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Delibere di approvazione bilancio: impugnazione entro un anno

18 Febbraio 2015
Delibere di approvazione bilancio: impugnazione entro un anno

Termini per proporre il giudizio in caso di nullità e annullabilità; solo gli atti che modificano l’oggetto sociale sono contestabili senza limiti.

 

Le cause per ottenere la dichiarazione di nullità e annullabilità di delibere dell’assemblea della società [1] riguardano anche le delibere di approvazione del bilancio. È quanto si evince dalla riforma del codice civile di recente approvazione [2].

La regola generale prevede che l’azione di nullità si possa intraprendere entro il termine massimo di tre anni.

Al contrario, l’azione di annullamento va promossa entro 90 giorni dal deposito.

Tuttavia, le predette azioni [1] non possono essere proposte nei confronti delle deliberazioni di approvazione del bilancio dopo che è avvenuta l’approvazione del bilancio dell’esercizio successivo.

Si tratta di un termine più breve rispetto a quello ordinario per far valere la nullità, che si impone per garantire la stabilità non solo degli atti, ma anche della società stessa e dei mercati.

Solo le deliberazioni che modificano l’oggetto sociale, prevedendo attività illecite o impossibili, possono essere impugnate senza limiti di tempo.

Ciascuno dei soci assenti, dissenzienti o astenuti, gli amministratori, il consiglio di sorveglianza e il collegio sindacale possono impugnare il bilancio perché affetto da nullità. Ma l’azione può essere anche proposta da chiunque abbia interesse e anche rilevata d’ufficio dal giudice, ma non più senza limiti di tempo.

Qualora il revisore non abbia formulato rilievi (il termine revisore va interpretato in senso ampio comprendendo anche il collegio sindacale, qualora allo stesso sia affidata la revisione legale dei conti), l’impugnativa deve essere proposta da tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale [3].

I vizi del bilancio possono riguardare:

– il procedimento di formazione del bilancio (per esempio i casi di mancata convocazione dell’assemblea, di mancanza del verbale e di impossibilità o illiceità dell’oggetto [4];

– il suo contenuto (per esempio quando il bilancio sia redatto in violazione dei principi di chiarezza e di rappresentazione veritiera e corretta tali da mettere in pericolo la sua funzione informativa, quando risultino pregiudicati gli interessi generali [5] e manchi una veritiera e corretta informazione sulla situazione economica patrimoniale e finanziaria della società tale da “ingenerare incertezze o erronee convinzioni nei soci e nei terzi; sono quindi esclusi i casi in cui le violazioni siano insignificanti o trascurabili”).

Invece, le irregolarità nel procedimento di formazione del bilancio quali, per esempio, il tardivo deposito del progetto di bilancio nella sede sociale, il mancato rispetto dei termini per la convocazione dell’assemblea, l’impossibilità della consultazione del progetto di bilancio da parte dei soci, il mancato deposito della relazione degli amministratori o dei sindaci, la mancanza dei requisiti in capo ai sindaci che avevano redatto la relazione sono, solo causa di annullabilità (che quindi andrà fatta valere entro 90 giorni).

Sono annullabili, inoltre, tutte le delibere, e quindi anche quelle di approvazione del bilancio, per la partecipazione all’assemblea di persone non legittimate, salvo che tale partecipazione sia stata determinante ai fini della regolare costituzione dell’assemblea; per l’invalidità di singoli voti o per il loro errato conteggio, salvo che il voto invalido o l’errore di conteggio siano stati determinanti ai fini del raggiungimento della maggioranza richiesta; per l’incompletezza o l’inesattezza del verbale, salvo che impediscano l’accertamento del contenuto, degli effetti e della validità della deliberazione, nonché le delibere che non sono prese in conformità alla legge o all’atto costitutivo: questi ultimi casi rientrano nella categoria dei “vizi comuni” [6].


note

[1] Artt. 2377 e 2379 cod. civ.

[2] Art. 2434 bis cod. civ.

[3] Art. 2434-bis, co. 2, cod. civ.

[4] Art. 2379 cod. civ.

[5] Cass. S.U. sent. n. 27/2000.

[6] Art. 2377 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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