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Mancato versamento della ritenuta d’acconto: il professionista non è responsabile

31 marzo 2014


Mancato versamento della ritenuta d’acconto: il professionista non è responsabile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 marzo 2014



Illegittimo l’accertamento a carico dell’avvocato o del commercialista se il cliente non ha versato le ritenute d’acconto all’erario; si presume la buona fede del contribuente.

Si avvicina la scadenza della dichiarazione dei redditi e, quindi, il momento di verificare che, nella contabilità del professionista, siano presenti tutte le attestazioni di versamento della ritenuta d’acconto rilasciate dai clienti.

Non esiste avvocato, notaio o commercialista che non abbia dovuto inseguire i propri committenti nel tentativo di farsi rilasciare, entro i termini, la suddetta attestazione.

A spezzare però una lancia a favore dei professionisti “incolpevoli” interviene una recente sentenza della Commissione Tributaria di Sondrio [1]. Secondo i giudici tributari è illegittimo l’accertamento a carico del professionista se il cliente non ha versato, a suo favore, la ritenuta d’acconto all’erario. Infatti, si presume sempre la buona fede del contribuente in relazione all’obbligo fiscale del sostituto d’imposta.

Come noto, la legge impone, nel caso di corrispettivo in favore di lavoratori autonomi, l’obbligo per il cliente di versare la ritenuta d’acconto. Così il professionista riceve il pagamento della fattura al netto delle ritenute che il sostituto trattiene e poi versa allo Stato.

Il sostituto – recita la sentenza in commento – ha l’obbligo di effettuare la ritenuta e il successivo versamento; se inadempiente, viene punito con una sanzione sia amministrativa che penale, qualora gli importi delle ritenute non versate siano di elevato valore.

Il fisco non può certo chiedere al professionista, qualora senza colpa, le imposte che il suo cliente (sostituto d’imposta) doveva versare all’Erario e che, invece, non ha mai versato: sarebbe come imporgli di pagare due volte l’imposta.

Insomma, il professionista che ha ricevuto il pagamento della fattura, al netto di una ritenuta mai versata dal sostituto, deve ritenersi in buona fede e non deve essere sanzionato.

note

[1] CTP Sondrio, sent. n. 27/2013.

Autore immagine: 123rf.com

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