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Mutuo per ripianare debito di altro mutuo: Cassazione

30 Aprile 2021
Mutuo per ripianare debito di altro mutuo: Cassazione

Debito pregresso e ripianamento con stipula di un altro contratto di mutuo: nullo se il mutuo è di scopo.  

Ripianamento di debito con un nuovo credito: non integra l’ipotesi di mutuo

L’utilizzo di somme da parte di un istituto di credito per ripianare la pregressa esposizione debitoria del correntista, con contestuale costituzione in favore della banca di una garanzia reale, costituisce un’operazione meramente contabile in dare ed avere sul conto corrente, non inquadrabile nel mutuo ipotecario, il quale presuppone sempre l’avvenuta consegna del denaro dal mutuante al mutuatario; tale operazione determina di regola gli effetti del “pactum de non petendo ad tempus”, restando modificato soltanto il termine per l’adempimento, senza alcuna novazione dell’originaria obbligazione del correntista.

(Nella specie, la S.C. ha escluso che costituisse mutuo di scopo l’operazione di ripianamento di debito, realizzato mediante accredito da parte della banca di un importo su un conto corrente in passivo del cliente).

L’operazione di ripianamento di debito a mezzo di nuovo credito che la banca già creditrice realizzi mediante accredito della somma su conto corrente gravato di debito a carico del cliente, non integra gli estremi del contratto di mutuo bensì quelli di una semplice modifica accessoria dell’obbligazione, come conseguente alla conclusione di un pactum de non petendo ad tempus. 

Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 25 gennaio 2021 n. 1517 

Mutuo con concessione d’ipoteca sui beni del mutuatario e vantaggio conseguito dalla banca

In tema di fallimento, la stipulazione di un contratto di mutuo con la contestuale concessione d’ipoteca sui beni del mutuatario, ove non risulti destinata a procurare a quest’ultimo un’effettiva disponibilità, essendo egli già debitore in virtù di un rapporto obbligatorio non assistito da garanzia reale, è revocabile, in presenza dei relativi presupposti, in quanto diretta, per un verso ad estinguere con mezzi anormali la precedente obbligazione, per altro verso a costituire una garanzia per il debito preesistente, dovendosi ravvisare il vantaggio conseguito dalla banca non già nella stipulazione del negozio in sé, ma nell’impiego dello stesso come mezzo per la ristrutturazione di un passivo almeno in parte diverso.

(Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la pronuncia di merito che nel caso di due banche mutuanti, una sola delle quali vantava un un precedente credito nei confronti della mutuataria, non aveva differenziato la posizione dell’altra, la quale effettivamente aveva erogato le somme alla debitrice con contestuale iscrizione dell’ipoteca su suoi immobili, senza tuttavia beneficiare dell’estinzione anticipata del proprio credito).

Cassazione civile sez. I, 22/02/2021, n.4694

Mutuo ipotecario estingue mutuo ipotecario

L’erogazione di un mutuo ipotecario non destinato a creare un’effettiva disponibilità nel mutuatario, già debitore in virtù di un rapporto obbligatorio non assistito da garanzia reale, non integra necessariamente né le fattispecie della simulazione del mutuo (con dissimulazione della concessione di una garanzia per un debito preesistente) né quella della novazione (con la sostituzione del preesistente debito chirografario con un debito garantito), giacché normalmente integra una fattispecie di procedimento negoziale indiretto, nel cui ambito il mutuo ipotecario viene erogato realmente e viene utilizzato per l’estinzione del precedente debito chirografario. 

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 8 aprile 2020 n. 7740 

La struttura contrattuale del mutuo implica la consegna delle somme di denaro che ne costituiscono oggetto

La struttura contrattuale del mutuo implica la consegna delle somme di denaro che ne costituiscono oggetto. Per quanto possa essere realizzata anche a mezzo di forme assai rarefatte, comunque, la traditio deve, per essere tale, realizzare il passaggio delle somme dal mutuante al mutuatario, più precisamente, farle muovere dal patrimonio dell’uno al patrimonio dell’altro. Senza il compimento di un simile passaggio – senza, dunque, il conseguente trasferimento della proprietà delle somme, con la connessa acquisita loro disponibilità ex articolo 832 del Cc – non potrebbe neppure ipotizzarsi, In ogni caso, la sussistenza dell’obbligo di restituzione che la parte finale della norma dell’articolo 1813 del Cc pone in capo al mutuatario.

(In applicazione del principio che precede la Suprema corte ha osservato che lungi dal realizzare spostamenti di danaro, trasferimenti patrimoniali e consegne, il ripianamento di un debito a mezzo di un nuovo credito, che la banca già creditrice metta in opera con il proprio cliente, sostanzia propriamente una operazione di natura contabile – con una coppia di poste nel conto corrente, una in dare, l’altra in avere – per l’appunto intesa a dare corpo d espressione a una simile dimensione. Diverso, naturalmente, ha concluso la Suprema corte, è il caso in cui la posta a credito sia di montante superiore al debito del cliente in essere sul conto, per la parte del supero l’operazione ben potendo allora iscriversi nel contesto tipologico del contratto di mutuo).

L’utilizzo di somme da parte di un istituto di credito per ripianare la pregressa esposizione debitoria del correntista, con contestuale costituzione in favore della banca di una garanzia reale, costituisce un’operazione meramente contabile in dare e avere sul conto corrente, non inquadrabile nel mutuo ipotecario, il quale presuppone sempre l’avvenuta consegna del denaro dal mutuante al mutuatario; tale operazione determina di regola gli effetti del pactum de non petendo ad tempus, restando modificato soltanto il termine per l’adempimento, senza alcuna novazione dell’originaria obbligazione del correntista. 

Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza 5 agosto 2019 n. 20896

Non è nullo un contratto di mutuo agrario quando la somma erogata è stata utilizzata per il ripianamento di preesistenti passività

Non è nullo un contratto di mutuo agrario quando la somma erogata è stata utilizzata per il ripianamento di preesistenti passività, posto che tale specifica destinazione non solo è prevista nella l.reg. Lazio del 31 ottobre 1994 n. 52 ma è esplicitata nel contratto sottoscritto tra le parti, per cui è pienamente valida l’ipoteca concessa dalla società mutuataria alla mutuante.

Corte appello Roma sez. I, 26/11/2018, n.7477

Azione revocatoria e mutuo utilizzato per il ripianamento del passivo pregresso 

Laddove il mutuo ipotecario risulti stipulato dalle parti a copertura di un’esposizione debitoria pregressa del mutuatario, poi fallito, il curatore può impugnare l’intera operazione per sentirne dichiarare l’inefficacia.

Cassazione civile sez. I, 26/02/2018, n.4513

Mutuo di scopo

Il mutuo fondiario non è mutuo di scopo, non risultando per la relativa validità previsto che la somma erogata dall’istituto mutuante debba essere necessariamente destinata ad una specifica finalità che il mutuatario sia tenuto a perseguire, né l’istituto mutuante deve controllare l’utilizzazione che viene fatta della somma erogata, risultando piuttosto connotato dalla possibilità di prestazione da parte del proprietario di immobili (rustici o urbani) a garanzia ipotecaria. (Nell’affermare il suindicato principio la S.C. ha escluso la ricorrenza di un mutuo si scopo con riferimento a contratto di mutuo fondiario cui era intervenuto un terzo datore di ipoteca).

Cassazione civile sez. III, 20/04/2007, n.9511



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