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Molestie sul lavoro: a chi rivolgersi?

22 Agosto 2021
Molestie sul lavoro: a chi rivolgersi?

Il lavoratore ha diritto ad un ambiente lavorativo sano ed equilibrato.

Sono ormai mesi che subisci dei comportamenti offensivi e molesti da parte del tuo superiore gerarchico. Ultimamente, questi atteggiamenti hanno assunto anche una connotazione sessuale. Questa situazione sta compromettendo seriamente la tua salute e ti chiedi, in caso di molestie sul lavoro, a chi puoi rivolgerti.

Purtroppo, sono molte le persone, soprattutto donne, che subiscono umiliazioni, più o meno forti, al lavoro. Eppure, la legge prevede che il datore di lavoro debba tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti. Pertanto, nell’ipotesi di molestie sul lavoro, a chi rivolgersi? 

Questi comportamenti possono determinare diversi profili di responsabilità, sia in ambito penale che civile. Inoltre, il lavoratore può sempre coinvolgere l’Ispettorato del lavoro che ha la funzione di verificare il rispetto delle leggi negli ambienti di lavoro. Ma andiamo per ordine.

Obbligo di sicurezza: cosa significa?

Lo svolgimento dell’attività di lavoro non deve provocare danni alla salute e alla sicurezza del lavoratore. Per questo la legge [1] prevede che il datore di lavoro debba adottare tutte le misure di prevenzione che possano tutelare efficacemente la salute del dipendente. Questo dovere viene detto obbligo di sicurezza.

Occorre precisare che l’azienda non deve proteggere i lavoratori solo dai rischi per la salute fisica ma anche da quelli relativi alla sfera psicologica. Infatti, uno dei rischi che deve essere valutato e per il quale occorre mettere in campo le misure necessarie è quello relativo allo stress lavoro-correlato.

Molestie sul lavoro: cosa sono?

Le molestie sul lavoro sono dei comportamenti che offendono la dignità della persona e che vengono realizzati in ambiente lavorativo da parte di colleghi, superiori gerarchici o dello stesso datore di lavoro.

Non esiste una lista esaustiva di molestie, ma possono senza dubbio rientrarvi:

  • frasi umilianti e offensive;
  • battute a sfondo sessuale;
  • avances spinte;
  • palpeggiamenti;
  • aggressioni fisiche.

Molestie sul lavoro: cosa fare?

Se il lavoratore è vittima di molestie sul lavoro può agire in diverse direzioni. Innanzitutto, se i comportamenti offensivi sono realizzati dai colleghi, occorre informare immediatamente il datore di lavoro il quale, essendo responsabile della salute dei lavoratori e della salubrità dell’ambiente di lavoro, dovrà adottare i provvedimenti utili a far cessare tale situazione.

Se, invece, è lo stesso datore di lavoro a porre in essere le molestie, si può agire in tre direzioni distinte:

  • azione penale;
  • azione risarcitoria;
  • denuncia all’Ispettorato del lavoro.

Molestie sul lavoro: l’azione penale

Spesso, i singoli comportamenti che rientrano nelle molestie sul lavoro sono, anche singolarmente considerati, dei reati.

Ad esempio, secondo la Cassazione, ricattare la dipendente, minacciandola di licenziamento se non si sottomette alle avances, costituisce reato di violenza privata [2].

Quando invece la molestia arriva ad assumere tratti più gravi, come nel caso di toccamenti di zone erogene, rientra nel reato di violenza sessuale [3].

In queste ipotesi, il dipendente può sporgere denuncia/querela in qualsiasi Commissariato di Polizia o Stazione dei Carabinieri contro il soggetto che ha realizzato il reato.

Molestie sul lavoro: l’azione risarcitoria

Come abbiamo detto, il datore di lavoro deve garantire un ambiente di lavoro sano e tutelare la salute del dipendente. Tale obbligo deriva direttamente dal contratto di lavoro e la sua violazione determina la responsabilità contrattuale dell’imprenditore.

Se le molestie derivano direttamente dal datore di lavoro o dalla sua inerzia, il lavoratore può fargli causa per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale che questa situazione gli ha provocato.

Molestie sul lavoro: la denuncia all’Ispettorato del lavoro

Infine, un altro strumento che può essere utilizzato dal lavoratore vittima di molestie sul lavoro è la denuncia all’Ispettorato del lavoro, ossia, l’ente che è preposto a controllare il rispetto delle norme in materia di lavoro da parte delle aziende.

La denuncia può essere inoltrata tramite il Modello Inl31. Il lavoratore dovrà inserire i dati propri e dell’azienda e la violazione riscontrata. Dovrà, inoltre, allegare la fotocopia di un proprio documento di identità. La denuncia deve essere inviata all’ufficio dell’Ispettorato del lavoro ubicato nella provincia in cui si trova la sede di lavoro. Gli ispettori dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) procederanno ad effettuare un accesso ispettivo presso l’azienda.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] Cass. n. 29261 del 24.02. 2017.

[3] Cass. n. 42871 del 26.09.2013.


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