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Nullità della relazione peritale: Cassazione

5 Maggio 2021
Nullità della relazione peritale: Cassazione

CTU: la nullità della perizia del consulente tecnico d’ufficio nel processo civile e in quello penale. 

Nullità relazione peritale e cassazione civile

Mancata produzione dell’originale ed esame peritale svolto su copia fotografica

La parte che, in sede di procedimento di verificazione della sottoscrizione in calce ad un documento, non abbia prodotto l’originale (di cui non abbia mai contestato di essere in possesso) nonostante l’ordine giudiziale di esibizione, non può eccepire in appello la nullità dell’elaborato peritale per essere stata sottoposta all’indagine la copia fotografica del documento, trattandosi di nullità relativa la cui denunzia è preclusa dall’avervi dato causa mediante il comportamento defensionale tenuto innanzi al giudice del grado precedente.

Cassazione civile sez. II, 30/09/2020, n.20884

CTU: la mancata comunicazione del giorno di inizio delle operazioni non rende di per sè invalida la consulenza stessa

In tema di consulenza tecnica d’ufficio, ai sensi degli artt. 194, comma 2, c.p.c. e 90, comma 1, disp. att. c.p.c., alle parti va data comunicazione del giorno, ora e luogo di inizio delle operazioni peritali, senza che l’omissione (anche di una) di simili comunicazioni sia, di per sé, ragione di nullità della consulenza stessa, che si realizza soltanto quando, avuto riguardo alle circostanze del caso concreto, ne sia derivato un pregiudizio del diritto di difesa per non essere state le parti poste in grado di intervenire alle operazioni, pregiudizio che non ricorre ove risulti che le parti, con avviso anche verbale o in qualsiasi altro modo, siano state egualmente in grado di assistere all’indagine o di esplicare in essa le attività ritenute convenienti.

Cassazione civile sez. II, 10/02/2020, n.3047

Non sanabili le nullità della consulenza tecnica d’ufficio derivanti dall’avere il consulente tecnico violato il principio dispositivo o le regole sull’acquisizione documentale

Il c.t.u. non può indagare d’ufficio su fatti mai ritualmente allegati dalle parti; il c.t.u. non può acquisire di sua iniziativa la prova dei fatti costitutivi della domanda o dell’eccezione, né acquisire dalle parti o da terzi documenti che forniscano quella prova; a tale principio può derogarsi soltanto quando la prova del fatto costitutivo della domanda o dell’eccezione non possa oggettivamente essere fornita coi mezzi di prova tradizionali; il c.t.u. può acquisire dai terzi soltanto la prova di fatti tecnici accessori e secondari, oppure elementi di riscontro della veridicità delle prove già prodotte dalle parti; i principi che precedono non sono derogabili per ordine del giudice, né per acquiescenza delle parti; la nullità della consulenza, derivante dall’avere il c.t.u. violato il principio dispositivo o le regole sulle acquisizioni documentali, non è sanata dall’acquiescenza delle parti ed è rilevabile d’ufficio.

Cassazione civile sez. III, 06/12/2019, n.31886

Il CTU per formulare il parere non può avvalersi di documenti non prodotti dalle parti nei modi previsti e nei tempi processuali

In tema di consulenza tecnica d’ufficio, anche quando questa sia percipiente, ossia disposta per l’acquisizione di dati la cui valutazione sia rimessa all’ausiliario, quest’ultimo non può avvalersi, per la formazione del suo parere, di documenti non prodotti dalle parti nei tempi e modi permessi dalla scansione processuale, pena l’inutilizzabilità delle conclusioni del consulente fondate sui detti documenti in violazione delle regole di riparto dell’onere probatorio, essendo in conseguenza irrilevante la mancata tempestiva proposizione dell’eccezione di nullità della consulenza.

