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Posso avere i permessi della legge 104 in smart working?

29 Aprile 2021 | Autore:
Posso avere i permessi della legge 104 in smart working?

La fruibilità delle giornate o delle ore necessarie per assistere i familiari disabili è ammessa anche durante i periodi di lavoro agile.

Un dubbio ricorrente di molti lavoratori a distanza riguarda la possibilità di poter interrompere la loro attività da casa per assistere i familiari disabili. La domanda, dunque, è: Posso avere i permessi della legge 104 in smart working?

Si tratta di capire se si può prendere il permesso, già autorizzato dalla legge per tre giorni mensili, anche mentre si lavora da casa. Da un lato, rimane la necessità di assistere i propri familiari affetti da gravi disabilità, dall’altro lato, come ammettono le stesse istituzioni e i sindacati, c’è una «difficile compatibilità» di questi permessi con il lavoro agile, che per sua natura è flessibile negli orari di lavoro.

Ora, uno spiraglio si apre con una nota dell’Ispettorato nazionale del lavoro [1] che, dopo un lungo confronto con i sindacati, ammette la possibilità di avere i permessi della legge 104 in smart working, frazionandoli in ore.

Permessi 104: a chi spettano?

La “Legge 104” consente ai lavoratori dipendenti, sia pubblici sia privati, di usufruire di tre giorni mensili di permesso, interamente retribuito e coperto da contribuzione figurativa [1]. L’agevolazione è concessa per assistere familiari affetti da disabilità grave e già accertata.

I permessi spettano a un unico lavoratore per assistere lo stesso disabile, ma è consentita la possibilità di assistenza alternata, ad esempio quando entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti ed hanno un figlio disabile (per approfondire leggi “Permessi 104: a chi spettano?“).

I permessi possono essere fruiti anche a ore, quindi le tre giornate mensili sono frazionabili in periodi più brevi, compatibilmente con le necessità della persona da assistere e del lavoro. Questa possibilità, come vedrai tra poco, si rivela fondamentale ai fini dell’ammissibilità dei permessi 104 in smart working.

Smart working: come funziona?

Il lavoro agile, noto anche con la terminologia anglosassone di “smart working” è una forma di lavoro a distanza: non si svolge presso la sede dell’ufficio o dell’azienda, ma dalla propria abitazione – o da qualsiasi altra località idonea, scelta dal lavoratore – in connessione da remoto. Si tratta, quindi, di una modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative, che devono essere predeterminate in un accordo tra il datore ed il dipendente.

Durante la pandemia di Covid-19, lo smart working è stato esteso dai provvedimenti emergenziali, sia nel settore pubblico sia in quello privato, con apposite leggi che hanno superato la necessità dell’accordo individuale. Le direttive del Governo sono orientate a far permanere il lavoro agile anche al termine dell’emergenza Covid, semplificando le procedure di accesso e garantendo una quota rilevante di lavoratori in smart working nelle pubbliche amministrazioni.

Le soluzioni adottate nei vari comparti d’impiego sono flessibili: molte di esse prevedono una parziale libertà nell’orario di lavoro, nel rispetto del limite massimo giornaliero e settimanale, e l’esecuzione delle attività in parte presso la sede e in parte da casa, ad esempio quando viene richiesta la presenza di due giorni settimanali in ufficio o presso l’azienda. Rimane sempre indispensabile individuare gli strumenti tecnologici che il lavoratore dovrà utilizzare durante lo smart working per connettersi alla struttura di appartenenza: computer, smartphone, connessione di rete.

Permessi 104 durante lo smart working

Premesso che i lavoratori disabili, anche quando sono collocati in smart working, hanno sempre diritto ai permessi della legge 104 per sé stessi, il quesito sulla possibilità di ottenere permessi 104 durante lo smart working per i lavoratori dipendenti è fortemente discusso. Il problema si pone specialmente quando il lavoratore richiede di fruire dei permessi in modalità frazionata, anziché in giornate intere, che sono facilmente concedibili anche nei periodi di lavoro agile, per la loro unitarietà.

Dal confronto aperto tra il ministero della Funzione pubblica ed i sindacati è emerso uno spiraglio da una recente nota dell’Ispettorato nazionale del lavoro [2] che ammette la possibilità di fruire dei permessi 104 nei periodi di smart working, anche frazionati ad ore, «se il lavoratore ritiene che le esigenze personali non sono compatibili con l’organizzazione di lavoro agile».

I sindacati avevano lamentato proprio il fatto che sinora non era consentita la possibilità di frazionare in ore i permessi spettanti in base alla legge 104 quando il lavoratore svolgeva le prestazioni in modalità agile. Ora, l’Inl riconosce la «difficile compatibilità della fruizione oraria con il lavoro agile (atteso che il lavoro agile è, per sua definizione, svincolato da vincoli di orario di lavoro)» ma non esclude più la fruizione frazionata dei permessi durante i periodi di smart working.

Invece – spiega l’Istituto – «nei casi in cui il lavoratore ritenga che l’esigenza personale può essere soddisfatta durante la propria modulazione organizzativa dell’attività lavorativa, diventa non necessario ricorrere al permesso orario». Tutto dipende, quindi, dalle valutazioni del lavoratore sulla compatibilità dei tempi da dedicare al lavoro ed alle necessità della persona da assistere; potrà scegliere di ripartirli nei modi più opportuni.

D’altronde, l’Ispettorato riconosce la «tutela della flessibilità di cui gode il lavoratore durante il lavoro agile, cui è connaturata l’autorganizzazione e, dunque, la conciliazione vita-lavoro». Perciò, quando non è possibile contemperare diversamente le esigenze familiari con quelle lavorative, è consentito fruire dei permessi 104 frazionati in ore.


note

[1] Art. 33, comma 3, L. n.104/1992.

[2] Inl, nota n. 7152/2021.


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