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Addio interessi legali se la banca non valuta la solvibilità del cliente

31 Marzo 2014


Addio interessi legali se la banca non valuta la solvibilità del cliente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Marzo 2014



Se la banca eroga un finanziamento a un soggetto che non può chiaramente restituire il prestito è giusto ritenere che la stessa non abbia più diritto a ricevere gli interessi legali.

È interessantissimo, per i suoi effetti che può produrre nel nostro Paese, un recente caso giudiziario che ha riguardato, in modo diretto, la Francia. Interessante perché, intervenendo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea [1], è stato sancito un importante ed attuale diritto dei consumatori in materia creditizia. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Viene spesso ignorata l’esistenza di una direttiva comunitaria che impone [2], per gli Stati Membri, l’obbligo di prevedere sanzioni nei confronti di quegli intermediari finanziari (banche, poste, finanziarie) che eroghino prestiti ai cittadini senza prima valutare le loro obiettive risorse e, in altre parole, le effettive possibilità di restituzione della somma finanziata.

Per tutelare i consumatori dalla concessione irresponsabile di finanziamenti che eccedono le loro capacità finanziarie e potrebbero spingerli a una situazione di insolvenza e di “fallimento”, la norma dell’Unione Europea impone di applicare, nei confronti delle banche, un regime di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.

La severità delle sanzioni deve essere adeguata alla gravità delle violazioni che esse reprimono e comportare, in particolare, un effetto realmente dissuasivo, fermo restando il rispetto del principio generale di proporzionalità.

La Corte di Giustizia dell’U.E. ha ricordato che la valutazione sulla solvibilità del cliente deve essere effettuata con tutti gli strumenti a disposizione dell’istituto di credito, eventualmente consultando le banche dati e i registri previsti dalla legislazione nazionale.

Nel caso di specie, la Corte, dopo aver ritenuto che il finanziamento era stato concesso a un soggetto sin dall’origine incapace di poter adempiere correttamente, ha liberato quest’ultimo dall’obbligo di restituire gli interessi, sia quelli convenzionali, legali che moratori. In altre parole, il consumatore si è trovato a dover rimborsare soltanto il capitale.

In tal modo, posto che gli interessi sono il corrispettivo (ossia la controprestazione) versato, dal cliente, alla banca per il prestito ottenuto, la “cancellazione” dell’obbligo di versamento degli interessi medesimi rende il finanziamento “a titolo gratuito”.

Dunque, secondo i giudici comunitari, tale sanzione nei confronti della banca si può ritenere equa ed equilibrata.

La sentenza consente di comprendere quale arma la Comunità Europea abbia messo a disposizione dei consumatori e, tuttavia, a molti sia ancora ignota.

note

[1] C. Giust. UE sent. del 27.03.2014, causa C-565/12.

[2] Artt. 8 e 23 direttiva 2008/48/CE sui contratti di credito ai consumatori.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. Interessante. Vorrei esporvi il mio caso e sapere la procedura..Ps la legge europea in questione,fatta per i consumatori, potreste indicarmela?? In’attesa di un vostro riscontro, porgo distinti saluti.

    1. L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale ed in tempi certi.

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