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Ricorso contro cartella esattoriale per vizi di notifica

3 Maggio 2021
Ricorso contro cartella esattoriale per vizi di notifica

L’errore commesso dai contribuenti: il ricorso contro la cartella di pagamento per vizi di notifica sanano la nullità o l’inesistenza della cartella stessa. 

In un precedente articolo, pubblicato su questo stesso giornale qualche giorno fa, abbiamo parlato di tutto ciò che c’è da sapere sulla notifica della cartella esattoriale; in quella sede, abbiamo evidenziato alcuni dei tipici vizi di procedura che possono inficiare la validità della cartella stessa. Questo perché, se è vero che lo scopo della notifica è portare l’atto a conoscenza del suo destinatario, è anche vero che se tale obiettivo non viene raggiunto, l’atto è invalido. 

Ma bisogna fare attenzione a non cadere in equivoco: proporre un ricorso contro una cartella esattoriale per vizi di notifica è controproducente se lo si fa troppo presto, ossia contro la cartella in questione. Questo perché, così facendo, si dimostra di aver comunque preso visione della busta e, in tal caso, ogni eventuale contestazione non è più sollevabile. 

Sembra paradossale ma è proprio così: il ricorso contro il vizio di notifica sana il vizio stesso. A chiarirlo è stata la stessa Cassazione con una serie di pronunce che, ormai, hanno formato un orientamento stabile e consolidato [1]. 

Cerchiamo di capire meglio, qui di seguito, perché fare ricorso contro una cartella per vizi di notifica può essere un autogol e, in tali ipotesi, come ci si deve comportare per evitare il pagamento del debito fiscale. 

Gravi irregolarità della notifica: si può fare ricorso?

Nel caso in cui una cartella non venga notificata correttamente e, quindi, la procedura presenti profili di nullità o inesistenza, l’eventuale ricorso al giudice ne determina la sanatoria se risulta, in modo inequivoco, che il destinatario ne ha avuto piena conoscenza entro il termine di decadenza fissato dalla legge. Il fondamento di tale regola è presto spiegato.

La notifica serve a rendere edotto il contribuente della pretesa esattoriale rivolta nei suoi confronti; in tal modo, egli può sottoporla a verifica ed eventualmente esercitare il proprio diritto di difesa sollevando l’opposizione entro 60 giorni dalla notifica stessa. 

Se la notifica è viziata ma il contribuente prende ugualmente conoscenza dell’atto, il suo diritto alla difesa non è in alcun modo compromesso: egli, infatti, nonostante l’errore dell’ufficiale giudiziario o del postino, può comunque fare ricorso proprio perché l’atto è pervenuto nelle sue mani. 

Quando la notifica raggiunge il proprio scopo, ossia perviene nelle mani del destinatario, a prescindere dalle modalità con cui ciò sia avvenuto, gli eventuali vizi si sanano automaticamente.

Fare ricorso contro una cartella significa aver preso conoscenza della sua esistenza: e questo perché, altrimenti, non si sarebbe neanche intentato il ricorso contro un atto ignoto al contribuente. Del resto, con il ricorso va sempre allegato l’atto impugnato. Ed allora, se questo è nelle mani del contribuente significa che la notifica ha raggiunto il suo scopo.

In buona sostanza, una volta che il contribuente ha ricevuto la cartella esattoriale – a prescindere dalle modalità con cui ciò sia avvenuto – egli può verificarne il contenuto, contestarne le voci, giudicare se la pretesa è corretta o meno e, pertanto, fare ricorso; ma non può di certo contestare il vizio di notifica visto che l’atto è pervenuto nelle sue mani, determinandone la conoscenza. 

I precedenti

Anche i giudici di merito si sono allineati all’interpretazione dei giudici di legittimità. La commissione tributaria regionale dell’Abruzzo [2] ha sostenuto che la contestazione fa presumere la conoscenza e sana le irregolarità della notifica. Per il perfezionamento della notificazione è sufficiente che l’atto sia entrato nella disponibilità del destinatario, anche quando lo stesso non ne prenda materialmente visione perché si rifiuta di riceverlo o non lo ritira presso la casa comunale o l’ufficio postale. È richiesto che siano state compiute dal soggetto autore della notificazione tutte le formalità previste dalla legge e non che il destinatario abbia avuto effettiva conoscenza dell’atto. 

L’articolo 6 dello Statuto dei diritti del contribuente (legge 212/2000) prevede che l’amministrazione sia tenuta ad assicurare l’effettiva conoscenza degli atti. Ma secondo la Cassazione la notifica ha come finalità quella di garantire un alto grado di conoscibilità dell’atto.

Come fare ricorso contro cartella esattoriale per vizi di notifica

Per fare ricorso contro una cartella esattoriale per i vizi di notifica è necessario dimostrare che questa non è stata mai ricevuta. Il che può succedere, ad esempio, quando si impugna:

  • l’estratto di ruolo dal quale risulti una cartella notificata che invece il contribuente non ha mai ricevuto;
  • un successivo atto della procedura di riscossione (ad esempio, un pignoramento, un fermo, un’ipoteca, una intimazione di pagamento), sul presupposto (evidentemente falso) che la precedente cartella sia stata correttamente notifica.

Quanto all’estratto di ruolo, ben è possibile che il contribuente si faccia consegnare tale documento allo sportello dell’Agente della Riscossione e solo allora prenda contezza di una notifica che in realtà non ha mai ricevuto. In tal caso, impugnando l’estratto, si può contestare il vizio della precedente notifica – che non ha mai raggiunto il suo scopo – con conseguente annullamento della cartella.

Quanto invece al successivo atto della riscossione, si pensi al caso di un soggetto che riceva un preavviso di fermo amministrativo sul presupposto di una cartella mai arrivata alla sua residenza: anche in questo caso, impugnando il preavviso, si ottiene l’annullamento della cartella per vizio di notifica. 


note

[1] Cass. ord. n. 30794/2018

[2] Ctr Abruzzo sent. n. 734/2018.


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