Diritto e Fisco | Articoli

Processo: la contumacia costerà cara

1 Maggio 2021
Processo: la contumacia costerà cara

Riforma della giustizia: arrivano i Super Giudici di pace.

Si avviano i lavori di riforma della giustizia civile anticipati dal Pnrr di Draghi. La Commissione Luiso, già all’opera sul progetto di rivisitazione delle regole del processo da diversi anni, ha formulato alcune proposte per sveltire i tempi dei giudizi. Tra queste spicca l’applicazione del «principio di non contestazione» anche a chi resta contumace. 

Attualmente è noto che la contumacia non è sanzionata e ad essa non si dà alcun significato (affermativo o negativo) delle altrui pretese: ogni cittadino citato in causa è libero di costituirsi o meno, ma la mancata costituzione in giudizio non viene considerata come un’ammissione di responsabilità, ossia delle pretese altrui. Sicché l’attore – colui cioè che intraprende l’azione – è comunque tenuto a dimostrare i fatti a fondamento del proprio diritto (ha cioè il cosiddetto onere della prova) e se non lo fa, benché “solo” in processo, perderà la causa. Qualora invece dovesse essere accolta la proposta della Commissione Luiso, la concezione della contumacia si capovolgerà e ad essa si darà uno specifico significato: quello di accettazione delle richieste avversarie. 

Questo significa verosimilmente che chi resterà contumace perderà, con buona probabilità, il giudizio non potendo – di fatto – neanche fare appello visto che, in secondo grado, non si possono rimettere in discussione le ammissioni fatte nel precedente processo.

Sul piano c’è poi l’aumento della competenza per valore per le cause affidate ai giudici di pace: si pensa di alzare a 30mila euro quella sui beni mobili e a 50mila quella sul risarcimento danni da incidenti stradali. Una maniera questa sì drastica, ma in qualche modo ineludibile per tagliare in maniera significativa i tempi. L’iniziativa è stata però criticata dalle Camere civili, secondo cui l’aumento di competenza dei giudici di pace «riserverebbe ai Tribunali ordinari soltanto le cause più ricche», in violazione dei principi di eguaglianza.

La commissione Luiso propone poi anche il consolidamento dell’udienza cartolare, con possibilità per l’avvocato di chiedere, e per il giudice l’obbligo di accettare, la trattazione in presenza; l’eliminazione del filtro in appello e della specifica sezione filtro (la proverbiale sesta) in Cassazione. Meglio caratterizzata poi la responsabilità aggravata, con riferimento ai casi di malafede o colpa grave: sanzioni fino a due volte le spese nei confronti della controparte e a cinque volte il contributo unificato nei confronti dell’amministrazione pubblica.



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