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Assemblea condominio: le “varie ed eventuali” non integrano l’ordine del giorno lacunoso

27 marzo 2014


Assemblea condominio: le “varie ed eventuali” non integrano l’ordine del giorno lacunoso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 marzo 2014



Non si può votare su argomenti non inseriti all’ordine del giorno utilizzando la voce “varie ed eventuali” quando riguardino diritti o scelte dei condomini.

L’assemblea di condominio non può prendere decisioni e approvare delibere su temi non elencati analiticamente all’ordine del giorno. È, infatti, diritto di tutti i condomini conoscere in anticipo – cioè già all’atto della convocazione in assemblea – gli argomenti da trattare per valutare se partecipare o meno alla riunione.

La convocazione dell’assemblea condominiale deve contenere l’informazione preventiva degli argomenti da discutere, in modo tale da consentire a tutti i partecipanti di conoscere preventivamente l’oggetto essenziale dei temi da esaminare. Tale oggetto potrà risultare compreso in uno più ampio, ma non potrà mai essere completamente omesso.

Infatti, affinché sia valido, l’ordine del giorno deve elencare specificamente, sia pure in modo non analitico e minuzioso, tutti gli argomenti da trattare, in modo da consentire a ciascun condomino di comprenderne esattamente il tenore e l’importanza, e di poter ponderatamente valutare l’atteggiamento da tenere, in relazione sia all’opportunità o meno di partecipare, sia alle eventuali obiezioni o suggerimenti da sottoporre ai partecipanti [1].

Pertanto, non è possibile riportare gli argomenti completamente nuovi (cioè non espressamente indicati nell’ordine del giorno) nella voce “varie ed eventuali”.

Ma allora, che significa “varie ed eventuali” e cosa vi rientra?

La voce “varie ed eventuali” non serve per indicare, come ipotesi residuale, le possibili decisioni su argomenti non indicati nell’ordine del giorno. Essa ha, invece, ben altro significato e finalità: non comprende cioè atti negoziali (decisioni, approvazioni di preventivi, conferimenti di incarichi, ecc.), ma si riferisce a comunicazioni, suggerimenti per future assemblee, solleciti, prospettazione di problemi da istruire, risposte dell’amministratore, e così via [2].

Tale voce, infatti, non può tradursi in un contenitore eterogeneo, da cui far scaturire argomenti a sorpresa per gli ignari condomini.

Le delibere assunte in virtù di tale generica voce devono considerarsi, pertanto, annullabili [3].

note

[1] Cass. sent. n. 14560/2004.

[2] Trib. Roma sent. n. 12684/2012.

[3] Art. 1137 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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