Diritto e Fisco | Articoli

Dove si trova il registro delle imprese?

21 Agosto 2021 | Autore:
Dove si trova il registro delle imprese?

La fonte primaria delle certificazioni dei dati costitutivi delle imprese e dei soggetti economici iscritti, così come le anagrafi comunali lo sono per i dati dei cittadini.

Il Codice civile prevede un registro pubblico informatico, che si può considerare come l’anagrafe delle imprese. Vi sono contenuti, infatti, i dati (ad esempio, quelli relativi alla costituzione, modificazione e cessazione) di tutte le imprese con sede o unità locali sul territorio nazionale, indipendentemente dalla loro forma giuridica e dal settore di attività economica, nonché degli altri soggetti previsti dalla legge. Dove si trova il registro delle imprese? È tenuto dalle camere di commercio italiane su base provinciale, interconnesse tramite la loro società informatica, InfoCamere S.c.p.A., e si può consultare telematicamente sul sito istituzionale.

Il registro delle imprese, sebbene previsto inizialmente dal Codice civile, è stato completamente attuato con una legge del 1993 e reso operativo in forma cartacea a partire dal 1996 [1]. Nel 1999, le quattro sezioni prima esistenti nel registro (imprenditori agricoli, piccoli imprenditori, società semplici e imprese artigiane o consorzi) sono state ridotte a una [2].

Successivamente, nel 2000, sono state semplificate le regole per il riconoscimento della personalità giuridica subordinata alla presentazione di una domanda in prefettura che, entro 120 giorni, provvede all’iscrizione nel registro delle imprese, ed è stata abrogata quella che in precedenza era una concessione discrezionale da parte della Pubblica Amministrazione [3].

Nel 2010/2011, il registro delle imprese ha assunto anche le funzioni ricoperte dagli ex ruoli degli agenti di commercio, degli agenti d’affari in mediazione e degli spedizionieri, quindi, esegue il controllo sia in fase di inizio attività con Scia sia periodico dei requisiti abilitanti di questi soggetti [4].

Quali sono le caratteristiche del registro delle imprese?

Il registro delle imprese, che si trova presso l’apposito ufficio istituito in ciascuna camera di commercio, presenta determinate caratteristiche:

  • ha competenza provinciale;
  • è gestito secondo tecniche informatiche;
  • sulla sua regolare tenuta da parte delle camere di commercio vigila un giudice, delegato dal Presidente del Tribunale del capoluogo di Provincia;
  • è retto da un Conservatore, le cui funzioni sono svolte dal Segretario Generale ovvero da un dirigente camerale, che si occupa della corretta tenuta del registro in conformità alle disposizioni vigenti in materia e alle decisioni del giudice del registro.

A cosa serve il registro delle imprese?

Nel registro delle imprese sono riportate le principali informazioni relative alle imprese che attengono alla denominazione, allo statuto o agli amministratori, nonché agli eventi successivi all’iscrizione quali ad esempio le modifiche dello statuto oppure i trasferimenti di sede.

L’obiettivo del registro delle imprese è quello di raccogliere dati e documenti che riguardano la vita delle imprese e di garantire la tempestività dell’informazione economica su tutto il territorio nazionale, al contempo assicurando la completezza e l’organicità della pubblicità legale per i soggetti tenuti all’iscrizione.

Registro delle imprese: quali forme può avere la pubblicità legale?

La pubblicità legale delle imprese, conferita dall’iscrizione nel registro, può assumere diverse forme.

In sostanza, si può trattare di una pubblicità:

  1. costitutiva, quando l’iscrizione di un atto nel registro delle imprese è indispensabile affinché lo stesso produca effetti giuridici tra le parti (vedi il caso dell’atto costitutivo di una società per azioni);
  2. dichiarativa, quando l’iscrizione rende opponibile ai terzi l’atto al quale è stata data pubblicità a prescindere dell’effettiva conoscenza che i terzi ne possano avere (ad esempio, nel caso dell’iscrizione dell’atto costitutivo di una società in accomandita semplice);
  3. notizia, nell’ipotesi in cui l’iscrizione è finalizzata alla certificazione anagrafica e di informazione al pubblico (si pensi all’iscrizione di un piccolo imprenditore agricolo).

