Diritto e Fisco | Editoriale

Ecco perché la Tasi peserà più dell’Imu

31 Marzo 2014
Ecco perché la Tasi peserà più dell’Imu

L’assenza di detrazioni per la Tasi renderà la nuova imposta più pesante per le abitazioni di valore medio basso.

Con la nuova Tasi sull’abitazione principale il rischio di rimpiangere la vecchia Imu è più che concreto, soprattutto per le case di valore medio-basso. Le abitazioni di pregio sono invece sicuramente al riparo, perché per esse la Tasi peserà sicuramente meno dell’Imu.

Il problema è nelle detrazioni. Esse erano previste nell’Imu e cancellavano l’imposta per 5 milioni di abitazioni principali (più di un quarto del totale) di valore basso e la abbassavano per quelle di valore medio. Tali detrazioni, però, nella Tasi sono del tutto assenti.

Così, per consentire e finanziare le detrazioni anche con la Tasi, il Governo ha previsto la possibilità per i Comuni di applicare un’aliquota aggiuntiva – lo 0,8 per mille – da applicare sulla abitazione principale o su altri immobili o da dividere su entrambe. Ma è un’opzione e quindi i Comuni possono anche ignorarla. Con la conseguenza che non è detto che le detrazioni vi saranno.

Un fatto, però, è certo: l’Imu standard escludeva dal pagamento tutte le case fino a 53mila euro di valore catastale (i cinque milioni di immobili citati prima; con i figli conviventi, grazie agli sconti aggiuntivi, la soglia esclusa si alzava), mentre la Tasi standard chiede qualcosa a tutti.

I segnali che arrivano, soprattutto dalle maggiori città – e quindi in termini statistici con un peso particolarmente rilevante – mostrano che sindaci e assessori sono pronti a usare la mano pesante.

Il termine per fissare le aliquote per i Comuni scadrebbe a fine aprile, ma molte amministrazioni verranno rinnovate dopo poche settimane, con le elezioni amministrative; è prevedibile pertanto che bisognerà aspettare luglio per sapere quanto si dovrà pagare.

I capoluoghi che hanno già deciso sulla imposta sono pochi (tra questi Aosta, Pordenone, Novara e Modena).

A Milano, per esempio, si prevede un’aliquota Tasi al 2,8% e i cambiamenti per esenzioni e detrazioni potrebbero portare a un rincaro rispetto all’Imu. A Roma, invece, l’orientamento è quello di fissare l’aliquota al 2%.


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Autore immagine: 123rf.com


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