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Quanto guadagna un dog sitter?

24 Agosto 2021 | Autore:
Quanto guadagna un dog sitter?

Quali sono le tariffe orarie applicate in media da chi accudisce un cane? Può diventare una professione? Serve la partita Iva?

Se sei disoccupato oppure hai parecchio tempo libero e ti piacciono gli animali, i cani in particolare, puoi sempre valutare di diventare dog sitter. Quello che sembra un mestiere qualunque può dare invece molte soddisfazioni, oltre ad essere un’attività remunerativa. Vuoi sapere quanto guadagna un dog sitter?

Si tratta di una figura molto più richiesta di quel che si possa pensare. Considera che molte persone devono lasciare il loro cane da solo durante il giorno per potersi recare al lavoro, partendo la mattina presto e tornando all’ora di cena. Tenere un cane incustodito in appartamento, magari in un condominio, potrebbe creare qualche problema con i vicini, oltre a rendere l’animale irrequieto perché bisognoso di muoversi in uno spazio più ampio: una passeggiata o una corsa al parco rende il cane più sereno. Ci vuole, però, chi lo accompagni, lo tenga pulito, gli dia da mangiare, lo porti a fare i bisognini, ci giochi insieme.

Se ti attira l’idea di impegnare in questo modo la tua giornata o una parte delle ore che hai a disposizione per arrotondare uno stipendio che hai già, vediamo quanto guadagna un dog sitter, cioè quanto potresti portarti a casa.

Dog sitter: che cosa deve fare?

Come per ogni lavoro, vediamo prima che cosa deve fare un dog sitter e, poi, arriveremo alla parte economica.

Diciamo, innanzitutto, che non ci troviamo per forza di fronte ad un’attività da pagare in nero: il dog sitter va visto come una figura professionale che si occupa della cura e dell’assistenza di un animale domestico, in questo caso il cane.

In linea generale, il compito del dog sitter è quello di prendere in affidamento il cane per il tempo che rimane da solo a causa degli impegni del suo padrone: la giornata di lavoro, la mezza giornata in cui deve fare una visita ospedaliera, qualche ora serale che consente ai proprietari dell’animale di uscire a cena con gli amici, ecc.

Significa che chi accudisce il cane deve portarlo in giro per permettergli di fare i suoi bisogni, per una passeggiata o per un po’ di attività motoria al parco. Ma dovrà anche assisterlo – se gli viene richiesto – di pensare a dargli da mangiare e da bere, a somministrargli una medicina se ne avesse bisogno, a portarlo dal veterinario, a giocare con lui, a tenerlo pulito con l’adeguata toelettatura.

Dog sitter: bisogna fare dei corsi?

Si parte dal presupposto che chi si offre come dog sitter ha la passione per gli animali, magari in particolare per i cani. Per questo motivo, molto probabilmente, ha già avuto il suo amico a quattro zampe a casa e sa riconoscere le sue esigenze, sa come comportarsi con lui, ecc.

Tuttavia, non tutti i cani sono uguali e, soprattutto all’inizio, quando l’animale non conosce la persona che si prende cura di lui, può sorgere qualche problema.

Per questo motivo, soprattutto chi intende svolgere l’attività di dog sitter come professione, può seguire dei corsi in cui si imparano delle procedure e delle forme di comportamento ben precise per instaurare quanto prima un buon rapporto con l’animale.

Ciò non vuol dire che per fare questa attività occorra per forza avere un titolo o un attestato. Diciamo che è opportuno ma non obbligatorio. Certamente, potrebbe dare una chance in più non indifferente nel momento in cui bisogna passare una selezione per ottenere il posto.

Non va dimenticato che, nel momento in cui si prende cura dell’animale, il dog sitter diventa il responsabile di quel che può succedere al cane ma anche di eventuali danni che il cane potrebbe procurare a cose o persone. Ecco perché la preparazione diventa un elemento fondamentale.

Dog sitter: ricevuta o fattura?

