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Possibile l’addebito della separazione per “mobbing familiare”

30 marzo 2014


Possibile l’addebito della separazione per “mobbing familiare”

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2014



Il coniuge che subisca costanti umiliazioni, silenzi, sopraffazioni può chiedere l’addebito della separazione per il cosiddetto “mobbing familiare” oltre al risarcimento dei danni subiti.

Se il termine mobbing viene spesso usato per indicare il comportamento ostile, vessatorio e denigratorio del datore di lavoro nei confronti del dipendente, anche nelle famiglie possono ravvisarsi situazioni di questo tipo. A riguardo si parla di “mobbing familiare o coniugale” nei casi in cui un coniuge pone comportamenti coercitivi e persecutori nei confronti dell’altro.

Come può riconoscersi il mobbing familiare?

Sotto un profilo comportamentale, il più delle volte il mobbing familiare può manifestarsi attraverso:

1. silenzi

2. umiliazioni

3. offese

4. indifferenza

5. sopraffazione

L’obiettivo del coniuge “mobbizzatore” (o mobber) è di distruggere psicologicamente l’altro coniuge detto “mobbizzato”, annientandone l’autostima e la forza di reazione.

Quali sono le caratteristiche del coniuge “mobbizzatore”?

Di norma, il mobber assume atteggiamenti subdoli, sottili, che procurano danni – anche rilevanti – sulla sfera psichica della vittima. Così, il coniuge maltrattato arriva a presentare problematiche di salute (per esempio: depressione, ansia, disturbi neurovegetativi) che distruggono lentamente la sua autostima, spingendola, in alcuni casi, a gesti estremi come il suicidio o a fenomeni di autolesionismo.

Situazioni di questo tipo si concretizzano anche in seri danni alla psiche dei figli, dando origine alla cosiddetta “sindrome da alienazione genitoriale“.

Tra l’altro, la Cassazione [1], con una sentenza di un paio di anni fa, ha riconosciuto espressamente il risarcimento per la “sindrome da alienazione genitoriale”. Nel caso di specie, una moglie aveva dovuto indennizzare il marito e la figlia perché, con comportamenti ostruzionistici, aveva ostacolato il rapporto padre-figlia, screditando la figura dell’uomo agli occhi della bambina ed impedendo a quest’ultima di vedere il padre.

Esiste una legge che disciplina il “mobbing familiare”?

Non esiste una legge che definisca e sanzioni il “mobbing familiare”, divenendo quest’ultima più una definizione sociale che non giuridica. Tuttavia, ciò non significa che non vi siano forme di tutela e, soprattutto, di sanzioni.

Anzi, anche le aule di tribunali ne hanno preso coscienza. La prima volta che un giudice ha parlato di tale fenomeno è stata in occasione di una sentenza della Corte d’Appello di Torino [2] che ha riassunto, nella formula di “mobbing“, tutti quei comportamenti emarginanti, irriguardosi, offensivi esternati in privato ed in pubblico, nonché tutte quelle azioni che violano il principio costituzionale [3] di uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.

Con tale pronuncia, la Corte di Appello ha riconosciuto l’addebito della separazione al marito che aveva offeso ripetutamente la moglie, anche sul piano estetico, in privato ed in pubblico, facendole pesare le modeste condizioni della famiglia d’origine e, in più occasioni, l’aveva invitata ad andarsene da casa.

Il coniuge mobbizzato può chiedere un risarcimento per i danni subiti?

Il coniuge che ha subito tali maltrattamenti psicologici può chiedere, in una causa di tipo “civile”, il risarcimento dei danni.

Il primo Tribunale che ha riconosciuto al coniuge un danno “da mobbing familiare” è stato il Tribunale di Firenze [4]. In tale occasione è stata accolta la richiesta di risarcimento presentata da una donna che, a causa delle continue vessazioni e violenze psicologiche del marito, era finita in cura da uno psichiatra. Secondo i giudici fiorentini, all’interno di un matrimonio i diritti inviolabili della persona quali la salute, l’immagine, la personalità e il decoro restano sacri ed intangibili.

note

[1] Cass. sent. n. 7452 del 2012.

[2] C. App. Torino sent. 21.02.2000.

[3] Art. 3 Cost.

[4] Trib. Firenze sent. del 13.06.2000.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. il mio ex ha tre denunce per stalking, e una per firma falsa, e richiedeva lui l’addebito………..per fortuna non glielo hanno concesso, altrimenti su di me ci sarebbe stata pure la violenza umiliante del tribunale……….ma l’ingiustizia la subisco ancora………la derisone dei carabinieri………..

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