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Licenziamento illegittimo: quante mensilità?

22 Agosto 2021
Licenziamento illegittimo: quante mensilità?

Il lavoratore licenziato in modo ingiustificato può agire in giudizio ed ottenere un risarcimento del danno.

Hai ricevuto una lettera di licenziamento per soppressione del posto di lavoro. In realtà, sei perfettamente consapevole che il tuo ruolo è stato assegnato ad un nuovo dipendente neo-assunto. La motivazione addotta dall’impresa è, dunque, palesemente falsa. Vuoi impugnare il licenziamento illegittimo e sapere a quante mensilità avrai diritto.

La quantificazione dell’indennizzo spettante al lavoratore illegittimamente licenziato dipende, in realtà, da numerosi fattori. La legge prevede, infatti, una modulazione della tutela in caso di licenziamento illegittimo in base alla data di assunzione, alle dimensioni aziendali e ai motivi del recesso. Ma quante mensilità possono essere liquidate al dipendente?

A rendere particolarmente incerto il quadro delle tutele del lavoratore licenziato contribuiscono anche le numerose modifiche apportate dalla legge alla disciplina del licenziamento e gli interventi della Corte Costituzionale. Entriamo più nel dettaglio.

Licenziamento: quando è legittimo?

Innanzitutto, occorre chiedersi che cosa significa licenziamento. Con questa parola si indica la decisione del datore di lavoro di cessare il rapporto di lavoro ed estromettere il lavoratore dall’azienda. L’effetto del licenziamento è, dunque, particolarmente forte poiché determina la perdita del posto di lavoro. Proprio per questo la legge [1] consente di licenziare un dipendente solo se c’è una giusta causa o un giustificato motivo. Il motivo posto alla base del recesso può riguardare la condotta negligente del dipendente (licenziamento disciplinare) oppure scelte tecniche e organizzative aziendali (licenziamento economico).

Inoltre, dal punto di vista formale, il licenziamento deve essere comunicato per iscritto e nella relativa lettera deve essere indicato in modo specifico il motivo che lo ha determinato.

Licenziamento illegittimo: cosa fare?

Se la ragione indicata dal datore di lavoro a giustificazione del licenziamento è in realtà assente, il recesso datoriale è illegittimo. Facciamo alcuni esempi. Un’azienda potrebbe licenziare un dipendente per motivi disciplinari perché lo accusa di aver commesso un fatto che, in realtà, hanno commesso altri o non si è realmente verificato.

Nel campo dei licenziamenti economici, la società potrebbe licenziare un dipendente per l’asserita soppressione del posto di lavoro quando, in verità, il ruolo viene semplicemente assegnato ad un altro lavoratore. In tutti questi casi, il licenziamento è illegittimo e il lavoratore può impugnarlo, ossia, contestarne la legittimità.

I passaggi da seguire per l’impugnazione del recesso sono due:

  • entro 60 giorni dalla comunicazione il lavoratore (di pugno o per il tramite di un legale o di un sindacato) deve inviare al datore di lavoro l’impugnazione stragiudiziale del licenziamento, ossia, una lettera con cui si contesta il provvedimento datoriale;
  • entro i successivi 180 giorni, il dipendente deve fare ricorso al giudice del lavoro per il tramite di un legale.

Licenziamento illegittimo: quali tutele?

Il processo che si apre con il deposito del ricorso avrà ad oggetto l’accertamento della legittimità o illegittimità del licenziamento. Il datore di lavoro, in particolare, dovrà dimostrare (con documenti e testimoni) che la ragione indicata nella lettera di recesso esiste realmente e non è stata solo un pretesto per liberarsi di una risorsa non più gradita.

Se il giudice accerta che il recesso è illegittimo, il lavoratore può ottenere due diversi tipi di tutela:

  • reintegrazione nel posto di lavoro: in questo caso, l’azienda è condannata a riammettere in servizio il lavoratore nello stesso ruolo che rivestiva prima del recesso e a pagargli tutti gli stipendi che non sono stati erogati dalla data del licenziamento sino all’effettiva reintegra;
  • tutela indennitaria: l’azienda verrà condannata a erogare al lavoratore un risarcimento del danno, senza riammetterlo in servizio.

Licenziamento illegittimo: quante mensilità?

Al di là del tipo di tutela ottenibile, al lavoratore licenziato interessa sapere quanti soldi potrebbe ottenere dalla causa relativa all’impugnazione del licenziamento. La tutela applicabile dipende da una serie di fattori, ossia:

  • vizio che rende il recesso illegittimo;
  • data di assunzione del lavoratore;
  • dimensioni aziendali.

Per i lavoratori dipendenti di aziende con più di 15 dipendenti assunti prima del 7 marzo 2015 si applicano le seguenti tutele [2]:

  • tutela reintegratoria in caso di licenziamento orale, nullo, discriminatorio, ritorsivo o basato su un fatto insussistente;
  • tutela indennitaria da 12 a 24 mensilità della retribuzione del dipendente in caso di licenziamento illegittimo;
  • tutela indennitaria da 6 a 12 mensilità della retribuzione del dipendente in caso di licenziamento viziato per errori formali e di procedura.

Per i lavoratori dipendenti di aziende con più di 15 dipendenti assunti dopo il 7 marzo 2015 si applicano le seguenti tutele [3]:

  • tutela reintegratoria in caso di licenziamento orale, nullo, discriminatorio, ritorsivo o basato su un fatto disciplinare manifestamente insussistente;
  • tutela indennitaria da 6 a 36 mensilità della retribuzione del dipendente in caso di licenziamento illegittimo;
  • tutela indennitaria da 2 a 12 mensilità della retribuzione del dipendente in caso di licenziamento viziato per errori formali e di procedura.

Per i lavoratori dipendenti di aziende con meno di 15 dipendenti assunti prima del 7 marzo 2015 si applicano le seguenti tutele [4]:

  • tutela reintegratoria in caso di licenziamento orale, nullo, discriminatorio, ritorsivo;
  • tutela indennitaria da 2,5 a 6 mensilità della retribuzione del dipendente in caso di licenziamento illegittimo.

Per i lavoratori dipendenti di aziende con meno di 15 dipendenti assunti dopo del 7 marzo 2015 si applicano le seguenti tutele [5]:

  • tutela reintegratoria in caso di licenziamento orale, nullo, discriminatorio, ritorsivo;
  • tutela indennitaria da 3 a 6 mensilità della retribuzione del dipendente in caso di licenziamento illegittimo.

note

[1] Artt. 1 e 3, L. 604/1966.

[2] Art. 18, L. 300/1970.

[3] Art. 3, D.lgs. 23/2015.

[4] Art. 8, L. 604/1966.

[5] Art. 9, D.lgs. 23/2015.


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