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Quanto costa un dipendente?

22 Agosto 2021 | Autore:
Quanto costa un dipendente?

Non solo lo stipendio: ecco le principali voci che pesano sul budget aziendale per mantenere il proprio organico.

Circa il doppio. Ecco quanto costa un dipendente al datore di lavoro rispetto a quello che c’è scritto in busta paga alla casella «netto da pagare». La stima può variare a seconda del tipo di contratto ma, più o meno, siamo lì.

Le voci che compongono il costo aziendale di un lavoratore sono parecchie. Non c’è solo lo stipendio accordato con il dipendente o stabilito dal Ccnl, ma ci sono anche i contributi previdenziali e quelli assicurativi, la quota di tredicesima e l’eventuale quattordicesima, la quota di Tfr da accantonare, eventuali rimborsi chilometrici e di vitto e alloggio per le trasferte. Ed altre cose che si danno per scontate ma che per il datore rappresentano un costo: gli strumenti di lavoro, ad esempio (computer, carta, macchinari, ecc.), la scrivania e la sedia se si tratta di un lavoro di ufficio, la spesa per garantire la tutela della salute e della sicurezza ed altro ancora.

Quando costa un dipendente, quindi? Vediamo nel dettaglio queste voci.

Costo di un dipendente: la retribuzione annua lorda

Prima voce del costo di un dipendente, sicuramente la più pesante: la cosiddetta «Ral», ovvero retribuzione annua lorda, che in busta paga viene segnata spesso come «Totale competenze». Questo capitolo varia a seconda del contratto nazionale di lavoro, del livello d’inquadramento del lavoratore: ovvio che più questo livello è alto e più lievita quella cifra.

La retribuzione annua lorda comprende tutti gli emolumenti dovuti al dipendente per la prestazione della sua opera. Si calcola moltiplicando la retribuzione lorda mensile per il numero di mensilità che spettano al lavoratore. Attenzione, facile dire che va moltiplicato per 12: c’è da considerare anche la tredicesima. E l’eventuale quattordicesima, per chi ha la fortuna di avere un contratto nazionale di categoria che la prevede.

Quindi, se un dipendente ha una retribuzione lorda mensile di 2.500 euro, la sua retribuzione lorda annua sarà di:

  • 32.500 euro se ha 13 mensilità all’anno;
  • 35.000 euro se ha 14 mensilità all’anno.

Su questa somma, il dipendente paga le sue tasse (variabili anche queste a seconda dello scaglione di reddito in cui si trova). Ma le versa anche il datore di lavoro: la Ral, infatti, comprende anche i contributi previdenziali ed assicurativi, cioè la cifra da pagare ogni mese all’Inps e all’Inail, e l’Irap, vale a dire l’imposta sulle persone fisiche.

La retribuzione lorda meno le trattenute citate fa la retribuzione netta che il lavoratore si vedrà accreditare sul conto corrente.

Costo di un dipendente: la quota di Tfr

Tutto qui? Magari. Oltre alla retribuzione lorda annua c’è anche la quota di Tfr, cioè di trattamento di fine rapporto, da accantonare. Si tratta della somma che il datore di lavoro elargirà al dipendente nel momento in cui cesserà il rapporto per dimissioni, licenziamento o accordo consensuale.

Il calcolo viene fatto sommando per ogni anno di servizio del lavoratore la retribuzione utile divisa per 13,5. La quota, dice la legge, è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Per evitare che, nel caso di rapporti di lavoro molto lunghi, le quote di Tfr perdano di valore d’acquisto, è prevista la rivalutazione applicando un tasso costituito dal 1,50% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi di consumo rilevato dall’Istat rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.

Trovi tutti i dettagli sul trattamento fine rapporto nell’articolo Tfr: calcolo.

Costo di un dipendente: le mensilità aggiuntive

Abbiamo già citato la tredicesima e la quattordicesima, cioè le mensilità aggiuntive da versare al lavoratore. Anche queste, ovviamente, vanno considerate quando si vuole capire quanto costa un dipendente.

La tredicesima è obbligatoria per legge, mentre la quattordicesima va pagata se lo prevede il contratto nazionale di categoria. La prima coincide con il periodo natalizio, la seconda precede l’estate.

Costo di un dipendente a seconda della durata del contratto

Ci sono alcuni elementi modificati dal decreto Dignità approvati dal primo Governo Conte. Uno di questi interessa i contratti a tempo determinato, che oggi ha una durata massima di 24 mesi anziché di 36 come prevedeva la vecchia normativa.

Il datore di lavoro sarà tenuto a pagare dopo i primi 12 mesi lo 0,5% in più di contribuzione. In caso di licenziamento senza giusta causa, le aziende con più di 15 dipendenti devono corrispondere al lavoratore un’indennità da 6 a 36 mensilità.

Come vedi, dunque, stabilire quanto costa un dipendente ha una variabile dettata anche dal tipo di contratto. Nel caso del tempo indeterminato, l’assunzione del lavoratore fino a 35 anni di età prevede uno sgravio contributivo del 50% per tre anni. Ed è un risparmio consistente pensato come incentivo all’occupazione giovanile.

Costo di un dipendente: conclusioni

In conclusione: per sapere quanto costa un dipendente, prova a fare questo calcolo pratico:

  • retribuzione annua lorda: lordo mensile per 13 o 14 mensilità a seconda del contratto nazionale di categoria. Ad esempio: 2.000 euro mensili x 14 mensilità = 28.000 euro;
  • contributi previdenziali ed assistenziali: il 32% della retribuzione annua lorda. Quindi, in questo caso, 8.960 euro in più;
  • quota di Tfr: retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Significa, in questo caso, altri 2.074 euro.

Totale costo dipendente: 28.000 + 8.960 + 2.074 = 39.034 euro annui.

A ciò vanno aggiunti, come detto all’inizio, i costi di attrezzature, scrivanie, strumenti tecnologici, sedie, tutela e sicurezza del posto di lavoro, eventuali buoni pasto o mensa, ecc.



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2 Commenti

  1. Ciao, ottimo ed utilissimo articolo.

    Non mi è ben chiara chiara una cosa.

    I €2000 indicati nell’esempio sono i soldi che il dipendente si porta a casa versati in banca dal darore di lavoro e sui quali il dipendente pagherà le tasse?

    Quindi, se cose fosse, il dipendente pagherebbe le tasse solo sul netto (i €2000) o anche su contributi previdenziali ed assistenziali?

    Altra domanda, il TFR è tassabile?

    Grazie
    Marco

    1. La legge (Art. 19, Tuir) prevede che il Tfr sia assoggettato alla tassazione separata, così si evita di caricare eccessivamente il reddito ai fini Irpef nell’anno in cui viene percepita la liquidazione. Solo la quota capitale del Tfr viene tassata separatamente, mentre le rivalutazioni vengono tassate con l’imposta sostitutiva erogata ogni anno. Per sottoporre il tuo caso specifico all’attenzione dei professionisti del nostro portale, richiedi una consulenza cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

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