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Enpam: cos’è?

23 Agosto 2021 | Autore:
Enpam: cos’è?

Chi provvede alla previdenza e all’assistenza dei sanitari italiani? Quali sono i contributi da versare? Come e quando vanno pagati?

Grazie al sistema di previdenza sociale previsto dalla Costituzione [1], lo Stato assicura ai lavoratori le prestazioni necessarie per affrontare determinati eventi, come ad esempio una malattia o la vecchiaia, che possono limitarne o annullarne la capacità lavorativa ed impedire di procacciarsi i mezzi di sussistenza per vivere. A tal fine, tutti i lavoratori, sia dipendenti sia autonomi, devono versare a un ente previdenziale una parte dei propri redditi, che gli verrà restituita quando avranno raggiunto l’età della pensione. I lavoratori dipendenti, pubblici o privati, sono iscritti all’Inps e a questo istituto versano i loro contributi, mentre i lavoratori autonomi li versano alla cassa di previdenza della categoria di appartenenza. In particolare, i medici e gli odontoiatri pagano i propri contributi all’Enpam.

Cos’è l’Enpam? È l’Ente previdenziale al quale sono obbligatoriamente iscritti tutti i medici e gli odontoiatri come conseguenza automatica della loro iscrizione all’albo professionale a prescindere dalla circostanza che esercitino effettivamente la professione o che siano iscritti ad altri fondi di previdenza parimenti obbligatori.

L’Enpam è una fondazione senza scopo di lucro, dotata di personalità giuridica di diritto privato, che attua la previdenza e l’assistenza a favore degli iscritti, dei loro familiari e dei superstiti.

La storia dell’Enpam

L’Enpam (Ente nazionale di previdenza ed assistenza medici) nasce nel 1937 come Cassa di assistenza del sindacato nazionale fascista medici [2]. Nel 1950, viene trasformato in ente di diritto pubblico, assumendo l’attuale denominazione [3].

Nel 1958, l’attività dell’Enpam, che originariamente era stata concepita come attività assistenziale, viene riconfigurata quale attività di previdenza e di assistenza da un nuovo statuto, modificato, poi, nel 1971 [4].

Nel 1994, l’Enpam si trasforma in fondazione di diritto privato [5].

Come si presenta oggi l’Enpam?

Nonostante la privatizzazione, l’Enpam ha mantenuto l’obbligatorietà dell’iscrizione e della contribuzione previdenziale.

L’Ente gode di autonomia gestionale, organizzativa e contabile sebbene nei limiti e in relazione alla natura pubblica dell’attività svolta. Altresì, è soggetto alla vigilanza del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che in alcuni casi la esercita di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’Enpam è anche soggetto ai controlli della Corte dei Conti ed è obbligato a costituire una riserva legale preordinata ad assicurare la continuità nell’erogazione delle prestazioni ed a garantire l’equilibrio di bilancio. Tale stabilità di gestione deve essere assicurata per un periodo di tempo non inferiore a 15 anni.

Quali sono i contributi Enpam?

Esistono diversi tipi di contributi Enpam. Più precisamente:

  • la quota A;
  • la quota B;
  • i versamenti aggiuntivi facoltativi.

Quota A

La quota A è il contributo minimo, fisso ed obbligatorio per tutti gli iscritti, che va pagato anche se non si producono redditi libero-professionali. È dovuto dal mese successivo di iscrizione all’albo sino al mese di compimento di 68 anni o di 65 anni in caso di esercizio dell’opzione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, oppure fino al mese precedente quello di decorrenza della pensione per inabilità o fino al mese di decesso dell’iscritto. L’iscritto, entro il 31 dicembre dell’anno precedente il compimento dell’età anagrafica di vecchiaia, può chiedere di proseguire nella contribuzione fino, al massimo, al raggiungimento dei 70 anni.

Gli iscritti ai corsi di laurea in medicina e chirurgia e in odontoiatria, dal quinto anno di corso fino all’iscrizione nell’albo professionale, possono iscriversi all’Enpam e versare il contributo alla quota A al momento dell’iscrizione o al momento dell’iscrizione all’albo professionale e, comunque, entro e non oltre 36 mesi dalla data di iscrizione all’Enpam.

Gli importi della quota A, aggiornati al 2021, sono pari a:

  • 117,06 euro all’anno per gli studenti;
  • 234,11 euro annui fino a 30 anni di età;
  • 454,42 euro annui dal compimento dei 30 fino ai 35 anni di età;
  • 852,74 euro annui dal compimento dei 35 fino ai 40 anni di età;
  • 1.574,86 euro annui dal compimento dei 40.

A queste somme va aggiunto il contributo di maternità, adozione e aborto determinato in misura fissa pari a 44,55 euro all’anno.

Quota B

La quota B è dovuta e calcolata sulle eventuali eccedenze di reddito libero-professionale che superano determinati minimali, ovvero:

  • 4.457,73 euro per gli iscritti con meno di 40 anni di età;
  • 8.232,59 per gli iscritti con età superiore a 40 anni.

Le aliquote da pagare per il 2021 sui redditi 2020 sono:

  1. intera: 19,5%;
  2. metà dell’aliquota intera, cioè 9,75%. Si tratta di un’opzione valida per gli iscritti attivi che contribuiscono anche ad altre forme di previdenza obbligatoria (compreso il fondo speciale Enpam), e per i pensionati del fondo generale che percepiscono compensi libero-professionali, salva opzione per l’aliquota intera;
  3. ridotta, ovvero 2%. Questa opzione è valida per i titolari di redditi intramoenia e per i partecipanti al corso di formazione in medicina generale.

Versamenti aggiuntivi facoltativi

Gli iscritti all’Enpam possono aumentare volontariamente i contributi da versare di una percentuale compresa tra l’1% e il 5% del proprio reddito. A tal fine, devono presentare un’istanza all’ente tramite un apposito modulo, entro il 31 gennaio, per l’anno precedente.

Inoltre, gli iscritti possono aumentare la pensione con l’allineamento contributivo, cioè chiedendo all’Enpam di versare delle somme aggiuntive al fine di portare la contribuzione degli anni precedenti ai livelli di quella dell’ultimo anno, che si presume più alta.

Come si pagano la quota A e la quota B?

Il versamento della quota A può avvenire in un’unica soluzione (30 aprile) oppure con 4 rate (30 aprile, 30 giugno, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno). Il pagamento può avvenire tramite mav o con domiciliazione bancaria.

La quota B si paga solo nell’anno successivo a quello di riferimento, inviando all’Enpam il Modello D tramite l’area riservata del contribuente, entro il 31 luglio di ogni anno. Nel Modello D, va inserito il solo reddito libero-professionale realizzato nell’anno precedente (es. presentazione il 31 luglio 2021 del Modello D che riporta il reddito 2020). In caso di invio tardivo, è prevista una sanzione di 120 euro.

La quota B si può pagare in un’unica soluzione (31 ottobre), con due rate (31 ottobre e 31 dicembre) oppure con 5 rate (31 ottobre, 31 dicembre, 28 febbraio, 30 aprile e 30 giugno).

Anche in questo caso, il pagamento può avvenire tramite Mav, scaricabile dall’area riservata, o con domiciliazione bancaria.


note

[1] Art. 38 co. 2 Cost.

[2] R.D. n. 1484/1937.

[3] D.P.R. 27.10.1950.

[4] D.P.R. n. 931/1958 e successivamente modificato con D.P.R. n. 142/1971.

[5] D. Lgs. n. 509/1994.


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