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Come si calcolano gli interessi liquidati dal giudice?

15 Maggio 2021
Come si calcolano gli interessi liquidati dal giudice?

Una sentenza mi ha riconosciuto, oltre al capitale, gli interessi legali. Come si calcolano tenendo conto che l’amministrazione avversaria è poi andata in dissesto? Una successiva sentenza di ottemperanza del giudice amministrativo ha condannato l’amministrazione ad una penalità giornaliera per il ritardo nel pagamento. Come calcolarla?

Occorre innanzitutto cominciare precisando che gli interessi sul capitale saranno calcolati:

  • senza anatocismo, cioè senza il calcolo degli interessi sugli interessi scaduti previsto dall’articolo 1283 del Codice civile (in quanto non risulta dal quesito che vi sia stata espressa domanda fatta al giudice per ottenerli; domanda che è indispensabile per poter pretendere la condanna dell’avversario al pagamento anche degli interessi anatocistici come ha deciso la Corte di Cassazione con le sentenze n. 8156 del 2017, n. 24.160 del 2014, n. 21.340 del 2013, n. 5.218 del 2011 e n. 10.156 del 1998 a Sezioni Unite).

Detto questo, il calcolo degli interessi legali andrà effettuato applicando alla sorte capitale i seguenti tassi legali tempo per tempo vigenti a partire dalla data in cui la sentenza è stata emessa:

  • 0,1% dal 01/08/2017 al 31/12/2017;
  • 0,3% dal 01/01/2018 al 31/12/2018;
  • 0,8% dal 01/01/2019 al 31/12/2019;
  • 0,05% dal 01/01/2020 al 04/08/2020.

Occorre aggiungere che:

  • se la causa fosse iniziata dopo il giorno 11/12/2014;
  • e se il giudice avesse fatto esplicito riferimento nel dispositivo agli interessi legali da calcolarsi secondo i criteri per i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali fissati nel decreto legislativo n. 231 del 2002 (richiamati dall’articolo 1284, 4° comma, del Codice civile),

se fossero state presenti entrambe queste due condizioni, allora il tasso da applicare per il calcolo degli interessi sarebbe stato dell’8% per tutto il periodo che va dalla data di emissione della sentenza ad oggi (cioè l’8% in più del tasso Bce vigente nel periodo di riferimento – in quel periodo il tasso Bce era dello 0%).

In mancanza anche di una sola delle due condizioni sopra indicate (cioè processo iniziato dopo il giorno 11.12.2014 o mancanza nel dispositivo della sentenza del riferimento agli interessi legali calcolati secondo i criteri del decreto n. 231 del 2002), allora gli interessi legali vanno calcolati applicando il tasso legale fissato dall’articolo 1284, 1° comma, del Codice civile, in base al decreto del ministero del Tesoro (in questo senso si è espressa la Corte di Cassazione con sentenza n. 22.457 del 27/09/2017).

Per quanto, infine, riguarda la condanna inflitta dal Tar, se il ritardo nell’esecuzione della sentenza si riferisce alla sentenza dello stesso Tar allora sarà dovuta:

  • dal giorno 15 giugno 2020 e fino al 31 dicembre 2020 una somma pari allo 0,05% della sorte capitale essendo lo 0,05% il tasso di interesse legale vigente nel 2020);
  • dal giorno 01/01/2021 in poi (e per ogni giorno di ritardo durante il 2021) una somma pari allo 0,01% della sorte capitale essendo lo 0,01% il tasso di interesse legale vigente nel 2021).

Se invece la condanna inflitta dal Tar si riferisce al ritardo nell’esecuzione della precedente sentenza del giudice ordinario, allora alle somme sopra descritte, calcolate dal 15 giungo 2020 in poi occorrerà aggiungere (sempre sull’importo della sorte capitale) il calcolo, giorno per giorno, degli importi dovuti per i periodi:

  • dal 01/08/2017 al 31/12/2017 (l’amministrazione dovrà una somma pari allo 0,1% del capitale per ogni giorno);
  • dal 01/01/2018 al 31/12/2018 (l’amministrazione dovrà una somma pari allo 0,3% del capitale per ogni giorno);
  • dal 01/01/2019 al 31/12/2019 (l’amministrazione dovrà una somma pari allo 0,8% del capitale per ogni giorno);
  • 0,05% dal 01/01/2020 al 15/06/2020 (l’amministrazione dovrà una somma pari allo 0,05% del capitale per ogni giorno).

Infine bisogna ricordare che il blocco del corso degli interessi legali dopo la dichiarazione di dissesto finanziario di un ente locale significa che:

  • gli interessi legali maturati dopo la dichiarazione di dissesto finanziario e fino all’approvazione del rendiconto non possono essere ammessi alla massa passiva e quindi non possono essere pretesi dal creditore nei confronti della gestione della procedura di liquidazione dell’ente dissestato;
  • ma anche dopo la dichiarazione di dissesto finanziario gli interessi legali continuano comunque a decorrere ed il creditore (lei in questo caso) potrà pretenderne il pagamento quando sarà cessata la dichiarazione di dissesto e l’ente locale sarà tornato alla gestione ordinaria (tanto è vero che per la sentenza del Consiglio di Stato n. 3.261 del 28 maggio 2009 la prescrizione dei crediti, anche per interessi, vantati nei confronti dell’ente locale dissestato continua regolarmente a decorrere durante il periodo di dissesto).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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