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Che cos’è la marca da bollo virtuale?

21 Agosto 2021 | Autore:
Che cos’è la marca da bollo virtuale?

Come si può assolvere l’imposta senza essere obbligati ad andare dal tabaccaio ad acquistare la marca cartacea.

Si può anche pagare una tassa in maniera virtuale? Sì, purché il termine «virtuale» non sia sinonimo di «come se l’avessi fatto». La tassa va effettivamente pagata, solo che al posto di incollare un pezzo di carta sopra un altro per dimostrarne il versamento, lo si fa utilizzando le nuove tecnologie. Stiamo parlando della marca da bollo virtuale: che cos’è? E come si paga una marca da bollo virtuale?

Si tratta di un sistema approvato dall’Agenzia delle Entrate e valido da qualche anno per versare l’imposta senza bisogno di andare in tabaccheria o da un rivenditore autorizzato ad acquistare una marca cartacea. Il metodo si basa sull’utilizzo di un software, ma è possibile ricorrere al versamento tramite marca da bollo virtuale recandosi ad un intermediario (il Caf o il commercialista, ad esempio).

Ecco, nel dettaglio, che cos’è la marca da bollo virtuale e come utilizzarla.

Marca da bollo: che cos’è?

La marca da bollo più diffusa è quella in versione cartacea. Si tratta di un’imposta da applicare su un documento relativo ad un’operazione per la quale non si può pagare l’Iva: una ritenuta d’acconto, una fattura per prestazioni occasionali, ecc.

Nel dettaglio, la marca da bollo deve essere usata per:

  • le ricevute o fatture esenti da Iva;
  • i conti correnti bancari e postali che superano determinate soglie;
  • le cambiali;
  • la registrazione dei contratti di locazione;
  • gli atti, documenti e registri di cui all’Allegato A del D.P.R. 642/72.

La marca va applicata quando l’ammontare della ricevuta supera i 77,47 euro.

Marca da bollo virtuale: che cos’è?

Dal 1° gennaio 2015, è possibile utilizzare a posto di quella cartacea la marca da bollo virtuale. Si tratta di un metodo alternativo a quello della marca cartacea per il pagamento dell’imposta richiesta sui documenti sopra citati.

Chi decide di ricorrere a questo sistema deve presentare una dichiarazione consuntiva contenente il numero degli atti e documenti emessi nell’anno solare precedente, distinti per voce di tariffa, utilizzando l’apposito modello. La dichiarazione va trasmessa esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate, online o tramite intermediario (commercialista o Caf), entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento.

Marca da bollo virtuale: come funziona?

Chi intende pagare autonomamente l’imposta di bollo tramite la marca virtuale deve utilizzare l’apposito software Bollo Virtuale (BOV), reperibile presso il sito dell’Agenzia delle Entrate. Altrimenti, come detto, è possibile rivolgersi ad un intermediario autorizzato.

Il software è disponibile sui seguenti sistemi operativi:

  • Windows 10, Windows 8 e Windows 7;
  • Linux (garantito sulle distribuzioni Ubuntu, Fedora e Red-hat 9);
  • Mac OS X 10.8 e superiori.

BOV consente la creazione ed il controllo del file telematico, che deve essere sottoposto a controllo prima dell’invio. Ciò significa che è necessario installare l’apposito modulo ed usare la funzione «Controlla» per autenticare il file.

Il sistema utilizza una nuova tecnologia di distribuzione dei software basati su Java che permette di usufruire delle applicazioni direttamente da Internet. Così facendo, è possibile attivare le applicazioni in maniera semplice e con un solo clic, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata.

Al primo avvio, l’applicazione potrebbe visualizzare la finestra di dialogo Avviso di protezione che contiene informazioni sul fornitore del software (ovvero, l’Agenzia delle Entrate). Occorre, in questo caso, dichiarare affidabile il fornitore e selezionare il tasto «Esegui» per continuare. In pratica, la stessa procedura che si segue ogni volta che si vuole installare un nuovo software su un pc.

Dal secondo avvio in poi, basterà selezionare il precedente link oppure (solo su Windows, però) eseguire l’applicazione da Start/Tutti i programmi/Atti registro/BOV Bollo Virtuale.

L’applicazione, a questo punto, si collega al server per verificare l’eventuale rilascio di una versione più recente del software. In tal caso, parte l’aggiornamento.

Marca da bollo virtuale: ci vuole l’autorizzazione del Fisco?

Chi intende assolvere l’imposta con la marca da bollo virtuale deve fare una richiesta di autorizzazione all’Agenzia delle Entrate. Richiesta che non sempre viene accettata: capita quando il richiedente emette poche fatture all’anno oppure quando non è in regola con i contributi.

Ecco perché l’Agenzia chiede, al momento di fare la richiesta di autorizzazione, il numero di fatture emesse annualmente (fattura in più, fattura in meno: conta il numero approssimativo per rendere l’idea). Nel caso in cui la richiesta venga accettata, le Entrate lo comunica al contribuente, il quale potrà iniziare ad utilizzare la marca virtuale per pagare l’imposta dovuta.

In base alle fatture effettive, l’Agenzia invierà un conguaglio a credito o a debito. Nel primo caso, andrà fatta una richiesta di rimborso. Se, invece, il contribuente risulta a debito, ha 20 giorni di tempo per saldarlo dalla data in cui ha ricevuto l’avviso.



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