Auto sotto fermo o sequestro da oltre 2 anni: se non richieste, tra 60 giorni saranno vendute

30 marzo 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2014



La Prefetture stanno pubblicando gli elenchi dei veicoli sotto sequestro da più di due anni: se entro 60 giorni non si pagherà il dovuto i mezzi verranno venduti.

Lo Stato ha un esercito di veicoli sequestrati o sottoposti a fermo amministrativo. La prolungata giacenza produce ingenti costi per l’erario. Sicché tutte quelle presenti da oltre due anni nei depositi provinciali, verranno a breve vendute, salvo che i proprietari non intraprendano una particolare procedura (che qui spiegheremo) necessaria per chiederne la restituzione. È quanto prevede la “legge di Stabilità” [1].

Ciascuna Prefettura ha, infatti, l’obbligo, di stilare e pubblicare sul proprio sito internet un elenco dei veicoli sottoposti a sequestro e fermo amministrativo ancora detenuti presso le depositerie autorizzate della Provincia. In questo elenco, per ciascun veicolo, sono indicati il modello, il numero di targa o telaio, e i dati anagrafici di colui che risulta esserne proprietario, in base al pubblico registro automobilistico (PRA).

Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione dell’elenco sul sito della Prefettura, i proprietari dei mezzi possono richiedere i veicoli sequestrati, formalizzando tale volontà alla Prefettura competente. I richiedenti dovranno ovviamente pagare:

– l’eventuale debito ancora pendente verso lo Stato, motivo del provvedimento di sequestro;

– le spese di recupero e custodia maturate.

La pubblicazione degli elenchi non è avvenuta nella stessa data in tutte le Prefetture (ad esempio, a Venezia e Firenze il 10.03.2014, a Brindisi il 6.02.2014) e in alcune deve ancora avvenire. Ragion per cui è necessario monitorare con attenzione la Prefettura di proprio interesse, verificare la presenza del proprio veicolo nell’elenco pubblicato e inoltrare la propria domanda – anche via mail o per posta ordinaria – o direttamente alla depositeria per effettuare il riscatto del mezzo.

Se nessuno reclama il veicolo entro i suddetti 60 giorni, il mezzo viene venduto alla depositeria presso cui è in giacenza. L’eventuale ricavato della vendita è depositato, fino alla definizione del procedimento che ha originato il sequestro, in un conto fruttifero presso la tesoreria statale. Se, al termine del procedimento, viene disposta la confisca del veicolo, tale somma andrà a coprire le spese di recupero e custodia del mezzo; in caso contrario, la somma viene versata al proprietario o a chi ne ha diritto (in caso vi siano eventuali creditori).

Come detto, i veicoli interessati da questo ultimatum e di cui è possibile riappropriarsi non sono solo quelli posti sotto sequestro, ma anche a fermo amministrativo. In genere, questi ultimi vengono lasciati in custodia al proprietario, che non può tuttavia utilizzarli. Ma allora perché nelle depositerie ci sono anche mezzi sottoposti a fermo?

Sul punto risponde l’agente di polizia municipale del Comune di Napoli Vittoria Acunzo: “In genere, se un veicolo è posto sotto fermo amministrativo, è affidato al proprietario, anche se si tratta solo di una delle opzioni possibili. Questa procedura si è resa necessaria in quanto molti Comuni, soprattutto quelli più grandi, hanno le depositerie piene. Ma nulla vieta, qualora ci sia spazio in depositeria, di custodire lì anche i veicoli sottoposti a fermo (non solo quelli sottoposti a sequestro), anche se ormai è molto raro. Inoltre, lo stesso codice della strada prevede dei casi in cui il veicolo deve essere trasportato in depositeria: ad esempio, quando il proprietario rifiuti la custodia, quando non abbia nella propria disponibilità un luogo adatto per la custodia o quando il trasgressore è persona diversa dal proprietario e quest’ultimo non sia rintracciabile. Ovviamente ognuno di questi casi porta a conseguenze ulteriori anche economiche ed alcuni proprietari possono pensare che non valga la pena pagare per riavere il veicolo”.

Casi in cui scatta il sequestro/fermo amministrativo

1) circolazione con veicolo nonostante il ritiro o di un documento di circolazione relativo allo stesso o della patente di guida;

2) circolazione con veicolo senza aver conseguito un idoneo documento per la conduzione dello stesso;

3) certificato di abilitazione professionale o dichiarazione sostitutiva in caso di guida di veicolo o in servizio di piazza o noleggio con conducente;

4) circolazione con veicolo senza aver conseguito la relativa patente di guida o senza patente in quanto revocata;

5) minore non munito di patente alla guida di ciclomotori senza avere conseguito certifica d’idoneità alla guida;

6) esercitazione di guida senza istruttore al fianco;

7) veicolo circolante per il quale non è mai stata rilasciata la carta provvisoria di circolazione;

8) guida di veicoli a motore senza i requisiti psico – fisici o di età; incauto affidamento di veicoli;

9) circolazione con motore sprovvisto di targa o non propria;

10) divieto di gareggiare in velocità con veicoli a motore;

11) guida senza patente o con patente revocata;

12) guida sotto l’effetto di alcool;

13) guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

 

note

[1] L. 147/13, art. 1, c. 444 ss.

Autore immagine: 123rf.com

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