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Animali in casa: otto cose da sapere

3 Maggio 2021
Animali in casa: otto cose da sapere

Divieti, diritti e doveri: dal reato agli obblighi di custodia, dal rumore alle aggressioni per finire agli escrementi. Tutto ciò che deve conoscere il proprietario o il detentore dell’animale. 

La riforma del condominio ha modificato le norme – e l’atteggiamento delle persone – nei confronti degli animali in casa. Oggi, non si può impedire di avere animali nel proprio appartamento, salvo ipotesi eccezionali che vedremo qui di seguito.

Dall’altro lato, il detentore dell’animale resta responsabile per i danni e le lesioni da questi prodotte a terzi, a prescindere da un rapporto di proprietà. Quindi, anche il convivente può essere responsabile penalmente nel caso in cui porti a spasso il cane se questo aggredisce qualcuno. 

In questo articolo indicheremo otto cose da sapere sugli animali in casa alla luce di ciò che prevede la nostra legge, per come interpretata dai giudici. Ma procediamo con ordine. 

Animali in casa: divieti

Il condomino non può mai vietare di tenere animali, salvo che il regolamento condominiale approvato all’unanimità disponga diversamente.

In particolare, il quinto comma dell’art. 1138 Codice civile stabilisce che le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici. Per introdurre un divieto del genere, quindi, è necessario che siano d’accordo tutti i condomini. 

Il detentore dell’animale è comunque tenuto a rispettare la normativa sulle immissioni e ad evitare che gli strepiti disturbino il riposo o le occupazioni delle persone. Il divieto, ove previsto, riguarda sia i proprietari che gli inquilini.

Animali in ascensore

Non si può vietare ai condomini di portare gli animali in ascensore, sempre che siano accompagnati. In tal caso, l’eventuale divieto può essere però disposto nel regolamento o con delibera dell’assemblea approvata con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti, in rappresentanza di almeno 500/1.000.

Animali esotici in casa

La norma del Codice, che consente di detenere animali in casa, fa riferimento solo agli animali domestici. Questo significa che ben potrebbe un regolamento o una delibera vietare animali di altro tipo, come quelli esotici (si pensi ai serpenti).

La legge disciplina alcuni animali esotici il cui possesso è illegale in Italia (ad esempio, la scimmia).

Non si possono tenere in casa animali di cui la normativa non consente il possesso. La L. 7/2/1992, n. 150, più volte modificata, vieta la detenzione degli esemplari di mammiferi e rettili selvatici o provenienti da riproduzioni in cattività che, in particolari condizioni ambientali o comportamentali, possono avere effetti mortali o invalidanti per l’uomo. Vietati anche gli animali che, se non sottoposti a controlli sanitari o a trattamenti di prevenzione, possono trasmettere malattie infettive all’uomo. Fra questi, elencati nel decreto del ministro per l’Ambiente 19/4/1996, modificato con D.M. 26/4/2001, rientrano scimmie, topi, leoni, tigri, pantere, vipere.

Chi contravviene al divieto incorre nell’arresto da tre mesi a un anno o nell’ammenda da 7.747 a 103.291 euro. Si può ottenere l’autorizzazione prefettizia alla detenzione di questi animali pericolosi, purché in possesso di idonee strutture di custodia.

Animali in affitto

In caso di affitto, il locatore non può impedire all’inquilino di portare con sé un animale a meno che non sia vietato con apposita clausola nel contratto di locazione. 

L’inquilino è chiaramente responsabile dei danni provocati all’immobile dall’animale (si pensi alle unghiate del gatto sulla porta).

Escrementi

Il proprietario dell’animale deve pulire i luoghi lasciati sporchi da quest’ultimo con i propri escrementi. Diversamente, potrebbe anche essere querelato per getto di cose pericolose. 

Rumori di cani

Il proprietario non può far abbaiare il cane dando così fastidio al condominio. Deve fare di tutto per evitare di infastidirlo o di lasciarlo digiuno, specie quando non è in casa. Diversamente, il giudice penale potrebbe disporne anche il sequestro e scatterebbe il reato di disturbo alla quiete pubblica.

Se si prova che l’animale è molesto se ne può chiedere l’allontanamento al giudice, se del caso con richiesta di provvedimento d’urgenza, con divieto assoluto di ritorno nell’edificio condominiale.

Aggressioni

È sempre responsabile chi ha con sé l’animale per eventuali aggressioni, anche se non ne è il proprietario (ad esempio, il coniuge o il partner). Ciò che conta è la custodia nel momento dell’aggressione. 

Maltrattamento di animali

Gli animali non possono essere lasciati liberi in cortile, né abbandonati per lungo tempo sul balcone. In questi casi, infatti, si può configurare, nelle ipotesi più gravi, l’illecito amministrativo di omessa custodia e malgoverno di animali o il reato di maltrattamento di animali. 



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2 Commenti

  1. Io capisco bene che chi ha un animale in casa ha il diritto di usufruire dell’ascensore come tutti dopo averlo portato a passeggio, però se una persona anziana ha paura e non vuole chiudersi in ascensore con il vicino e l’animale, immagino che la persona, se è intelligente ed educata, offre all’anziano di prendere da solo prima l’ascensore e attende dopo il suo turno…

  2. la vita condominiale è sempre caotica, soprattutto quando qualche condomino ha animali nell’appartamento e non sa come gestirli. Bisogna comportarsi adeguatamente per il quieto vivere. Bisogna fare attenzione a non disturbare i vicini e a mantenere la pulizia delle parti comuni evitando di lasciare i bisogni del cane in giro in giardino e pulendo accuratamente ciò che viene sporcato perché tutti abbiano la possibilità di usufruire degli spazi condominiali

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