Cassazione civile sez. VI, 30/10/2019, n.27776

La nullità della CTU per omessa comunicazione alle parti: sanatoria 

La nullità della consulenza tecnica d’ufficio, derivante dalla mancata comunicazione alle parti della data di inizio delle operazioni peritali o attinente alla loro partecipazione alla prosecuzione delle operazioni stesse, avendo carattere relativo, resta sanata se non eccepita nella prima istanza o difesa successiva al deposito. L’eccezione pur non richiedendo, formule particolari, deve essere chiara ed esplicita, sì da consentire al giudice di desumere l’effettivo pregiudizio derivatone al diritto di difesa della parte e non può essere proposta in modo del tutto generico.

(Nella specie, ha osservato la Suprema corte, nel verbale della udienza immediatamente successiva al deposito della relazione peritale la difesa della parte attuale ricorrente si limitava a contestare genericamente il modus operandi degli accertamenti, tenuto dal Ctu e i risultati, senza eccepire in alcun modo la nullità della consulenza sotto il profilo indicato, per cui l’eccezione proposta solo in appello deve considerarsi tardiva).

Cassazione civile sez. I, 07/03/2018, n.5491

Oneri probatori a carico della parte che in Cassazione deduca la nullità della CTU causata da uso di documenti 

La parte che, in sede di ricorso per cassazione, deduca la nullità della consulenza tecnica d’ufficio causata dall’utilizzazione di documenti irritualmente prodotti, ha l’onere di specificare, a pena di inammissibilità dell’impugnazione, il contenuto della documentazione di cui lamenta l’irregolare acquisizione e le ragioni per le quali la stessa sia stata decisiva nella valutazione del consulente tecnico d’ufficio.

Cassazione civile sez. III, 15/05/2018, n.11752

Mancato invio della “bozza” di CTU: tra nullità astratta e sanatoria per omessa lesione del diritto di difesa

L’omesso invio da parte del consulente tecnico della bozza di relazione alla parte integra, in quanto posta a presidio del diritto di difesa, un’ipotesi di nullità della consulenza a carattere relativo e quindi assoggettata al rigoroso limite preclusivo di cui all’art. 157 c.p.c..

Cassazione civile sez. VI, 09/10/2017, n.23493

Consulente tecnico d’ufficio, indagini del consulente e comunicazioni alle parti

Ai sensi degli art. 194 comma 2, c.p.c. e 90 comma 1, disp. att. c.p.c. alle parti va data comunicazione del giorno, ora e luogo di inizio delle operazioni peritali, mentre detto obbligo di comunicazione non riguarda le indagini successive, incombendo alle parti l’onere d’informarsi sul prosieguo di queste al fine di parteciparvi; tuttavia, qualora il consulente di ufficio rinvii le operazioni a una data determinata, provvedendo a darne comunicazione alle parti e successivamente proceda a un’ulteriore operazione peritale in data anticipata rispetto a quella fissata e ometta di darne avviso alle parti, l’inosservanza di tale obbligo può dar luogo a nullità della consulenza, sempre che abbia comportato, in relazione alle circostanze del caso concreto, un pregiudizio al diritto di difesa.

Cassazione civile sez. III, 02/03/2012, n.3243

Nullità CTU

Il principio della limitazione oggettiva della nullità dell’atto, contenuto nell’art 159, comma 2, c.p.c., è applicabile anche in presenza di un atto finale che costituisce la risultante di una serie di atti distinti l’uno dall’altro, cioè di attività continuativa nel tempo e frazionabile in momenti autonomi. In particolare, se una parte dell’attività di accertamento e rilevazione dei dati compiuta dal consulente tecnico sia invalida, perché svolta in violazione del principio del contraddittorio e al di fuori del necessario controllo delle parti, qualora quella frazione di attività non si sia riverberata sull’atto conclusivo, consistente nella relazione di consulenza, il vizio non si traduce in una nullità che possa assumere rilevanza.

