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Obblighi della banca col garante e per la fideiussione: Cassazione

3 Maggio 2021
Obblighi della banca col garante e per la fideiussione: Cassazione

Fideiussione e obblighi informativi dell’istituto di credito in caso di peggioramento delle condizioni economiche del garante. 

Mutamento delle condizioni patrimoniali del debitore principale e obbligo di informare il fideiussore 

La mancata richiesta di autorizzazione al fideiussore non può configurare una violazione contrattuale liberatoria ove la conoscenza delle difficoltà economiche in cui versa il debitore principale debba presumersi comune anche al fideiussore in presenza di circostanze che possano giustificare tale presunzione (come nell’ipotesi in cui debitrice sia una società nella quale il fideiussore ricopre la carica di amministratore o della quale sia socio, ovvero sia coniuge o familiare convivente). Tale valutazione comporta apprezzamento di fatto da ritenersi riservato al giudice del merito, insindacabile nel giudizio di legittimità, senza alcun automatismo inferenziale dal solo rapporto parentale. 

Corte di cassazione, sezione VI-3, ordinanza 7 gennaio 2021 n. 54 

Se, nell’ambito di un rapporto di apertura di credito in conto corrente, si manifesta un significativo peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore rispetto a quelle conosciute al momento dell’apertura del rapporto, tali da mettere a repentaglio la solvibilità del debitore medesimo, la banca creditrice, la quale disponga di strumenti di autotutela che le consentano di porre termine al rapporto impedendo ulteriori atti di utilizzazione del credito che aggraverebbero l’esposizione debitoria, è tenuta ad avvalersi di quegli strumenti anche a tutela dell’interesse del fideiussore inconsapevole, alla stregua del principio cui si ispira l’art. 1956 c.c., se non vuole perdere il beneficio della garanzia, in conformità ai doveri di correttezza e buona fede ed in attuazione del dovere di salvaguardia dell’altro contraente, a meno che il fideiussore manifesti la propria volontà di mantenere ugualmente ferma la propria obbligazione di garanzia.

Cassazione civile sez. I, 22/10/2010, n.21730

La banca che concede finanziamenti al debitore principale, pur conoscendone le difficoltà economiche, fidando nella solvibilità del fideiussore, senza informare quest’ultimo dell’aumentato rischio e senza chiederne la preventiva autorizzazione, incorre in violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza e di buona fede contrattuale.

La mancata richiesta di autorizzazione non può tuttavia configurare una violazione contrattuale liberatoria se la conoscenza delle difficoltà economiche in cui versa il debitore principale è comune, o dev’essere presunta tale, come nell’ipotesi in cui debitrice sia una società nella quale il fideiussore ricopre la carica di amministratore.

Cassazione civile sez. I, 21/02/2006, n.3761

Erogazione di finanziamenti al debitore in peggioramento: non c’è responsabilità della banca se il fideiussore conosce le difficoltà economiche del debitore

La banca creditrice che, pur in presenza di clausola di dispensa dall’onere di conseguire una specifica autorizzazione del fideiussore per nuove concessioni di credito, conceda finanziamenti al debitore principale, conoscendone o dovendone conoscere la difficoltà economiche, in caso di mutamento delle sue condizioni patrimoniali, senza informare il fideiussore, è responsabile per violazione dei principi di correttezza e buona fede, con conseguente nullità della garanzia fideiussoria. Deve – tuttavia – escludersi la responsabilità della banca qualora si possa presumere che il fideiussore sia a conoscenza delle difficoltà economiche in cui versa il debitore principale, come nella ipotesi in cui debitrice sia una società nella quale il fideiussore ricopre la carica di amministratore o di legale rappresentante o di socio.

Cassazione civile sez. I, 15/02/2016, n.2911

Estinzione della fideiussione e liberazione del fideiussore per obbligazione futura 

La banca che concede finanziamenti al debitore principale, pur conoscendone le difficoltà economiche, fidando nella solvibilità del fideiussore, senza informare quest’ultimo dell’aumentato rischio e senza chiederne la preventiva autorizzazione, incorre in violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza e di buona fede contrattuale.

La mancata richiesta di autorizzazione non può tuttavia configurare una violazione contrattuale liberatoria se la conoscenza delle difficoltà economiche in cui versa il debitore principale è comune, o dev’essere presunta tale, come nell’ipotesi in cui debitrice sia una società nella quale il fideiussore ricopre la carica di amministratore. 

Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 21 febbraio 2006 n. 3761 

Nella fideiussione per obbligazione futura l’onere del creditore, previsto dall’art. 1956 cod. civ., di richiedere l’autorizzazione del fideiussore prima di far credito al terzo, le cui condizioni patrimoniali siano peggiorate dopo la stipulazione del contratto di garanzia, assolve alla finalità di consentire al fideiussore di sottrarsi, negando l’autorizzazione, all’adempimento di un’obbligazione divenuta, senza sua colpa, più gravosa.

I presupposti di applicabilità dell’art. 1956 cod. civ. non ricorrono allorché nella stessa persona coesistano le qualità di fideiussore e di legale rappresentante della società debitrice principale, giacché in tale ipotesi la richiesta di credito da parte della persona obbligatasi a garantirlo comporta di per sé la preventiva autorizzazione del fideiussore alla concessione del credito. 

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 5 giugno 2001 n. 7587



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