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Foto dell’auto sotto casa dell’amante: cosa si rischia?

30 Aprile 2021 | Autore:
Foto dell’auto sotto casa dell’amante: cosa si rischia?

Addebito della separazione per infedeltà al marito beccato dal detective con la macchina parcheggiata anche di notte vicino all’abitazione di un’altra donna.

Durante la vita matrimoniale molti ricorrono ai più fantasiosi escamotage per incontrare i propri amanti. Il coniuge, però, se ha dei sospetti e fiuta il tradimento, può pedinare il partner o mettere alle sue calcagna un investigatore privato, per avere la prova degli incontri clandestini.

Cosa si rischia se vengono fuori le foto dell’auto sotto casa dell’amante? La risposta istintiva è: un violento litigio al termine del quale la moglie butta fuori di casa il marito infedele, e questo spesso succede. Ma per la legge le cose vanno valutate diversamente, con più ponderatezza: bisogna innanzitutto vedere se l’incontro è stato occasionale, una “scappatella”, oppure se esisteva una vera e propria relazione. E poi, soprattutto, occorre considerare se il matrimonio è entrato in crisi per questo motivo, o se lo era già prima, perché allora sarebbe una conseguenza, e non la causa, della rottura del rapporto matrimoniale.

Vero è che le immagini scattate forniscono una seria prova dell’adulterio compiuto: perciò, con le foto dell’auto sotto casa dell’amante si rischia seriamente di subire l’addebito della separazione e di dover pagare il mantenimento all’ex. Tutto questo è successo in una recente vicenda decisa dal tribunale di Pesaro [1], dove la moglie tradita ha documentato il fatto grazie alle foto scattate da un detective privato, che si era appostato sotto casa della presunta amante ed ha annotato nella sua relazione investigativa anche la durata della permanenza del marito presso l’abitazione dell’altra donna: si era trattenuto lì anche di notte. L’uomo ha ammesso i fatti anche perché, dopo essere stato scoperto, ha abbandonato la casa coniugale per andare a vivere con la nuova compagna.

Il dovere di fedeltà coniugale e i vari tipi di tradimento

L’obbligo di fedeltà reciproca tra i coniugi è sancito dalla legge [1], che lo elenca tra i principali obblighi derivanti dal matrimonio, insieme al dovere di assistenza morale e materiale e a quello di coabitazione.

Non è un concetto vuoto o solamente formale: per la giurisprudenza [3] la fedeltà non riguarda la semplice astensione dai rapporti sessuali con persone diverse dal coniuge, ma si estende fino a comprendere la lealtà. Così il tradimento rileva anche se è solo “platonico” o addirittura virtuale, come nel caso di una chat sentimentale instaurata su WhatsApp o altri sistemi analoghi di messaggistica e sui social.

Occorre, come afferma la Corte di Cassazione [4], «non tradire la fiducia reciproca». Infatti, il dovere di essere fedeli al partner con il quale si è uniti in matrimonio implica il rispetto della sua dignità, non solo a livello morale ma anche nel suo aspetto esterno e nei rapporti sociali.

Le foto acquisite dall’investigatore privato sono valide?

In molti casi, per acquisire le prove di un tradimento si ricorre all’ausilio di un investigatore privato, al quale il coniuge sospettoso affida il compito di indagare nella vita e sui movimenti del partner. Gli elementi raccolti dal detective incaricato sono considerati validi e utilizzabili come prova nel giudizio civile di separazione, se non sono stati acquisiti in violazione di legge, cioè mediante intercettazioni abusive o introduzione in luoghi di privata dimora per effettuare riprese audio o video: in tal caso, sarebbe integrato il reato di interferenze illecite nella vita privata [5].

Tieni presente che la dimostrazione dell’infedeltà può essere ottenuta con qualsiasi mezzo: le testimonianze, le registrazioni di dialoghi o di conversazioni telefoniche, le immagini o i filmati che documentano scene “compromettenti” ed atteggiamenti intimi. L’essenziale è che le modalità di acquisizione siano lecite. Dunque, non ci sono dubbi in proposito se le foto vengono legittimamente scattate dall’esterno, come un parcheggio sotto le abitazioni, o filmando l’ingresso dell’autovettura in un cancello privato o in un box.

Inoltre, nelle cause di separazione coniugale, i mezzi di prova forniti da una delle parti si presumono validi a meno che la controparte non li contesti espressamente e specificamente. Ma in concreto è piuttosto difficile riuscire a contestare la valenza dimostrativa delle foto scattate dall’investigatore privato e accompagnate dalla sua relazione dove ha annotato tutti gli elementi e le circostanze per inquadrare le vicende oggetto delle riprese, tranne che nei rari casi in cui le immagini siano sfocate, poco visibili o addirittura alterate digitalmente. In un recentissimo caso, il ruolo decisivo di un investigatore privato ha fatto annullare l’assegno di mantenimento.

Addebito della separazione per infedeltà dimostrata dalle foto

Si può arrivare a far pronunciare l’addebito della separazione per tradimento coniugale grazie alle foto che documentano l’infedeltà avvenuta. Ovviamente, quanto più la relazione investigativa sarà dettagliata e ricca di circostanze, tanto più l’adulterio sarà chiaro ed evidente agli occhi dei giudici chiamati a decidere sull’addebitabilità della separazione al coniuge che ha violato l’obbligo di fedeltà.

Un conto è una foto di un pranzo insieme al ristorante, che non depone univocamente nel senso di una relazione clandestina, se non è connotata da affettuosità particolari; un altro conto, invece, è una serie di foto che ritraggono varie occasioni di parcheggio dell’auto del marito sotto casa dell’amante, con soste lunghe ed avvenute anche in ore notturne, come nel caso deciso dai giudici pesaresi.

Al di là di queste circostanze fattuali ed oggettive, rimane, però, indispensabile che il coniuge tradito dimostri che l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza sia stata dovuta proprio al tradimento e non sia, invece, ricollegabile ad altri fattori preesistenti. La Cassazione [6] ritiene necessario accertare se l’infedeltà ha provocato la crisi coniugale oppure se il nuovo legame sentimentale o sessuale è intervenuto quando la rottura dei rapporti di coppia era già sorta per altri motivi, come le incomprensioni reciproche o il distacco affettivo.

In tali casi, la pronuncia di addebito della separazione – dalla quale può sorgere il diritto alla percezione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge incolpevole – non potrà fondarsi sulla pur constatata violazione dell’obbligo di fedeltà, ma dovrà basarsi su elementi diversi, anche se sarà piuttosto facile per il coniuge tradito riuscire a dimostrare, nel giudizio di separazione, che è stata proprio l’infedeltà scoperta a costituire il motivo dell’insopportabilità del legame matrimoniale e della conseguente indisponibilità a proseguirlo.


note

[1] Trib. Pesaro, sent. n. 232 del 29.03.2021.

[2] Art. 143 Cod. civ.

[3]  Cass. sent. n. 21657 del 19.09.2017.

[4] Cass. sent. n. 15557 del 11.06.2008.

[5] Art. 615 bis Cod. pen.

[6] Cass. sent. n. 13431 del 23.05.2008.


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