L’affermazione o la esclusione del suddetto nesso di dipendenza forma oggetto di un apprezzamento riservato al giudice di merito, in quanto intimamente connesso con la valutazione delle risultanze della relazione peritale, ed è perciò insindacabile in sede di legittimità.

Cassazione civile sez. lav., 27/07/2011, n.16441

In tema di consulenza tecnica di ufficio, nel regime precedente la modifica dell’art. 195 c.p.c. ad opera della l. 18 giugno 2009 n. 69, nessuna norma del codice di rito impone al c.t.u. di fornire ai consulenti di parte una “bozza” della propria relazione, in quanto, al contrario, le parti possono legittimamente formulare critiche solo dopo il deposito della relazione da parte del consulente tecnico d’ufficio, atteso che il diritto di esse ad intervenire alle operazioni tecniche anche a mezzo dei propri consulenti deve essere inteso non come diritto a partecipare alla stesura della relazione medesima, che è atto riservato al consulente d’ufficio, ma soltanto all’accertamento materiale dei dati da elaborare.

Ne deriva che non è affetta da nullità – ma da mera irregolarità, che resta irrilevante ove non tradottasi in nocumento del diritto di difesa – la consulenza tecnica d’ufficio, qualora il consulente, pur disattendendo le prescrizioni del provvedimento di conferimento dell’incarico peritale, abbia omesso di mettere la sua relazione a disposizione delle parti per eventuali osservazioni scritte, da consegnargli prima del deposito della relazione stessa.

Cassazione civile sez. lav., 11/03/2011, n.5897

Deposito tardivo relazione peritale e nullità

Nel rito del lavoro l’inosservanza, da parte del consulente tecnico d’ufficio nominato in appello, del termine assegnatogli per il deposito della consulenza, non è causa di alcuna nullità, a condizione che esso avvenga almeno dieci giorni prima della nuova udienza di discussione, conformemente al disposto del comma 3 dell’art. 441 c.p.c. Ove, invece, il consulente depositi la relazione peritale oltre il suddetto termine di dieci giorni, sussiste una nullità relativa, sanata se non venga fatta valere nella prima istanza o difesa successiva al suo verificarsi. (Principio affermato ai sensi dell’art. 360 bis, comma 1, c.p.c.).

Cassazione civile sez. VI, 08/11/2010, n.22708

Rinvio relazione e omessa comunicazione alle parti

In tema di consulenza tecnica d’ufficio, ai sensi degli art. 194, comma 2, c.p.c. e art. 90, comma 1, disp. att. c.p.c., alle parti va data comunicazione del giorno, ora e luogo di inizio delle operazioni peritali, mentre l’obbligo di comunicazione non riguarda le indagini successive, incombendo alle parti l’onere d’informarsi sul prosieguo di questo al fine di parteciparvi.

Tuttavia, qualora il consulente di ufficio rinvii le operazioni ad una data determinata, provvedendo a darne comunicazione alle parti e successivamente proceda ad un’ulteriore operazione peritale in data anticipata rispetto a quella fissata e ometta di darne avviso alle parti, l’inosservanza di tale obbligo può dar luogo a nullità della consulenza, sempre che abbia comportato, in relazione alle circostanze del caso concreto, un pregiudizio al diritto di difesa.

Cassazione civile sez. I, 07/07/2008, n.18598

Termine contestazione nullità relazione peritale

Il consulente tecnico di ufficio può tener conto di documenti non ritualmente prodotti in causa solo con il consenso delle parti, in mancanza del quale la suddetta attività dell’ausiliare è, al pari di ogni altro vizio della consulenza tecnica, fonte di nullità relativa soggetta al regime di cui all’art. 157 c.p.c., con la conseguenza che il difetto deve ritenersi sanato se non è fatto valere nella prima istanza o difesa successiva al deposito della relazione peritale.

