HOME Articoli

Lo sai che? Strisce blu: multe solo se il sindaco le prevede

Lo sai che? Pubblicato il 28 marzo 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 28 marzo 2014

Non esistono norme all’interno del codice della strada che sanzionino chi non ha rinnovato il biglietto sulle strisce blu, ma i regolamenti comunali possono prevedere delle penalità.

Non si frena la bufera sulla illegittimità delle multe sulle strisce blu per scadenza del biglietto a pagamento, questione sollevata, qualche settimana fa, dalle esplicite dichiarazioni del Ministero secondo cui tali contravvenzioni sarebbero tutte nulle per inesistenza della norma (ne abbiamo parlato nell’articolo “Divieto di sosta: per il Ministero la multa per tagliando scaduto non esiste”).

I Comuni hanno provato a frapporre le loro diverse argomentazioni, sostenendo di poter continuare ad esercitare il potere di contravvenzione, ma tali motivazioni non hanno convinto i ministeri (leggi: “Niente più multa per il ticket scaduto sulle strisce blu: la questione è chiusa”).

Ieri sembra essersi chiuso l’ultimo capitolo della questione. Chi parcheggia sulle strisce blu per più tempo rispetto a quanto ha pagato non è sanzionabile in base al Codice della strada, ma solo in base a eventuali regolamenti comunali (che però al momento sono rari). Questo è l’esito dell’incontro di ieri sera tra i ministri delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, e dell’Interno, Angelino Alfano, con il presidente dell’Anci, Piero Fassino.

I Comuni possono fissare penalità di loro iniziativa, ma esse hanno natura “privatistica” e quindi non danno diritto a riscuotere con cartella esattoriale ma sono equiparate a crediti fra privati.

In pratica, non esistendo norme del codice della strada che prevedono tale sanzione – e sempre finché non intervenga appositamente il Parlamento – non può scattare una multa, ma un illecito di carattere civile (per il quale bisognerebbe intraprendere la strada di una causa ordinaria).

Tuttavia, stando alle precisazioni di ieri, prima di intraprendere un ricorso per contestare la contravvenzione – ricorso la cui utilità in termini economici è tutta da valutare – bisognerà verificare anche se i regolamenti comunali non prevedano espressamente delle norme in tal senso che giustifichino tali contravvenzioni. I dubbi, tuttavia, restano: può una norma comunale integrare una fonte legislativa come il codice della strada?


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. anche perchè così facendo ogni comune poi potrebbe anche decidere di aumentare gli importi delle multe scatenando guerre fra cittadini e comune e a distanza tra i comuni stessi che decidono diversamente sulla questione (si veda per esempio la città di sassari).
    in più vorrei aggiungere che la giustificazione dei comandanti delle polizie municipali non stanno in piedi (si veda quella resa dal comandante di milano resa al tg1 il 28/03/2014).
    questi si giustificano dicendo che le multe per chi sfora oltre l’orario di copertura del tagliando per la sosta serve per contrastare la “sosta parassitaria”.
    beh mi sembra incoerente, perchè se io volessi contrastare questo fenomeno allora dovrei (in maniera coerente e logica) multare chi parcheggia o sosta in seconda fila,sulle strisce pedonali,ecc, invece che perseguitare in maniera sin troppo facile coloro che diligentemente sostano pagando e che per vari ed anche a volte giustificabili motivi sforano oltre l’orario di copertura.
    poi non parliamo della quantità e della locazione delle strisce bianche per la sosta gratuita che renderebbe lungo il discorso.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI