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Credito del condominio: per provarlo basta la delibera dell’assemblea

1 aprile 2014


Credito del condominio: per provarlo basta la delibera dell’assemblea

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 aprile 2014



Spesso si tralascia l’importanza di partecipare alla delibera assembleare che approva il rendiconto di spese: eppure è da essa che dipende la vita del condominio e, soprattutto, l’eventuale morosità dei condomini: il decreto ingiuntivo viene emesso sulla base della prova scritta costituita dal verbale di tale delibera.

Da quale momento, e sulla base di quali documenti, l’amministratore di condominio può agire contro il proprietario di uno degli appartamenti che non vuol pagare gli oneri?

Il momento fondamentale in cui nasce il credito del condominio, e che prova anche l’esistenza dello stesso credito, è la deliberazione dell’assemblea con cui vengono ripartite le spese. Tale assemblea, di fatto, è proprio finalizzata alla riscossione degli oneri nei confronti dei singoli condomini e costituisce anche un implicito mandato, all’amministratore, ad agire nei confronti dei morosi attraverso il decreto ingiuntivo.

In pratica, il verbale dell’assemblea che ripartisce le spese è la prova minima e necessaria che serve, a qualsiasi giudice, per accogliere una richiesta di decreto ingiuntivo nei confronti dei proprietari che non versano gli oneri.

È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza di appena qualche giorno fa [1]: una sentenza, invero, che non dice nulla di nuovo rispetto a quanto già affermato in passato dai giudici, ma che serve per ricordare quale importanza abbia, nella normale vita del condominio, quella assemblea con cui viene approvato il rendiconto di spese redatto dall’amministratore.

Spesso, infatti, i condomini partecipano più volentieri alle discussioni in cui si decide dell’impianto di videocitofono, del colore delle tende esterne, della ditta di pulizie o della nomina di un giardiniere. E tralasciano, dall’altro lato – scambiandola più come una votazione “di routine” – quella di approvazione del rendiconto. Invece, quest’ultima (o meglio, il relativo verbale) è il momento essenziale della vita di un condominio e costituisce prova scritta idonea ad ottenere decreto ingiuntivo per il pagamento delle spese condominiali (si legga la nostra guida: “Recupero del credito verso i condomini coi verbali assemblea”)

Ecco perché la scelta di non partecipare sarebbe pessima, posto che anche gli assenti sono vincolati dalla decisione presa in assemblea.

Non solo. Chiunque poi riceva un eventuale decreto ingiuntivo per non aver pagato gli oneri non potrebbe neanche opporsi a quest’ultimo se non ha prima contestato – nei sessanta giorni di tempo concessi dalla legge – il verbale di assemblea in cui vengono approvate tali spese (leggi l’articolo: “Condominio: se non si contesta la delibera dell’assembla, no opposizione al decreto ingiuntivo”).

Peraltro, nella sentenza in commento, la Corte ricorda che all’assemblea dei condomini compete ogni tipo di decisione anche in tema di azioni processuali; alla deliberazione che ratifica la costituzione in giudizio, così come per tutte la altre deliberazioni, possono partecipare i condomini che tali risultano essere al momento della delibera e la mancata partecipazione di altri condomini (o di soggetti che non siano più condomini) non assume alcun rilievo se sono raggiunte le prescritte maggioranze.

La delibera dell’assemblea condominiale di ripartizione delle spese è un titolo di credito del condominio. Il verbale legittima dunque non solo la concessione di un decreto ingiuntivo nei confronti dei condomini morosi, ma anche la condanna del singolo a pagare alla fine del giudizio di opposizione che quest’ultimo ha proposto contro il decreto.

note

[1] Cass. sent. n. 7265/2014 del 27.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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