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Lavoro a termine e indicazione della causale: Cassazione

2 Maggio 2021
Lavoro a termine e indicazione della causale: Cassazione

Contratto a termine per esigenze sostitutive: onere di specificazione della causale.

Somministrazione di lavoro a termine e sostituzione lavoratori assenti per ferie

In tema di somministrazione di lavoro a termine, l’indicazione, quale causale giustificativa, della necessità di sostituire lavoratori assenti per ferie, ove accompagnata da elementi che consentano di risalire all’individuazione di questi ultimi, è sufficiente ai fini del rispetto del requisito di forma di cui all’art. 21 del d.lgs. n. 276 del 2003 (“ratione temporis” vigente), non essendo necessaria l’indicazione nominativa dei lavoratori da sostituire, allo stesso modo di quanto avviene in materia di contratti a tempo determinato, pur a fronte di una diversa disciplina.

Cassazione civile sez. lav., 14/01/2021, n.548

Assunzione lavoratori a termine per ragioni di carattere sostitutivo e indicazione della causale

In tema di assunzione a termine di lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, sia se si tratti di realtà aziendali complesse, sia se si tratti di realtà aziendali modeste, ciò che conta è che la causale, pur non indicando il nominativo del lavoratore o dei lavoratori da sostituire, fornisca elementi diversi che, calati nelle singole situazioni di fatto, consentano di individuare i lavoratori da sostituire e quindi di verificare la ricorrenza effettiva della causale.

Corte di cassazione, sezione lavoro, ordinanza 14 gennaio 2021 n. 548 

Indicazione causale nelle situazioni aziendali complesse: non bisogna indicare i nomi dei lavoratori da sostituire

In tema di assunzione a termine di lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, l’onere di specificazione delle predette ragioni è correlato alla finalità di assicurare la trasparenza e la veridicità della causa dell’apposizione del termine e l’immodificabilità della stessa nel corso del rapporto.

Pertanto, nelle situazioni aziendali complesse, in cui la sostituzione non è riferita ad una singola persona, ma ad una funzione produttiva specifica, occasionalmente scoperta, l’apposizione del termine deve considerarsi legittima se l’enunciazione dell’esigenza di sostituire lavoratori assenti – da sola insufficiente ad assolvere l’onere di specificazione delle ragioni stesse – risulti integrata dall’indicazione di elementi ulteriori (quali l’ambito territoriale di riferimento, il luogo della prestazione lavorativa, le mansioni dei lavoratori da sostituire, il diritto degli stessi alla conservazione del posto di lavoro) che consentano di determinare il numero dei lavoratori da sostituire, ancorché non identificati nominativamente, ferma restando, in ogni caso, la verificabilità della sussistenza effettiva del prospettato presupposto di legittimità (nella specie, è stata confermata la sussistenza del requisito della specificità con l’indicazione nell’atto della causale sostitutiva, del termine iniziale e finale del rapporto, del luogo dello svolgimento del lavoro a termine, dell’inquadramento e delle mansioni del personale da sostituire).

Cassazione civile sez. lav., 23/08/2019, n.21672

In tema di assunzione a termine di lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, l’onere di specificazione è soddisfatto, nelle situazioni aziendali complesse, oltre che dall’enunciazione delle predette esigenze, dall’indicazione di elementi ulteriori, quali l’ambito territoriale di riferimento, il luogo della prestazione lavorativa, le mansioni dei lavoratori da sostituire, il diritto degli stessi alla conservazione del posto, che consentano di determinare il numero dei lavoratori da sostituire, ancorché non identificati nominativamente, e di verificare la sussistenza del prospettato presupposto di legittimità, tanto alla luce sia della sentenza della Corte cost. n. 107 del 2013, che ha rigettato la questione di illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 11 del d.lgs. n. 368 del 2001, sia della sentenza della Corte di Giustizia UE del 24 giugno 2010, in C-98/09, che ha riconosciuto la compatibilità comunitaria della stessa normativa con la clausola 8.3 dell’accordo quadro allegato alla direttiva n. 1999/70/CE.

Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 25 gennaio 2016 n. 1246 

In tema di assunzione a termine di lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, l’onere datoriale di specificare tali ragioni può ritenersi soddisfatto nelle situazioni aziendali complesse, in cui la sostituzione non sia riferita ad una singola persona, ma ad una funzione produttiva specifica che sia occasionalmente scoperta, con la verifica della corrispondenza quantitativa tra il numero dei lavoratori assunti con contratto a termine per lo svolgimento di una data funzione aziendale e le scoperture che per quella stessa funzione si sono realizzate per il periodo dell’assunzione.

Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 aprile 2013 n. 10068 

In tema di assunzione a termine di lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 214 del 2009, con cui è stata dichiarata infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 368 del 2001, l’onere di specificazione delle predette ragioni è correlato alla finalità di assicurare la trasparenza e la veridicità della causa dell’apposizione del termine e l’ immodificabilità della stessa nel corso del rapporto.

Pertanto, nelle situazioni aziendali complesse, in cui la sostituzione non è riferita ad una singola persona, ma ad una funzione produttiva specifica, occasionalmente scoperta, l’apposizione del termine deve considerarsi legittima se l’enunciazione dell’esigenza di sostituire lavoratori assenti – da sola insufficiente ad assolvere l’onere di specificazione delle ragioni stesse – risulti integrata dall’indicazione di elementi ulteriori (quali l’ambito territoriale di riferimento, il luogo della prestazione lavorativa, le mansioni dei lavoratori da sostituire, il diritto degli stessi alla conservazione del posto di lavoro) che consentano di determinare il numero dei lavoratori da sostituire, ancorché non identificati nominativamente, ferma restando, in ogni caso, la verificabilità della sussistenza effettiva del prospettato presupposto di legittimità.

Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 gennaio 2010 n. 1576

Contratto a termine, il datore deve provare la connessione tra il termine e le esigenze produttive ed organizzative

L’apposizione di un termine al contratto di lavoro, consentita dal d.lg.. n. 368/2001 art. 1, a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, che devono risultare specificate, a pena di inefficacia, in apposito atto scritto, impone al datore di lavoro l’onere di indicare in modo circostanziato e puntuale, al fine di assicurare la trasparenza e la veridicità di tali ragioni, nonché l’immodificabilità delle stesse nel corso del rapporto, le circostanze che contraddistinguono una particolare attività e che rendono conforme alle esigenze del datore di lavoro, nell’ambito di un determinato contesto aziendale, la prestazione a tempo determinato, sì da rendere evidente la specifica connessione tra la durata solo temporanea della prestazione e le esigenze produttive ed organizzative che la stessa sia chiamata a realizzare e la utilizzazione del lavoratore assunto esclusivamente nell’ambito della specifica ragione indicata ed in stretto collegamento con la stessa. Non è invece consentito integrare in corso di causa la specificità della causale con altri elementi fattuali.

Cassazione civile sez. lav., 09/09/2019, n.22496



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