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Quando non si può pignorare l’auto?

5 Maggio 2021
Quando non si può pignorare l’auto?

Pignoramento automobile: come funziona e quando è vietato. La differenza con il fermo amministrativo e il relativo divieto per i mezzi strumentali. 

Chi non paga i debiti può subire il pignoramento dell’auto. Ma attenzione a distinguere tra pignoramento e fermo amministrativo: si tratta di due provvedimenti distinti che portano a conseguenze completamente differenti e che, peraltro, possono essere posti in essere non dallo stesso soggetto. 

È normale allora chiedersi: quando non si può pignorare l’auto? Cerchiamo di fare il punto della situazione, partendo da un preliminare principio di carattere generale: quello della cosiddetta «responsabilità patrimoniale».

Chi contrae un’obbligazione è responsabile dell’esatto adempimento di essa con tutto il suo patrimonio, presente e futuro. In questa espressione, contenuta nel Codice civile, si condensa tutto il senso del pignoramento dei beni del debitore. Solo la legge può escludere dal pignoramento determinati beni.

Dopo che, nel 2006, il cosiddetto Decreto del fare, adottato dal Governo Letta, ha escluso dai beni pignorabili la «prima casa» (almeno per i debiti derivanti da cartelle esattoriali) e ha limitato il fermo amministrativo ai veicoli strumentali all’esercizio della professione e dell’attività imprenditoriale, ci si è più volte chiesto quando non si può pignorare l’auto. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Si può pignorare l’auto?

Come anticipato, l’auto rientra tra i beni pignorabili del debitore. 

La pignorabilità dell’auto fa sì che tale bene possa essere messo all’asta giudiziaria o che il creditore ne possa chiedere l’assegnazione diretta, al valore di mercato risultante dai listini ufficiali (divenendone così proprietario).

L’eventuale cointestazione dell’auto con un altro soggetto non ne pregiudica il pignoramento, con l’unica differenza che il ricavato dalla vendita andrà diviso al 50% con il cointestatario.

Come si pignora l’auto?

Ci sono due modi per pignorare l’auto. Il primo, quello tradizionale, avviene nelle forme del cosiddetto pignoramento mobiliare: l’ufficiale giudiziario si reca nella residenza o nel domicilio del debitore e lì sottopone a pignoramento tutti i beni che vi rinviene, anche l’auto sotto casa o custodita nel garage. Il bene resta nella disponibilità del debitore fino al giorno dell’asta, fissata dal giudice. In quel momento, verranno valutate le offerte presentate da eventuali partecipanti. Il bene sarà aggiudicato al miglior offerente, secondo i meccanismi tipici delle aste giudiziarie.

Il secondo modo per pignorare l’auto è molto più semplice e immediato, ed è il frutto di una recente riforma. Tutto avviene telematicamente. Non c’è bisogno che l’ufficiale si rechi presso il debitore e rinvenga il veicolo: il mezzo viene individuato tramite un collegamento ai registri del Pra. Al debitore viene notificato un atto di pignoramento, con l’invito a consegnare il veicolo entro 10 giorni all’Istituto Vendite Giudiziarie.

Differenza tra pignoramento auto e fermo amministrativo

Cosa completamente diversa dal pignoramento è il fermo amministrativo. Questa misura può essere posta solo dall’Agente per la Riscossione Esattoriale (che, per i crediti erariali, è Agenzia Entrate Riscossione mentre, per i crediti degli enti locali, sono società private che hanno firmato una convenzione con il Comune, la Provincia o la Regione). Il creditore privato può solo operare un pignoramento ma mai un fermo amministrativo. 

A differenza del pignoramento, che è rivolto a vendere l’auto e quindi ad espropriarla, il fermo amministrativo è solo una misura cautelare: esso comporta il divieto di utilizzare l’auto (che pertanto deve rimanere ferma e non può essere messa in circolazione), allo scopo di non determinarne un deprezzamento o un danneggiamento. Il bene però resta nella proprietà del debitore che ne è anche custode. Il fermo serve così a preservare l’integrità dell’auto prima di un successivo ed eventuale pignoramento. Pignoramento però che, nella prassi, quasi mai avviene. L’esattore, infatti, si limita ad effettuare semplicemente il fermo atteso che, il più delle volte, tale misura è di per sé sufficiente ad ottenere il pagamento del debito o una rateizzazione dello stesso. 

In buona sostanza, se il pignoramento comporta l’esproprio del bene non appena c’è l’aggiudicazione, il fermo invece (che può eseguire solo l’esattore) lascia impregiudicata la proprietà ma implica il divieto di circolazione. 

Quando non si può pignorare l’auto?

Non esiste alcun limite al pignoramento dell’auto. Non esistono norme che esentino determinate categorie di debitori da tale misura. Sicché, è ben possibile pignorare: 

  • l’unica auto, anche laddove questa sia necessaria per lavorare;
  • l’auto acquistata coi benefici della legge 104;
  • l’auto utilizzata dal disabile per muoversi;
  • l’auto utilizzata dal malato, necessitato a recarsi in ospedale per terapie salvavita;
  • l’auto usata per recarsi al lavoro.

Per ciascuna di tale ipotesi abbiamo scritto un approfondimento nell’articolo “Quando l’auto non è pignorabile?“.

Il cosiddetto “decreto del fare” ha stabilito solo il divieto di fermo amministrativo per le auto strumentali all’esercizio della professione e dell’attività imprenditoriale. È “strumentale” non già il veicolo che serve per recarsi al lavoro ma quello connesso allo svolgimento dell’attività e ad essa necessario: si pensi all’auto dell’agente di commercio, al furgoncino che serve alla consegna del pane, al trattore, ecc. In questi casi, il veicolo si inserisce nel processo produttivo ed è ad esso indispensabile. 

Per le ragioni appena esposte, la giurisprudenza ha escluso il beneficio in commento al lavoratore dipendente, anche laddove questi utilizzi l’auto per recarsi in azienda. Per la stessa ragione, è stata esclusa la possibilità di invocare il divieto di fermo anche per l’auto necessaria al disabile – titolare della legge 104 – per lo spostamento: la legge non lo prevede né è possibile un’interpretazione analogica.

Il debitore che, scaduti i sessanta giorni dalla consegna della cartella esattoriale, riceve il preavviso di fermo ha 30 giorni di tempo dalla sua notifica per dimostrare all’esattore la strumentalità dell’auto ed escluderla dal fermo amministrativo. 

Esiste poi un’altra norma da tenere in considerazione che riguarda il limite di pignoramento per i beni strumentali all’esercizio dell’attività: questi sono pignorabili nel limite massimo di un quinto qualora il debitore non possegga altri beni utilmente pignorabili. L’ipotesi si applica ai debitori costituiti in forma di impresa o ditta individuale. Quando l’ufficiale giudiziario non trova altri beni da sottoporre a pignoramento può, in ultima analisi, pignorare il veicolo necessario all’esercizio dell’attività, tenendo tuttavia conto che i quattro quinti del ricavato andranno restituiti al debitore stesso. Ciò fa sì che difficilmente si proceda al pignoramento dell’auto dell’imprenditore, a meno che non si tratti di un parco auto (ad esempio, la società di leasing). 



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