Chi deve iscriversi nel registro delle imprese?

L’iscrizione nel registro delle imprese è prevista per:

  1. gli imprenditori individuali commerciali non piccoli [5];
  2. le società di persone;
  3. le società di capitali;
  4. i consorzi tra imprenditori con attività esterna e le società consortili;
  5. i gruppi europei di interesse economico con sede in Italia;
  6. gli enti pubblici che hanno per oggetto prevalente o principale un’attività commerciale;
  7. le società estere che hanno nel territorio italiano la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale dell’impresa;
  8. le società cooperative;
  9. le società estere con sede secondaria in Italia;
  10. gli imprenditori agricoli;
  11. le aziende speciali degli enti locali;
  12. i piccoli imprenditori tra i quali anche i coltivatori diretti;
  13. le società tra avvocati;
  14. le organizzazioni con qualifica di impresa sociale;
  15. le società che esercitano attività di direzione e coordinamento e quelle che vi sono soggette.

Nel registro delle imprese sono anche iscritti gli atti previsti dalla legge e sono annotate le imprese artigiane (ad esempio, quelle che curano il trasporto di cose e di persone).

Registro delle imprese: com’è composto?

Il registro delle imprese è diviso in una sezione ordinaria e in diverse sezioni speciali che, inizialmente, erano 4. A partire dal 1998, sono state prima accorpate per essere, poi, aumentate.

Nella sezione ordinaria, si iscrivono:

  • gli imprenditori individuali esercenti imprese commerciali di non modeste dimensioni;
  • le società di persone e di capitali;
  • le società cooperative;
  • i consorzi fra imprenditori con attività esterna e le società consortili;
  • i gruppi europei di interesse economico con sede in Italia;
  • gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un’attività commerciale;
  • le società estere che hanno in Italia la sede dell’amministrazione, ovvero l’oggetto principale della loro attività.

L’iscrizione alla sezione ordinaria produce effetti di pubblicità legale dichiarativa per gli imprenditori iscritti, fatta eccezione per le società di capitali, per le quali l’iscrizione ha effetto di pubblicità legale costitutiva.

Nella prima sezione speciale si iscrivono, con diverse qualifiche:

  • gli imprenditori agricoli individuali (persone fisiche e persone giuridiche);
  • i piccoli imprenditori commerciali e/o coltivatore diretto;
  • le società semplici;
  • gli imprenditori artigiani.

Esistono, altresì, delle sezioni speciali, nelle quali sono iscritte tra l’altro le imprese in qualità di:

  • start up innovative;
  • imprese sociali;
  • piccole medie imprese innovative;
  • soggetti che esercitano attività di direzione e coordinamento.

Altre sezioni speciali comprendono le società tra professionisti, le imprese iscritte all’alternanza scuola-lavoro, gli atti di società di capitali in lingua comunitaria diversa dall’italiano.

Cos’è il Rea?

Nel registro delle imprese confluisce un’altra banca dati pubblica, denominata Rea (Repertorio economico amministrativo), finalizzata all’integrazione dei dati del registro medesimo con informazioni di carattere economico, statistico ed amministrativo. Ad esempio, nel Rea si trovano informazioni relative alle modifiche e alla cessazione dell’attività, all’insegna, alla nomina di responsabili tecnici o all’attività prevalente.

Gli enti pubblici, le associazioni e gli altri organismi che non devono obbligatoriamente iscriversi nel registro delle imprese, sono comunque tenuti a comunicare le informazioni al Rea nel caso in cui esercitino un’attività economica.


note

[1] L. n. 580/1993 e D.P.R. n. 581/1995.

[2] D.P.R. n. 53/1999.

[3] D.P.R. n. 361/2000.

[4] D. Lgs. n. 59/2010 e D.M. 26.10.2011.

[5] Art. 2195 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube