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È valida la cartella esattoriale notificata alla domestica?

30 marzo 2014


È valida la cartella esattoriale notificata alla domestica?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2014



Se il postino trova solo la badante in casa, la firma di quest’ultima sulla cartella di Equitalia non rende invalida la notifica.

Se il postino consegna la cartella esattoriale alla domestica, la notifica da parte di Equitalia è ugualmente valida: la presenza, infatti, di tale soggetto (la domestica), all’interno della casa del destinatario dell’atto, dipende proprio dal consenso di quest’ultimo o dei suoi conviventi e, pertanto, ne subisce tutte le conseguenze in tema di ricevimento degli atti.

A stabilire questo importante principio è stata la Cassazione in una sentenza di venerdì scorso [1].

La novità della pronuncia sta nel fatto che essa va a interpretare le norme sulle notifiche. La consegna della cartella esattoria si considera effettuata in modo corretto se ricevuta – dice la legge – dal destinatario o, in sua assenza, dai familiari conviventi o, infine, dalle persone addette alla casa, all’ufficio o all’azienda. Ebbene, in quest’ultima categoria – secondo la Suprema Corte – rientra a pieno titolo la domestica, sia pure se faccia un orario di lavoro saltuario o, addirittura, se non risulti “regolarizzata” nelle forme del rapporto di lavoro stabile.

Per i giudici della Cassazione non è importante che la donna sia un soggetto totalmente estraneo all’ambito familiare del destinatario della cartella, visto che, trovandosi nella sua abitazione, aveva il presumibile consenso suo o dei suoi conviventi.

Non è necessaria neanche la sussistenza di un rapporto di lavoro stabile e non occasionale tra la domestica e il destinatario della notifica.

Del resto, se il postino attesta di aver consegnato l’atto alla domestica, quanto da quest’ultimo dichiarato ha una fede privilegiata. Dice infatti la sentenza in commento che la qualità di “persona di famiglia” o di “addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda” di chi ha ricevuto l’atto si presume proprio sulla base delle dichiarazioni fatte dall’ufficiale giudiziario nella relata di notifica. Chi intende contestare tale circostanza (in questo caso il contribuente effettivo destinatario) ha l’onere di fornire la prova contraria e, in particolare, deve dimostrare l’inesistenza qualsiasi rapporto con chi ha ricevuto il plico oppure l’occasionalità della presenza dello stesso consegnatario.

Insomma è determinante il fatto che la persona si trovasse all’interno dell’abitazione dell’effettivo destinatario dell’atto: ciò fa presumere – salvo prova contraria – un rapporto tra i due, sulla scorta di quanto attestato dal postino.

note

[1] Cass. sent. n. 7379/14 dl 28.03.14.

Autore immagine: 123rf.com

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