Mariti finti poveri: arrivano le multe

30 Aprile 2021 | Autore:
Mariti finti poveri: arrivano le multe

Dissimulare le proprie reali condizioni economiche per non pagare l’assegno di mantenimento comporta una condanna per responsabilità processuale aggravata.

In tempi di crisi economica, non ci sono più solo i falsi mendicanti ai bordi delle strade o all’ingresso delle chiese. Adesso, nelle aule dei tribunali, arrivano anche certi mariti che, pur di non pagare l’assegno di mantenimento dovuto all’ex coniuge e ai figli, si fingono poveri.

Come fanno? Semplice: mettono nero su bianco, negli atti di causa della separazione o del divorzio, di non avere disponibilità economiche sufficienti. Ma i giudici si sono stancati di questo fenomeno: ora, la Cassazione ha affermato, in una nuovissima pronuncia [1], che questo comportamento è «dissimulazione» delle proprie reali condizioni economiche. E farlo costa caro: precisamente, una condanna per «responsabilità processuale aggravata» [2], meglio conosciuta come “lite temeraria“.

È un rimedio previsto dalla legge per dire basta alle bugie dette, o scritte, nel corso delle cause civili. Insomma, se si incappa in questa sanzione si paga molto di più delle normali spese dovute quando si perde un processo contro l’ex moglie: è una vera e propria multa, che si applica – dice la Suprema Corte – quando c’è la «malafede», che consiste «nella omessa deduzione di circostanze fattuali dirimenti ai fini della corretta ricostruzione della vicenda controversa».

Vale a dire che si rischia seriamente di incappare in questa speciale multa quando si mente sulle proprie consistenze patrimoniali e capacità reddituali. Infatti, c’è l’obbligo di dichiararle all’inizio della causa di separazione o di divorzio, ma se qualcuno, nel tentativo di eliminare o almeno ridurre l’entità dell’assegno da versare, minimizza le proprie capacità economiche, i tempi del giudizio si dilatano, perché occorre ricostruire le reali disponibilità, anche con l’aiuto della polizia tributaria.

E non finisce qui: la sanzione per responsabilità aggravata comporta anche il risarcimento dei danni nei confronti della controparte, in questi casi l’ex moglie, che è stata costretta ad agire o a resistere in giudizio con un dispendio di tempi e di energie maggiore di quanto sarebbe stato necessario se il marito bugiardo si fosse comportato con più lealtà, esponendo subito i suoi veri redditi e il loro esatto ammontare.

Nel caso deciso dai giudici di piazza Cavour, la sanzione è stata particolarmente pesante perché l’uomo aveva davvero esagerato: pur di non versare il mantenimento, aveva dichiarato falsamente di essere fallito e di aver perso un’eredità.


note

[1] Cass. ord. n. 11475 del 30.04.2021.

[2] Art. 96 Cod. proc. civ.


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1 Commento

  1. Ben gli sta… scusate ma questi uomini dovrebbero vergognarsi. Con che faccia questo ha architettato tutto questo show pur di non pagare il mantenimento. La gente è fuori di testa e si inventa bugie assurde pur di non cacciare qualche soldo e poi si ritrova a dover pagare molto di più perché tutti i nodi vengono al pettine!

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