La scelta sul modo in cui pagare le tasse dipende da quanto guadagna un dog sitter, cioè dal suo giro di clienti e dall’impegno che si prende. Se si tratta di tenere un cane un paio di ore al giorno, probabilmente conviene optare per la ricevuta fiscale con ritenuta d’acconto del 20% e non per la partita Iva, riportando il guadagno sulla dichiarazione dei redditi.

È importante, in ogni caso, tenere presente la soglia sotto la quale è possibile lavorare «a ricevuta»: 5.000 euro all’anno. Oltre questa cifra, occorrerà aprire una partita Iva e presentare regolare fattura per incassare i propri compensi.

Dog sitter: quanto guadagna?

Se è vero che ciascuno può applicare le proprie tariffe per decidere quanto guadagnare come dog sitter, poiché non esiste un vero e proprio tariffario oppure un contratto nazionale di categoria, è altrettanto vero che stare troppo bassi o troppo alti rispetto alla media del mercato può essere controproducente.

L’importo della prestazione varia a seconda del tempo dedicato all’animale: non è lo stesso lavorare con un cane un paio di ore al giorno o farlo per l’intera giornata da lunedì a venerdì mentre i padroni del cane sono al lavoro. Non è lo stesso farlo alle 10 del mattino o dopo cena. Come non è nemmeno lo stesso farlo in settimana o nei giorni festivi.

Mediamente, un dog sitter può guadagnare dai 7 ai 18 euro all’ora, a seconda del numero delle ore, del tipo di cane (tra un chihuahua e un pitbull c’è differenza), dei compiti richiesti, del fatto di assisterlo a casa propria o a domicilio. Di norma, solo per portare il cane a spasso vengono richiesti 10 euro.

In questo modo, calcolando un minimo di 7 euro all’ora, se il dog sitter è impegnato 9 ore al giorno (le otto in cui il padrone lavora, più la mezz’ora del mattino e la mezz’ora della sera per consentire al proprietario del cane di andare e tornare) potrebbe racimolare un guadagno giornaliero di 63 euro. Per cinque giorni la settimana sarebbero 315 euro. Per quattro settimane fanno 1.260 euro. Uno stipendio più che dignitoso, se il padrone dell’animale si può permettere di arrivare a questa cifra e non valuta la convenienza di stare lui a casa a curare il suo cane anziché dare ad un altro lo stipendio che guadagna fuori (o poco meno).

Con una cifra del genere (ma anche con meno della metà) il dog sitter sarebbe, comunque, costretto ad aprire una partita Iva e riflettere sulle tasse che deve pagare in questo caso. Considera che il tetto dei 5.000 euro all’anno oltre il quale occorre fare fattura e non ricevuta con ritenuta d’acconto significa avere un guadagno mensile non superiore a 466,67 euro. Quindi, se si lavora tutto l’anno, bastano 467 euro al mese per dover fare la partita Iva. E valutare di aumentare la tariffa, per evitare che sia lo Stato l’unico ad incassare. Senza aver mai portato un cane a spasso.



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2 Commenti

  1. Alcuni miei amici si sono trasferiti all’estero. Oltre a svolgere la loro attività lavorativa, arrotondano come dog sitter. Non avrei mai immaginato che potessero guadagnare così tanti soldi. Fuori, danno molta importanza a questa figura e sono disposti a togliere fior di quattrini purché il loro amico a quattro zampe sia ben accudito quando i padroni decidono di andare in vacanza. E poi finiscono per affezionarsi e quindi una volta che sei entrato nelle loro grazie, finiscono per scegliere sempre lo stesso dog sitter anche perché il cane instaura con lui un certo legame

  2. Ho iniziato per gioco il lavoro da dog sitter. Visto che amo i cani, ho pensato che potevo guadagnare qualche soldino badando a questi cuccioli quando i padroni non sapevano a chi lasciare il loro Fido. Così c’è stato un passaparola e la gente ha iniziato a chiamarmi. Ho deciso di aprire un’attività e seguo un tot di cani, così ora ho uno stipendio fisso

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