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Pagamento maternità Inps: tempi

22 Agosto 2021 | Autore:
Pagamento maternità Inps: tempi

Congedo di maternità: paga direttamente l’Inps o anticipa l’azienda? Quanto mi spetta? Quando riceverò il pagamento? Ecco quali sono le tutele per la lavoratrice in gravidanza.

Sei una lavoratrice dipendente ed hai scoperto di essere incinta. Innanzitutto, ti chiedi se il tuo lavoro sia compatibile con la gravidanza, oppure se possa comportare dei pericoli per il bambino che aspetti. Sai che le aziende non possono assegnare alcune mansioni e determinati orari di lavoro alle dipendenti gravide. Sai altresì che esiste il congedo di maternità Inps, cioè un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante la gravidanza e il puerperio, durante il quale viene pagata un’indennità economica in sostituzione della retribuzione, ma non hai idea di come funzioni e di quanto sia la sua durata.

Vediamo allora in questa breve guida come opera il congedo di maternità e soprattutto come funziona il pagamento della maternità Inps per i lavoratori dipendenti, quali sono i tempi, le modalità e la misura dell’indennità.

L’astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice madre

L’ordinamento italiano prevede l’astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice (subordinata o appartenente ad altre categorie di lavoratrici) per un periodo di 5 mesi, che si colloca prima e/o dopo l’evento del parto.

In particolare, la lavoratrice in gravidanza ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo che va dai due mesi precedenti la data del parto ai tre mesi successivi. Tale periodo, se le condizioni di lavoro e di salute della lavoratrice lo consentono, può essere spostato fino ad un mese prima del parto e per i quattro mesi successivi alla nascita del figlio.

Vi sono infine dei lavori, che per la loro gravosità, nonché per la necessaria esposizione a sostanze tossiche, sono vietati in gravidanza e, pertanto, comportano un prolungamento del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice madre.

Ad esempio, durante il periodo di gravidanza e fino ai 7 mesi di età del figlio (anche in ipotesi di adozione e affidamento) la lavoratrice addetta al trasporto e al sollevamento di pesi, nonché a lavori pericolosi, faticosi ed insalubri può essere interdetta dallo svolgimento dell’attività lavorativa su disposizione del servizio ispettivo del ministero del Lavoro o dell’Asl. L’astensione anticipata dal lavoro, in questi casi, può essere evitata qualora possibile, per il periodo di durata del divieto, assegnare alla lavoratrice altre mansioni (anche inferiori, fermi i diritti al mantenimento della qualifica e della retribuzione) compatibili con lo stato di salute della stessa.

Infine, il divieto di adibire al lavoro le donne in gravidanza è anticipato a 3 mesi dalla data presunta del parto, quando le lavoratrici sono occupate in lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenere gravosi e pregiudizievoli; è invece sempre vietato adibire al lavoro notturno le donne dall’accertamento dello stato di gravidanza, sino al compimento di un anno di età del bambino.

Il trattamento economico di maternità

Durante l’astensione dal lavoro per maternità, alla lavoratrice viene garantito dall’Inps un trattamento economico pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo di maternità.

In pratica, se la lavoratrice inizia ad assentarsi dal lavoro a decorrere mese di maggio, si dovrà tenere conto della retribuzione da questa percepita nel mese di aprile, comprensiva dei ratei di 13-esima e 14-esima e Tfr e calcolarne l’80%.

L’indennizzo economico è erogato direttamente dall’Inps, oppure anticipato dal datore di lavoro e poi recuperato con l’Uniemens.

L’Inps paga, come detto, l’indennità nella misura dell’80% della retribuzione, ma i contratti collettivi di categoria possono prevedere che tale trattamento sia integrato fino al 100% a carico del datore di lavoro.

Domanda di maternità

La domanda di congedo obbligatorio e pagamento della relativa indennità deve essere rivolta all’Inps esclusivamente con modalità telematiche, accedendo alla propria area personale sul sito istituzionale dell’Inps, oppure avvalendosi di un patronato, o ancora chiamando il contact center multicanale, attraverso un numero verde Inps 803164.

La domanda va inoltrata prima dei due mesi che precedono la data presunta del parto e comunque mai oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, pena la prescrizione del diritto all’indennità.

Prima dell’inizio del periodo di congedo di maternità, la lavoratrice deve far pervenire all’Inps il certificato medico di gravidanza, per il tramite di un medico del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato, che provvederà all’invio telematico dello stesso.

Infine, la lavoratrice è tenuta a comunicare la data di nascita del figlio e le relative generalità entro 30 giorni dal parto.

Tempi di pagamento dell’indennità di maternità

Sia l’Inps che il datore di lavoro (in caso sia l’azienda ad anticipare il trattamento economico) provvederanno al pagamento dell’indennità di maternità una volta che la relativa domanda sarà accolta.

L’Inps ha tempo 120 giorni per evadere la domanda e provvedere direttamente al pagamento della prestazione economica. Qualora l’indennità sia invece anticipata dall’azienda, i tempi per il pagamento saranno più o meno analoghi: il datore provvederà al pagamento non appena la domanda di maternità sarà accolta dall’Inps.



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