cui ha precedentemente inoltrato la richiesta all’amministratore) o al giudice affinché ordini all’amministratore di adempiere al proprio dovere di trasparenza.

Detto ciò, vediamo se è obbligatorio aprire un conto corrente del condominio.

Apertura del conto corrente

Nessuna norma stabilisce espressamente l’obbligo di apertura del conto corrente condominiale, ma tale adempimento si evince indirettamente dall’articolo 1129 comma 7 del Codice civile a norma del quale le somme che ciascun condomino versa devono obbligatoriamente essere depositate su un conto corrente intestato al condominio, appositamente aperto a cura dell’amministratore presso un istituto bancario o presso le poste italiane.

Lo scopo di tale disposizione è tenere distinto il patrimonio personale e professionale dell’amministratore da quello dei condomini e di evitare promiscuità tra i flussi contabili dei diversi fabbricati amministrati. Così, ad esempio, se un amministratore gestisce più condomini, deve aprire per ciascuno di essi un conto separato, non potendo far confusione tra le relative consistenze finanziarie. 

Insomma, i soldi riscossi per conto di un condominio (anche se ricevuti in contanti) devono essere obbligatoriamente versati sul conto intestato a tale condominio. 

L’apertura del conto corrente condominiale è sempre obbligatoria? 

La norma appena vista non pone distinzioni tra i condomini, essendo pertanto applicabile tutte le volte in cui un condominio abbia l’amministratore; difatti, l’obbligo di apertura del conto corrente ricade infatti in capo all’amministratore e non sui singoli condomini. Ragion per cui, poiché la nomina di un amministratore di condominio diventa obbligatoria nel momento in cui i condomini sono più di otto, ne consegue che in tutti i condomini costituiti da 2 a 8 soggetti non c’è neanche obbligo di aprire un conto corrente se questi decidono di non dotarsi di un amministratore. Viceversa, anche il condominio minimo dovrà avere un proprio conto corrente se si provvede alla nomina dell’amministratore.

Richiesta copia estratti conto 

Ciascun condomino, per il tramite dell’amministratore, ha il diritto di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica contenuta (mediante il controllo degli estratti conto e dei saldi mensili o trimestrali).

Qualora, nonostante le richieste, l’amministratore non ottemperi a far visionare l’estratto conto, il condomino ha diritto di ottenere la documentazione contabile direttamente dall’istituto di credito presso il quale è aperto il conto corrente (al quale dovrà però fornire la dimostrazione di aver prima diffidato formalmente l’amministratore con una lettera consegnata a mani, con una pec o con una raccomandata a.r.).

Responsabilità amministratore che non apre un conto corrente

Abbiamo visto che l’obbligo di apertura del conto corrente ricade solo sull’amministratore e, pertanto, scatta unicamente per quei condomini che sono provvisti di tale figura. L’amministratore che non apre un conto corrente per il condominio o che comunque non lo utilizza in tutto o in parte commette una grave irregolarità sanzionabile con la revoca dall’incarico, oltre a risponderne di fronte ai condomini. 

L’utilizzo dei fondi sul conto corrente condominiale per spese non inerenti il condominio configura peraltro il reato di appropriazione indebita di cui però è possibile l’accertamento solo a fine mandato. 

Come si ripartiscono le spese del conto corrente?

I costi di gestione del conto corrente condominiale gravano sui condomini per i millesimi di proprietà.

Chi sceglie il conto corrente

La legge non dice se l’amministratore possa scegliere autonomamente la banca e la tipologia di conto corrente, ma trattandosi di una spesa che ricade sui condomini, è opportuno che la decisione venga sempre rimessa alla stessa assemblea che deciderà a maggioranza. 



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