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Auto danneggiata in parcheggio: Cassazione

4 Maggio 2021
Auto danneggiata in parcheggio: Cassazione

Reato di danneggiamento e aggravante dell’esposizione alla pubblica fede nel danneggiamento di un’auto in sosta nel parcheggio.

Reato di danneggiamento e aggravante dell’esposizione a pubblica fede 

In tema di aggravante di cui al n. 7 dell’art. 625 c.p., la “ratio” dell’aggravamento della pena non è correlata alla natura – pubblica o privata – del luogo ove si trova la “cosa”, ma alla condizione di esposizione di essa alla “pubblica fede”, che ricorre anche se la cosa si trovi in luogo privato cui, per mancanza di recinzioni o sorveglianza, si possa liberamente accedere. (Fattispecie di danneggiamento aggravato nella quale la Corte ha escluso la ricorrenza dell’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede, atteso che il parcheggio in cui si trovava l’autovettura era sottoposto a continua sorveglianza ed accessibile solo a soggetti detentori di “pass”, sottoposti a controllo all’ingresso da parte di personale di guardia).

Cassazione penale sez. II, 08/09/2020, n.29171

Danneggia l’auto custodita nel parcheggio con sorveglianza 

La ratio dell’aggravamento della pena previsto dall’art. 625 n. 7, terza ipotesi, c.p., non è correlata alla natura – pubblica o privata – del luogo ove si trova la cosa, ma alla sua condizione di esposizione alla pubblica fede, che ricorre quando la cosa trovi protezione solo grazie al senso di rispetto per l’altrui bene da parte di ciascun consociato; è perciò possibile ritenere che questa condizione possa sussistere anche se la cosa si trovi in un luogo privato a cui, per mancanza di recinzioni o sorveglianza, si possa liberamente accedere.

Per la sussistenza dell’aggravante de qua, occorre pertanto che la cosa trovi protezione solo in base ad una sorta di senso civico e che il bene si trovi in un luogo privato privo di recinzioni o sorveglianza ove chiunque possa accedere liberamente (esclusa, nella specie, l’aggravante de quo per il danneggiamento di un’auto parcheggiata in area di proprietà della Marina Militare accessibile solo al personale in servizio oppure a soggetti esterni muniti di pass che veniva controllato dai militari di guardia all’ingresso).

Cassazione penale sez. II, 08/09/2020, n.29171

Auto in sosta nel parcheggio di un esercizio commerciale

La ratio dell’aggravamento della pena previsto dall’art. 625 n. 7, terza ipotesi, c.p., non è correlata alla natura – pubblica o privata – del luogo ove si trova la cosa, ma alla sua condizione di esposizione alla pubblica fede, che ricorre quando la cosa trovi protezione solo grazie al senso di rispetto per l’altrui bene da parte di ciascun consociato; è perciò possibile ritenere che questa condizione possa sussistere anche se la cosa si trovi in un luogo privato a cui, per mancanza di recinzioni o sorveglianza, si possa liberamente accedere (fattispecie relativa al danneggiamento aggravato, perché esposta alla pubblica fede, di una vettura in sosta nel parcheggio di un esercizio commerciale).

Cassazione penale sez. II, 19/04/2017, n.24131

Auto parcheggiata in autogrill

La circostanza aggravante dell’esposizione alla pubblica fede è configurabile anche in caso di sorveglianza saltuaria quando la cosa si trovi in luoghi privati ma aperti al pubblico, posto che la ragione dell’aggravamento consiste nella volontà di apprestare una più energica tutela a quelle cose mobili che sono lasciate dal possessore, in modo permanente o temporaneo, senza custodia continua. (Nella fattispecie la Corte ha ritenuto l’aggravante applicabile al danneggiamento provocato ad un’autovettura in sosta nel parcheggio di un “autogrill”).

Cassazione penale sez. II, 09/12/2008, n.561

Risarcimento danno auto in parcheggio

Al contratto atipico di parcheggio si applicano le norme relative al contratto di deposito, sicché il depositario assume verso il depositante l’obbligo di restituzione della cosa nello stato in cui è stata consegnata, nonché, in caso di sottrazione, quello di risarcimento del danno, salvo che provi l’imprevedibilità e l’inevitabilità della perdita, nonostante l’uso della diligenza del buon padre di famiglia, e dunque la non imputabilità dell’inadempimento.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione del giudice di merito che aveva ravvisato la responsabilità del depositario, in difetto di prova che l’addetto alla riconsegna dell’autovettura avesse verificato che il possessore della contromarca fosse effettivamente autorizzato al ritiro dell’auto, ovvero che il tagliando dal medesimo esibito fosse stato diligentemente controllato nella sua autenticità).

Cassazione civile sez. III, 28/10/2014, n.22807



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