Multa all’estero: nell’Unione europea la sanzione è più veloce

30 marzo 2014


Multa all’estero: nell’Unione europea la sanzione è più veloce

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2014



Chi prende una contravvenzione per violazione del codice della strada in uno Stato Membro dell’UE riceverà una lettera tradotta nella propria lingua contro la quale potrà rispondere, attraverso il modulo di risposta, entro 60 giorni, presentando eventuali contestazioni.

Da oggi chi prenderà una contravvenzione per violazione del codice della strada in qualsiasi Stato dell’U.E. sarà più facilmente perseguibile anche all’interno del proprio Paese di origine. È questo il frutto di un decreto appena entrato in vigore [1] e che ha recepito una direttiva comunitaria [2] (a cui non sono vincolate soltanto U.K., Irlanda e Danimarca).

 

Multe più facili, dunque, per i trasgressori all’estero, grazie al nuovo sistema di collaborazione tra gli Stati Membri: un sistema che prevede un immediato scambio telematico di informazioni tra le autorità pubbliche.

Per quali multe si applica il nuovo sistema

Le multe per le quali si applica il nuovo regime sono le seguenti:

– eccesso di velocità;

– mancato uso della cintura di sicurezza;

– mancato arresto davanti al semaforo rosso;

– guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;

– mancato uso del casco;

– circolazione su corsia vietata;

– uso indebito del telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida.

La sanzione e le modalità di applicazione della contravvenzione restano quelle del Paese dell’UE dove è stato commesso l’illecito.

Il funzionamento del nuovo sistema

Con la nuova legge, chiunque commette una delle infrazioni appena elencate riceverà, dalla Polizia dello Stato membro ove l’infrazione è stata commessa, una “lettera di informazione”. Si tratta di una informativa in cui viene comunicata la violazione posta in essere (articolo di legge, luogo data e ora di rilevazione), la descrizione dell’eventuale dispositivo utilizzato (come nel caso delle multe elevate attraverso autovelox) e la sanzione applicata.

La lettera sarà tradotta nella lingua del Paese ove l’auto è stata immatricolata.

Tale informativa contiene un questionario, il cosiddetto “Modulo di risposta” in cui il conducente potrà inviare richieste di correzioni, comunicazioni o anche “contestare” l’infrazione. Il termine per l’invio di tale modulo è di 60 giorni ed in esso è indicata l’autorità che si occupa di esaminare il caso e le osservazioni del cittadino.

La contestazione non dà luogo a procedimenti davanti al giudice, ma il tutto si svolge in via stragiudiziale (come una sorta di ricorso in autotutela). Ciò consente all’amministrazione di procedere all’annullamento di atti errati già emessi o in corso di emissione.

L’esito della contestazione deve essere comunicato all’interessato entro 60 giorni successivi all’invio del questionario.

Dunque, da oggi, i cittadini italiani che avranno violato, in un Paese dell’Unione Europea, una norma del codice della strada di quelle sopra elencate, riceveranno a casa una lettera scritta in italiano. Entro 60 giorni potranno pagare oppure rispondere con osservazioni, richieste di correzione dati, od addirittura contestazioni.

E se l’automobilista non paga la multa?

Questo è un punto che la direttiva non tocca. Sembra quindi doversi applicare le normali norme sulla riscossione di multe fatte a stranieri, in base al principio dell’UE del reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie [2]. Ciò nonostante la riscossione transfrontaliera resta un punto non sempre facile da realizzare.

Non esistono procedure “fuori confine” uguali per tutti i Paesi ed ugualmente efficaci. Ogni Stato Membro fa un po’ come gli pare. Alcuni Paesi “aspettano i debitori al varco”, rifacendosi anche di penali qualora il trasgressore rientri nel loro territorio e viene “pizzicato”. Altri Stati cercano di riscuotere le multe attraverso i tribunali civili. Infine ci sono addirittura i Paesi che si volgono delle norme penali come la Svizzera (leggi l’articolo: “Multa in Svizzera, se non paghi scatta l’arresto”).

note

[1] D.lgs.37/2014 entrato in vigore il 22 Marzo 2014 che ha recepito la direttiva UE n. 2011/82/UE.

[2] Decisione quadro 2005/214/GAI.

Autore immagine: 123rf.com


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