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Conto cointestato: si ha diritto alle detrazioni fiscali?

5 Maggio 2021 | Autore:
Conto cointestato: si ha diritto alle detrazioni fiscali?

Una recente sentenza ha limitato la deduzione al 50%; l’Agenzia delle Entrate riconosce, invece, la piena deducibilità delle spese sostenute dal contribuente.

Moltissimi italiani hanno un conto corrente cointestato con il coniuge, o anche con i figli e i nipoti, al quale tutta la famiglia si appoggia per le spese. Ma quando c’è un conto cointestato si ha diritto alle detrazioni fiscali?

Una recentissima sentenza tributaria aveva detto no, riconoscendole solo nella misura del 50% anziché per l’intero importo. Questa pronuncia, di cui ti abbiamo parlato in anteprima nell’articolo “Detrazioni fiscali a rischio se usi il conto cointestato“, ha avuto clamore ed è stata fortemente contestata, perché va in controtendenza rispetto all’orientamento espresso dall’Agenzia delle Entrate. Il Fisco, infatti, ammette senza problemi la deduzione dell’intera somma pagata con la carta di credito o di debito associata al conto corrente del contribuente che ha sostenuto quella spesa.

Il caso è finito in Parlamento, precisamente in Commissione Finanze della Camera dei Deputati, dove è stata presentata un’interrogazione parlamentare alla quale il Governo ha risposto in maniera articolata [1], ribadendo la posizione ufficiale dell’Amministrazione finanziaria e così spegnendo l’allarme suscitato. Grazie a questo importante chiarimento, ora si può comprendere meglio se con il conto cointestato si ha diritto alle detrazioni fiscali.

Diritto alla detrazione fiscale: quando spetta

Il diritto ad una detrazione fiscale dall’imposta da versare, o a una deduzione dal reddito imponibile, spetta quando l’onere è stato effettivamente sostenuto dal soggetto che risulta intestatario del documento di spesa, come la fattura o lo scontrino fiscale “parlante”, quello che contiene i dati del contribuente.

In altre parole, per far sorgere il diritto alla detrazione occorre che il pagamento venga effettuato da colui che risulta come beneficiario della prestazione per la quale viene riconosciuto questo sconto fiscale. E il documento fiscale fornisce valida prova di ciò, quando risulta intestato al contribuente che porterà la spesa in detrazione.

Pagamento spese familiari con conto cointestato

Il dubbio sulla detraibilità sorge quando le spese familiari vengono pagate con conto cointestato, ad esempio con la carta di credito, o con il bancomat, che si appoggia al conto corrente comune. In questi casi accade frequentemente, ad esempio, che il marito paghi una visita medica della moglie o dei figli, o sostenga per loro conto qualsiasi altra spesa deducibile o detraibile dalle tasse.

In tali casi, il pagamento è senza dubbio tracciabile, ma il soggetto che lo effettua non coincide con il beneficiario della prestazione (che tuttavia può essere un familiare a carico). A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito ufficialmente, rispondendo al quesito di un contribuente [2], che la detrazione dall’imposta lorda (attualmente nella misura del 19%) o la deduzione dal reddito imponibile spetta «a condizione che l’onere sia sostenuto con mezzi di pagamento tracciabili» ed ha affermato che non rileva l’esecutore materiale del pagamento, poiché questo profilo attiene ai rapporti interni tra le parti e non al versante fiscale.

Come dimostrare la spesa portata in detrazione

Una volta chiarito che l’onere detraibile può considerarsi sostenuto dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa, e non da colui che paga l’importo attraverso il conto cointestato, l’Agenzia precisa che occorre comunque «assicurare la corrispondenza tra la spesa detraibile per il contribuente ed il pagamento effettuato da un altro soggetto». Come fare?

L’Amministrazione finanziaria ammette diversi modi validi e, in particolare, ha chiarito che:

  • se il contribuente utilizza la propria carta di credito per le spese detraibili riferite al coniuge, non perde il diritto alla detrazione «purché tale onere sia effettivamente sostenuto dal soggetto intestatario del documento di spesa»; questa circostanza può essere facilmente dimostrata dalla cointestazione del conto corrente su cui è emessa quella carta;
  • se un figlio usa la carta bancomat a lui intestata ma per pagare spese riferite al genitore, la detrazione spetta anche in questo caso, purché vi sia una dichiarazione del soggetto intestatario «che riferisce di aver rimborsato in contanti la spesa sostenuta» [3] al figlio che ha eseguito il pagamento.

In sostanza, l’Agenzia delle Entrate non pretende che per pagare un onere deducibile o detraibile sia necessario utilizzare un conto corrente intestato esclusivamente al contribuente. La detrazione fiscale è consentita se il pagamento avviene con un metodo tracciabile, come il bonifico bancario o una carta di credito o di debito, collegata ad un conto corrente cointestato e se il soggetto che porta in detrazione la spesa coincide con l’intestatario del documento fiscale rilasciato da chi ha ricevuto la somma.

Leggi anche l’articolo “Se il conto è cointestato si ha diritto alle detrazioni fiscali?“.


note

[1] Camera dei Deputati, risposta del Governo del 21.04.2021 ad interrogazione n. 5-05796, on. Centemero.

[2] Agenzia Entrate, risposta ad interpello n. 431 del 02.10.2020.

[3] Agenzia Entrate, risposta ad interpello n. 484 del 19.10.2020.


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