Cassazione civile sez. II, 19/08/2002, n.12231

Omessa trascrizione delle osservazioni di parte e nullità relazione peritale

A differenza dell’ipotesi di omessa comunicazione da parte del consulente tecnico d’ufficio alle parti o ai loro consulenti del luogo, del giorno e dell’ora dell’inizio delle operazioni peritali, che incide sull’esercizio del diritto di difesa, con la conseguenza che la consulenza tecnica viene ad essere affetta da nullità (peraltro relativa, e perciò deducibile soltanto nella prima udienza o difesa successiva al deposito della relazione peritale), non è, invece, comminata alcuna nullità per il fatto che il consulente tecnico ometta di trascrivere le osservazioni formulate dalle parti o dai loro consulenti tecnici, essendo sufficiente che tali osservazioni siano state prese in considerazione.

Cassazione civile sez. lav., 19/11/2001, n.14489

Nullità relazione peritale e cassazione penale

Integra nullità assoluta l’omesso avviso al difensore del conferimento dell’incarico peritale in sede di incidente d’esecuzione

L’omesso avviso al difensore del conferimento dell’incarico peritale disposto in sede di incidente di esecuzione integra una nullità assoluta che incide sulla presenza obbligatoria del difensore al procedimento, con conseguente violazione dell’art. 178, lett. c), c.p.p. in relazione all’art. 179 c.p.p.

Cassazione penale sez. III, 09/05/2017, n.30167

Svolgimento della perizia

In tema di trascrizione di intercettazioni telefoniche, l’omesso deposito della relazione peritale prima dell’udienza fissata per l’esame in dibattimento del perito non integra alcuna nullità o violazione del diritto di difesa, attesa la possibilità di estrarre preventivamente copia delle trascrizioni e fare eseguire la trasposizione delle registrazioni su nastro magnetico così da consentire alla difesa l’indicazione di specifiche inesattezze, incompletezze od omissioni.

Cassazione penale sez. II, 03/10/2013, n.47036

Il mancato esame dibattimentale del perito prima della lettura della relazione peritale integra una nullità di ordine generale a regime intermedio ex art. 178, lett. c), c.p.p., soggetta ai limiti di deducibilità e rilevabilità d’ufficio di cui all’art. 182 e alla sanatoria prevista dall’art. 183, comma 1, lett. a), c.p.p.

Cassazione penale sez. VI, 26/09/2011, n.38157

Qualora il giudice del dibattimento disponga perizia al fine di verificare la capacità o meno dell’imputato di partecipare coscientemente al processo, vanno osservate tutte le regole stabilite per le ordinarie perizie espletate in fase dibattimentale, ivi compresa quella che, a pena di nullità generale a regime cd. “intermedio”, impone che, una volta avvenuto il deposito della relazione peritale, venga fissata udienza per l’esame del perito, ai sensi dell’art. 501 c.p.p.

Cassazione penale sez. I, 08/07/2010, n.29936

La perizia è nulla se non è stata acquisita nelle forme dell’istruzione dibattimentale e la nullità si estende alla sentenza, quale atto consecutivo dipendente da quello dichiarato nullo.

Cassazione penale sez. I, 08/07/2010, n.29936

La capacità dell’imputato di partecipare coscientemente al processo deve essere accertata mediante perizia assunta osservando le forme previste per il dibattimento, anche nell’ipotesi in cui l’accertamento avvenga prima dell’apertura del dibattimento. L’acquisizione della relazione peritale senza esame del perito produce una nullità di ordine generale a regime intermedio ex art. 178 comma 1 lett. c) c.p.p. per violazione del diritto di difesa.

La capacità processuale dell’imputato è questione che attiene direttamente e inscindibilmente al processo principale e, pertanto, una volta che sia sopravvenuto il rinvio a giudizio, non può che essere accertata e delibata dal giudice della cognizione con l’osservanza delle forme proprie del dibattimento.

Cassazione penale sez. I, 08/07/2010, n.29936



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