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Indennità di disoccupazione: spetta al disoccupato, non al poco occupato

31 marzo 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 marzo 2014



L’indennità di disoccupazione detta mini aspi spetta solo al lavoratore che versa in stato di disoccupazione, non anche a lavoratore che, pur avendo un rapporto di lavoro, guadagna poco o in maniera discontinua.

 

Per il lavoratore a domicilio [1] che voglia ottenere l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti (mini aspi) non basta avere un reddito basso o un’attività lavorativa discontinua (cioè intervallata da periodi di inattività), ma occorre sempre l’estinzione definitiva del rapporto di lavoro e l’iscrizione alle liste di collocamento. In caso contrario, l’indennità di disoccupazione involontaria assolverebbe a una funzione che non le è propria: quella di integrazione salariale per il lavoratore a domicilio, il quale invece è espressamente escluso da tale tipo di garanzia previdenziale [2].

È questa la sintesi di una interessante sentenza della Cassazione di qualche giorno fa [3].

La Suprema Corte ha così chiarito una questione sottopostale dall’Inps: il lavoratore a domicilio, nei periodi d’inattività intercorrenti tra una commessa e l’altra, ha diritto all’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti (o mini aspi)? La risposta dei giudici è stata, evidentemente, negativa.

Ricordiamo che la mini aspi è una indennità rivolta al soggetto che, avendo svolto lavori brevi e discontinui (ad esempio, le supplenze del personale precario della scuola privata), non riesce a raggiungere il requisito di contribuzione minimo richiesto per ottenere l’indennità di disoccupazione con i requisiti normali (52 contributi settimanali). La disoccupazione con i requisiti ridotti ha la finalità di indennizzare i periodi di non occupazione che si sono verificati nell’anno solare precedente la domanda. Abbiamo affrontato il tema dell’indennità di disoccupazione (aspi) e della mini aspi in questo articolo: L’Aspi e gli ammortizzatori sociali per la disoccupazione.

La vicenda

La vicenda da cui ha avuto origine la sentenza in commento riguarda una lavoratrice a domicilio, rimasta priva di occupazione nei periodi tra una commessa e l’altra nell’ambito di un unico rapporto di lavoro con lo stesso committente, rapporto di lavoro quindi mai cessato. Requisito fondamentale, infatti, per la concessione della mini aspi è lo stato di disoccupazione che, nel caso di specie, è stato ritenuto assente.

note

[1] Il lavoro a domicilio è una particolare tipologia di contratto di lavoro, nella quale la prestazione è resa al domicilio del lavoratore, ovvero in locali di cui questi abbia a qualsiasi titolo la disponibilità.

[2] Art. 9, c. 1, l. n. 877/1973.

[3] Cass., sent. n. 7383 del 28.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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