In parrocchia si può fumare marijuana

3 Maggio 2021 | Autore:
In parrocchia si può fumare marijuana

Non c’è alcuna responsabilità penale in capo al catechista se degli adolescenti fumano gli spinelli nel cortile della canonica.

Non è, certamente, un consiglio ma è un dato di fatto: se i ragazzi che frequentano il catechismo, prima o dopo l’incontro, si fanno una canna nel cortile dell’oratorio, il catechista che li segue non commette alcun reato, nemmeno quello di «agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti». In parole estremamente semplici: in parrocchia si può fumare marijuana senza che il catechista rischi alcunché.

Così ha deciso il tribunale di Rovigo con una sentenza [1] grazie alla quale è stato assolto un uomo accusato di aver consentito ad un gruppo di adolescenti di avere consumato marijuana nei pressi della chiesa presso la quale frequentavano un corso di catechismo post-cresima. Un comportamento abituale, secondo l’esito delle indagini. A giudizio erano finiti i presunti spacciatori ma anche il catechista, contro il quale si ipotizzava l’accusa di permettere alle ragazzine di fumare degli spinelli nel cortile della canonica.

Il reato contestato è uno di quelli contenuti nel Testo unico stupefacenti [2], ovvero l’agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti. La normativa prevede che «chiunque adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito, per questo solo fatto, con la reclusione da 3 a 10 anni e con la multa da 3.000 a 10.000 euro se l’uso riguarda le sostanze e i medicinali compresi nelle tabelle I e II, sezione A, previste dall’articolo 14, o con la reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da 3.000 a 26.000 euro se l’uso riguarda i medicinali compresi nella tabella II, sezione B, prevista dallo stesso articolo 14».

Il Testo aggiunge: «Chiunque, avendo la disponibilità di un immobile, di un ambiente o di un veicolo a ciò idoneo, lo adibisce o consente che altri lo adibisca a luogo di convegno abituale di persone che ivi si diano all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con le stesse pene previste nel comma 1. La pena è aumentata dalla metà a due terzi se al convegno partecipa persona di età minore».

Ed era proprio su questo che si basava l’impianto accusatorio, cioè sul fatto che il catechista avrebbe consentito di adibire uno spazio di cui lui aveva la disponibilità in quel momento (il cortile della canonica) al consumo di stupefacenti, per di più da parte di minorenni. Tuttavia, il giudice veneto è di un altro avviso.

Secondo il tribunale, infatti, è vero che il catechista ha le chiavi della canonica ma è altrettanto vero che al cortile può accedere chiunque attraverso un cancello sul retro della chiesa. Ed è stato soprattutto accertato che il catechista non aveva niente a che fare riguardo il reperimento della marijuana, così come è stato appurato che l’imputato non ha mai adibito il cortile della canonica a luogo di consumo di sostanze stupefacenti. Le adolescenti, infatti, si trattenevano in quello spazio dopo gli incontri di catechismo di loro spontanea volontà, non certo perché ci fosse un festino organizzato o un appuntamento fisso voluto dal catechista. Di conseguenza, aggiunge la sentenza, non c’è nei suoi confronti alcuna responsabilità penale derivata da questi episodi.


note

[1] Trib. Rovigo sent. n. 465/2020.

[2] Art. 79 DPR n. 309/1990.


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7 Commenti

  1. Ma vi rendete conto dell’assurdità di questa decisione? Noi mandiamo i nostri figli in parrocchia immaginando che lì possano seguire la retta via, visto che ormai in questo mondo non fa scalpore fumarsi uno spinello in compagnia a scuola e negli altri centri educativi. Ora, ci mancava anche la parrocchia. Ma dove andremo a finire?

  2. E’ proprio il caso di dire che non c’è più religione. Se questi ragazzini che devono seguire il catechismo per fare la cresima iniziano già adesso a drogarsi che fine faranno da adulti? E perché non vengono opportunamente controllati? Mica noi genitori possiamo essere onnipresenti per tutelarli. Quindi, se li affidiamo nelle mani di gente che si presume essere responsabile ci aspettiamo un certo controllo e la vigilanza da parte loro

  3. E magari i catechisti si fanno le canne insieme a loro. Io sono scioccata. Ma che razza di decisione è mai questa? Ma sono impazziti? SI rendono conto che questi giovani devono avere un controllo, altrimenti così andiamo allo sbaraglio. Io sono scandalizzata e pensare che ragazzine così giovani possano trovare anche chi fornisce questa spazzatura mi fa rabbrividire

    1. Mi scusi si acculturi un po sull’argomento, questa spazzatura come lei la chiama, in altri paesi salva un sacco di vite, purtroppo in Italia siete tutti bigotti e questi commenti ne sono l’esempio lampante

  4. Suvvia, quanta esagerazione per un po’ di marijuana. Non è con uno spinello che i vostri figli andranno sulla via del peccato. Pensate piuttosto a controllarveli a casa e ad impartirgli un’adeguata educazione. Che le cose peggiori sono ben altre… Pensate a chi viene bullizzato, a chi riceve minacce, molestie, ecc. Queste sono cose gravissime. E sono proprio i vostri figli che spesso mandate in chiesa a commettere certi comportamenti che possono poi sfociare in reati gravissimi

  5. Perché non ragionate prima di partire in quarta? Immaginate un catechista che debba controllare tanti ragazzini. Può secondo voi verificare ad esempio se un ragazzo va in cortile e magari si fa uno spinello?

  6. Maddai Guido. Vogliamo credere agli asini che volano? Non prendiamoci in giro. Qui si parla chiaramente di un catechista che ha consentito l’accesso al cortile della parrocchia. E figurati se non sapeva che cosa ci andavano a fare lì i ragazzi. Poi, la puzza di marijuana si sente lontano un miglio. Quindi, non raccontiamoci frottole e non giustifichiamo gli errori altrui. Certo, non sarà stato lui a fornire la marijuana, eh ci mancherebbe altro, però poteva prestare maggiore attenzione visto che al catechismo bisognerebbe andarci per altri motivi e non per fumare

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